Provincia

Tangenziale di Sezzadio, rinviata la conferenza dei servizi [AGGIORNAMENTO]

Richiesta di sospensione del procedimento da parte del Comune di Sezzadio e della Società Riccoboni: la conferenza dei servizi convocata per il 15 febbraio per ridiscutere il progetto relativo al nuovo tratto di tangenziale è posticipata a data da definirsi

PROVINCIA - 15:00 RInviata la conferenza dei servizi
A seguito di richiesta di sospensione del procedimento pervenuta da parte del Comune di Sezzadio e della Società Riccoboni, proponente del progetto, la conferenza dei servizi convocata per il 15 febbraio è posticipata a data da definirsi.

La giornata di giovedì 15 potrebbe diventare un'altra tappa cruciale nell'ormai annosa vicenda 'discarica di Sezzadio'. A partire dalle 9 si riunirà la conferenza dei servizi convocata per ridiscutere il progetto relativo al nuovo tratto di tangenziale richiesto dalla ditta Riccoboni per il transito dei camion che dovrebbero conferire nel sito di Cascina Borio i rifiuti pericolosi prodotti dalla Grassano di Predosa (proprietà della stessa Riccoboni Holding). Per i comitati 'no discarica' l'ennesimo affronto in sei anni di dura opposizione. “Il quadro nel quale ci stiamo muovendo è a dir poco assurdo. Questo progetto è caldeggiato da soggetti sui quali pendono diversi procedimenti. La ditta Riccoboni è indagata per reati ambientali in merito alla discarica Molinetto di Cogoleto, l'ing Fulvio De Lucchi, progettista della discarica, inquisito per traffico illecito di rifiuti; il marito dell'ex presidente della Provincia, firmataria dell'autorizzazione all'inizio dei lavori, risulta indagato nell’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti legato all'ARAL. Tutta la nostra lotta dal 2012 ad oggi è andata avanti all'interno di uno scenario dai contorni a dir poco inquietanti” spiega Piergiorgio Camerin di Sezzadio Ambiente.  


Non sono bastati i pareri negativi di tecnici e geologi di fama internazionale, la documentazione presentata in Regione dal Comune di Sezzadio dopo le alluvioni del novembre 2016 che hanno allagato i terreni coinvolti nel progetto; non è bastata la convezione sottoscritta da 30 sindaci della Val Bormida e nemmeno i vari ricorsi al Consiglio di Stato e al Tar. Per l'ente preponente (Riccoboni Holding), per la Provincia e la Regione l'iter procedurale deve andare avanti: la 'nuova tangenziale' s'ha da fare. “Nonostante il 2017 sia stato un annus horribilis per quanto riguarda l'emergenza idrica la Provincia si ostina a sostenere un progetto che potrebbe causare danni irreversibili ad una falda acquifera che alimenta 50 mila persone” aggiunge Camerin. Siccità che tra l'altro la scorsa estate ha costretto diversi comuni dell'acquese e del novese a rifornirsi proprio dell'acqua presente nella falda tra Predosa e Sezzadio.  

“In tutti questi anni di manifestazioni e presidi abbiamo dato dimostrazione di buon senso e civiltà, - commenta Camerin - ma la nostra esasperazione è sempre più evidente. Mi chiedo a questo punto a cosa serva la politica se in casi simili si dimostra incapace di farsi carico di un problema del genere e di risolverlo a tutela il territorio e la salute dei cittadini”. Nei giorni scorsi i comitati anti discarica hanno inoltre presentato un esposto alla Procura della Repubblica per alcune presunte irregolarità nell'iter procedurale delle autorizzazioni rilasciate dalla precedente amministrazione provinciale. “Sia chiaro, la nostra lotta non terminerà di certo giovedì 15. Abbiamo ancora tante energie, siamo determinati nel portare avanti fino in fondo una battaglia che dura da sei anni” conclude Camerin.  

Nella mattinata di giovedì 15 è in programma un presidio dei comitati della Val Bormida in via Galimberti ad Alessandria, davanti agli uffici tecnici della Provincia, mentre alcuni trattori si fermeranno sotto Palazzo Ghilini, in rappresentanza degli agricoltori del territorio. 

14/02/2018
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it







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