Alessandria

In attesa dello stato di emergenza si rispolverano i vecchi progetti

La crisi idrica della Val Bormida ha portato all'attenzione un problema non più trascurabile: le reti idriche della provincia di Alessandria non sono adeguate a portare acqua a tutti, specie in caso di siccità prolungata. Si chiederà aiuto a Regione e Governo per pagare le spese

ALESSANDRIA -  In una delle estati più aride degli ultimi decenni la provincia di Alessandria scopre di avere un sistema idrico inadatto. A farne le spese quest'anno è stata la Valle Bormida, per la quale sono probabilmente necessari nuovi invasi e raccordi con altre fonti, proprio per evitare in futuro di rimanere nuovamente all'asciutto.

Nell'ultima riunione a Palazzo Ghilini con i tecnici dei gestori degli acquedotti provinciali e con gli amministratori dei comuni coinvolti – parlamentari e consiglieri compresi – è emerso un quadro della situazione non certo positivo. Il Vice Presidente, Rocchino Muliere ha concluso 'il tavolo' ribadendo l’intenzione di portare all'attenzione di Regione e al Governo di Roma le problematiche idriche del territorio: “E' importante pensare ad una progettualità unitaria e un discorso comune per riuscire a garantire fondi non solo regionali, ma anche quelli a livello nazionale”.

Lo stato di emergenza è il primo passo burocratico per chiedere alla Regione di coprire quelle spese aggiuntive che gli enti hanno dovuto anticipare per affrontare l’emergenza acqua (solo Amag spende diecimila euro al giorno per potare acqua potabile con le autobotti).

“In tempi molto rapidi si potrebbe intervenire anche come proposto dal comune di Ponzone raddoppiando l’invaso del bric Berton – ha commentato il consigliere regionale Walter Ottria ricordando come sia un’opera realizzabile in tempi brevi e a costi contenuti appoggiando l’iniziativa del Sindaco Fabrizio Ivaldi che verrà sostenuta anche dal senatore Federico Fornaro. “Poi però Regione e Governo dovranno fare la loro parte – chiosano i due esponenti di MDP – e allora si chiede subito il via al tavolo congiunto tra il territorio e la Regione per sviluppare progetti (in parte già studiati negli anni da Ato) che garantiscano un approvvigionamento continuo e regolare dell’intera area alessandrina e astigiana”.

In futuro si dovrà mettere mano ai progetti per rendere la rete idrica più efficiente, per spostare l'acqua da dove c'è a dove potrebbe mancare.
Si ritorna così a parare di 'acqua bene comune'. “Questa può anche rappresentare l’occasione per la Regione Piemonte di tutelare le risorse idriche tout court. “Non si intacchi ma si tuteli il vero tesoro rimasto a nostra disposizione”, chiede Ottria al presidene Chiamparino.
7/09/2017







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