Cronaca

Accusati di sequestro, vengono condannati per estorsione aggravata

L'accusa era quella di aver sequestrato un connazionale ai fini di estorsione ed averlo minacciato di “dargli fuoco”. Il reato è stato riqualificato in quello di estorsione aggravata. Erano stati arrestati lo scorso febbraio dai carabinieri

CRONACA – Erano accusati di aver sequestrato un uomo, di nazionalità marocchina, di averlo incappucciato e portato sotto minaccia in un appartamento ad Alessandria. Avevano poi chiamato i famigliari: “portaci i soldi che ci deve, oppure gli diamo fuoco”, avevano detto. L'uomo però era riuscito a fuggire e i quattro erano stati arrestati.
Si è concluso il processo a carico di Mehedi Fallahi, 34 anni, considerato il capo della banda e soprannominato “Maradona” per la somiglianza con il calciatore argentino, Abdellhak Madihi, 35 anni, Mourad Mouaddab, 47 anni, regolare sul territorio italiano e El Mostafa Kerkab 40 anni, regolare, con quattro condanne. La contestazione iniziale era quella di sequestro ai fini di estorsione e rapina. Sono stati assolti dal primo reato, mentre sono stati condannati per per il solo reato di rapina, riqualificato in estorsione aggravata a quattro anni di carcere per Fallahi; 3 anni, 6 mesi e 20giorni per Mouaddab, 2 anni e 4 mesi per Kerkab; 3anni, 5 mesi e 5 giorni per Madihi.
Il pubblico ministero, il procuratore distrettuale Enrico Arnaldi di Balme, che aveva sostenuto l'accusa, aveva invece chiesto la condanna ad 8 anni ciascuno. Gli imputati erano difesi dagli avvocato Giuseppe Lanzavecchia e da Luca Schera.
Dalle indagini era emerso come Fallahi e la vittima si fossero conosciuti in carcere. Una volta usciti, “Maradona” aveva affidato una partita di droga al connazionale, per la vendita che avrebbe dovuto fruttare 9 mila euro. La vittima, però, la droga non la vendette, poiché – così raccontò – l'aveva persa. Fallahi pretendeva comunque la somma e, per ottenerla, prelevò l'è compagno di carcere davanti ad un bar ad Acqui. Una volta incappucciato lo condusse, insieme agli altri tre, in un appartamento ad Alessandria, dove fu malmenato e minacciato. Ma riuscì a fuggire, mentre il fratello lanciò l'allarme.





28/09/2018







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