Provincia

Soccorso ambulanze da 118, Comitati della CRI in rivolta: “Con i nuovi rimborsi servizio a rischio”

Dal 1° gennaio 2019 cambieranno i criteri per l'assegnazione dei rimborsi alle ambulanze in soccorso su chiamata da 118, ma il provvedimento della Regione non piace ai Comitati della Croce Rossa; "Garantire il servizio diventerà più complesso ed economicamente svantaggioso. Si rischia una presenza ridotta sul territorio"

PROVINCIA - “Con i nuovi criteri tutte le sedi della Provincia andranno in perdita, di conseguenza il servizio di trasporto per le emergenze del 118 è potenzialmente a rischio, specialmente quello in forma estemporanea non legato ad una convenzione continuativa”, l'allarme arriva dai Comitati provinciali della Croce Rossa, contrari ai nuovi criteri sui rimborsi alle ambulanze delle associazioni di volontariato per gli interventi effettuati su chiamata da 118 che la Regione attuerà dal 1° gennaio 2019. 

Comprendere fino in fondo le modifiche ai vecchi parametri è alquanto complicato. “Anche noi fatichiamo ad interpretare i nuovi criteri ” spiega Matteo Cannonero (foto in basso), presidente della Croce Rossa di Cassine, Il meccanismo, in effetti, è abbastanza intricato. Proviamo a farla semplice. Ad oggi, e fino al 31 dicembre, i rimborsi economici per le ambulanze in servizio su chiamata estemporanea da 118 sono calcolati in base ai chilometri percorsi su tariffa stabilita dalla Regione. Ai Comitati locali spettano 43,50 euro per ogni servizio effettuato nel raggio di 25 km, con la maggiorazione di 1 euro per ogni km percorso oltre tale distanza, “Si tratta di una tariffa onnicomprensiva dei costi per il carburante, l'usura del mezzo nonché del materiale monouso e di consumo utilizzato per il soccorso” sottolinea Cannonero. Dal 1° gennaio, invece, si passerà al calcolo dei corrispettivi economici in base al tempo impiegato dall'ambulanza per effettuare l'intervento. In che modo? Ad ogni servizio verranno attribuiti 120', oltre le due ore ad ogni chilometro percorso saranno aggiunti 2' che si dovranno poi sommare ai 120' prestabiliti. A fine mese si dovranno quindi calcolare i tempi di tutti i servizi svolti. Per ottenere i rimborsi le associazioni dovranno presentare entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento una relazione dell’attività e dei costi sostenuti per l’impegno orario complessivo annuale dedicato al servizio in convenzione, ovvero il 118. Una modalità che, in base ai parametri adottati, andrà a svantaggio dei Comitati a servizio estemporaneo. 

Breve inciso: dal 2019 le convenzioni con il 118 saranno assegnate tramite gara pubblica su base regionale (mentre fino ad oggi ogni sede locale poteva presentare richiesta all'Asl territoriale), modalità che rischia però di stravolgere l'attuale dislocazione sul territorio delle sedi operative che effettuano servizio per il 118 e delle ambulanze a supporto delle medicalizzate. “Il Comitato Regionale della CRI ha calcolato che con i nuovi criteri tutti i Comitati piemontesi ed in particolare quelli della nostra provincia andrebbero in perdita” dichiara Matteo Cannonero, “la Croce Rossa di Acqui Terme, ad esempio, rispetto al proprio monte annuale dovrebbe registrare una perdita pari al 16%, quella di Alessandria del 12%. Nel caso specifico, per la CRI di Cassine a parità di servizi effettuati la perdita sarà di diverse migliaia di euro, rapportabile all'incirca a due mensilità. In sintesi – continua il presidente del Comitato cassinese - effettuare servizi di estemporanea per garantire l'ambulanza per il 118 diventerà più complesso ed economicamente svantaggioso. Ciò potrebbe portare ad una presenza ridotta dei nostri equipaggi, oggi presenti h24, e di conseguenza ad una maggiore attesa per gli utenti che necessitano di soccorso”. 

L'allarme in Regione è arrivato dall'ex sindaco di Rivalta Bormida Walter Ottria con un'interrogazione rivolta all'assessore alla Sanità, Antonio Saitta. “Questa situazione mette a rischio l’esistenza stessa del servizio che si basa esclusivamente sul volontariato e con mezzi ormai non più nuovissimi” sostiene Ottria. “Si tratta di servizi che spesso agiscono su territori marginali della Regione – si legge nel comunicato diramato da Art.1 Mdp - in cui la riorganizzazione della rete ospedaliera del 2014 ha portato ad un aumento del numero delle corse effettuate (in alcuni casi il volume è quasi raddoppiato) e delle distanze percorse per raggiungere i pazienti”. 

Nella sua risposta, l’Assessore Saitta ha ricordato come tali rimborsi, secondo il codice del Terzo Settore “possono avvenire solo ed esclusivamente attraverso il riconoscimento delle spese effettivamente sostenute e documentate” assicurando che “la configurazione operativa dei convenzionamenti in estemporanea garantirà la capillarità del servizio sul territorio”.

Ad ogni modo, i Comitati della provincia non ci stanno e si dicono fermamente intenzionati a far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune. “Dal 1° gennaio – conclude Cannonero - il servizio di supporto alle ambulanze medicalizzate, ossia quelle con medico e infermiere a bordo, potrebbe entrare in crisi, in quanto la Centrale 118 potrebbe potenzialmente trovarsi con meno ambulanze di volontari da chiamare, le quali potrebbero preferire altre tipologie di servizi e convenzioni”.
29/09/2018
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it







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