Alessandria

Aral: la "spaccatura" è nella Lega. Nonostante i dubbi, astensione della minoranza

Sul provvedimento portato in Consiglio comunale d'urgenza per l'indirizzo dell'amministrazione comunale ad Amag di partecipare alla "manifestazione d'interesse" per l'affitto del ramo d'azienda di Aral non c'era il capogruppp del primo partito della giunta Cuttica, la Lega, Evaldo Pavanello. Che aveva sollevato perplessità, con qualche critica, già in commissione venerdì mattina. Nonostante i dubbi, invece hanno dato un voto di astensione i gruppi di minoranza, Pd e M5S in testa

 ALESSANDRIA - Nella giornata di ieri, venerdì 15 giugno prima la commissione e poi il Consiglio comunale convocato d'urgenza hanno approvato la partecipazione di Amag Ambiente su atto d'indirizzo della amministrazione comunale alla “manifestazione di interesse” per l'affitto di ramo d'azienda di Aral.

Un provvedimento che ha creato la spaccatura all'interno del primo partito della giunta di Cuttica di Revigliasco, la Lega, con l'assenza in Consiglio del capogruppo Evaldo Pavanello che già in mattinata durante la commissione aveva sollevato qualche titubanza, con tono critico, chiedendo come mai fosse necessario il voto del Consiglio: “non se la possono vedere tra di loro le due aziende in questione?”. “Sono due aziende a partecipazione pubblica, se non lo approva il Consiglio chi lo deve fare?” è stata la risposta dell'assessore Paolo Borasio che ha fatto un “appello accorato” a tutta la maggioranza (e non solo) trattandosi di “una delle delibere più importanti che il Consiglio deve votare, trattandosi di servizi pubblici e trattandosi si una vicenda (Aral) che interessa tutta la città”. Una richiesta quindi di “unità” che non stata ben accolta dal primo esponente della Lega: “trasparenza e chiarezza per capire quello che si va a votare” sostenendo che almeno per lui non è più tempo di “appelli accorati”.

E il risultato è stata la sua “assenza” durante la seduta d'urgenza per “salvare il salvabile” come ha sostenuto l'assessore Borasio. Il non prendere parte alla votazione, alla strada disegnata dall'amministrazione comunale sulla base di un avviso pubblicato da qualche giorno (sia sul sito di Aral che su quallo dei diversi comuni soci), che darà vita ad una vera e propria “competizione” con più partecipanti. Sembra, infatti, che Amag dovrà vedersela con la partecipazione alla manifestazione di interesse presentata anche dal gruppo di aziende creditrici che aveva già guardato ad una soluzione diversa dei crediti vantati, con un ingresso di partecipazione (con quote) nell'azienda di smaltimento di cui si sta tentando il “salvataggio”. Si tratta della Koster, insieme alla Solero Scarl e ad Euroimpresa che vantano crediti per 4 milioni di euro circa. Sarà questa la carta che si giocheranno, fare la loro proposta per l'affitto di ramo d'azienda? E cosa metteranno sul piatto della bilancia? E sembra che non saranno nemmeno le sole, visto che si parla già di tre o quattro possibili adesioni all'avviso di interesse. Perché comunque non si tratta di una gara, ma di una manifestazione d'interesse e la discrezionalità nella scelta della proposta migliore è nelle mani della sola Aral.
Tanto fa anche il passaggio più grosso e impegnativo che si apre all'orizzonte che è quello di un piano industriale credibile in vista del concordato preventivo in bianco. Visto che la “ricapitalizzazione è impensabile perché servirebbero 5 milioni (rispetto al milione e mezzo di perdita di Aral) e che in questa condizione Aral non ha più linfa vitale per stare in piedi” come ha confermato il ragioniere capo, Zaccone. “L'unica strada possibile – ha aggiunto il consigliere della Lega, Ravazzi – se si vuole evitare il fallimento che significherebbe l'estromissione del Comune per 5 anni dalla filiera dello smaltimento rifiuti, quindi la perdita di un controllo pubblico, oltre al fatto che se fosse Amag ad affittare il ramo d'azienda essendo una società partecipata ci sarebbe più possibilità di controllo delle tariffe della spazzatura e quindi delle bollette per i cittadini, che non se arrivasse un privato!”. Insomma Lega compatta (ad astenersi solo la consigliera Simonetta Bovone per non cadere in “conflitto di interessi” essendo una “creditrice della partita Aral), come affermato dal vicepresidente Lumi che di solito è seduto al fianco del capogruppo e che si è ritrovato invece il banco vicino vuoto su questa presa di posizione. “Senso di responsabilità” invece dal tutto il resto della maggioranza: Forza Italia, Fratelli d'Italia e anche SiAmo Alessandria, nonostante le critiche del presidente Bianchini per “l'aver deciso di non decidere” dei Revisori dei Conti che non hanno espresso un parere. Che però non essendo un provvedimento contabile, ma solo un atto di indirizzo, “non serviva per legge”.

Una strada - quella delineata per l'affitto di ramo ad Amag Ambiente dello smaltimento per un periodo di sei mesi prorogabile e della costruzione delle vasche della discarica di Solero, “periodo propedeutico per un piano industriale da riportare all'attenzione del Consiglio comunale che definisca la soluzione istituzionale prevedendo l'ingresso di un socio privato per poter partecipare all'offerta che si dovrà fare in sede di concordato preventivo” - che ha fatto discutere parecchio anche le altre parti politiche: Partito Democratico e Movimento 5 Stelle avevano già sollevato dubbi sulla delibera sia sul metodo che sul merito.
“Troppa fretta nel portare un atto di questa importanza in Consiglio comunale d'urgenza - sono le parole di Giorgio Abonante E la parte più contestabile dell'atto sono le premesse che non sono chiare: viene inserito il piano industriale di Aral, poi contraddetto dal fatto che quando Amag avrà un piano delineato si tornerà in Consiglio a discutere per un Piano. Piano industriale alla base del pre-concordato che persino Amag Ambiente quando lo ha visto si è messa le mani nei capelli! C'è proprio una diversità di vedute tra chi ha redatto il piano per Aral e Amag Ambiente che ora entra nella partita”. Secondo l'ex assessore Abonante si poteva fare di più nei mesi “post inchiesta della procura di Brescia” (che viene citata nell'atto) – ovvero 10 mesi fa – senza “drammatizzare” così oggi la situazione. Anche sulla proposta avanzata dalle ditte creditrici, come strada alternativa, “noi non sappiamo nulla”. Come si fa a discutere senza avere tutti gli elementi? si chiede Abonante. Ma nonostante “le paure per un piano industriale che rischia di non avere tenuta e di non portare a buon fine il concordato in Tribunale e il dubbio che si sia deciso di andare per una strada, credendo di andare verso quella giusta, senza aver preso davvero in considerazione un 'piano B'” il voto è stato di astensione.

Così come quello di Moderati, Quarto Polo e Gruppo Dema. Oltre che quello dei 5 Stelle sebbene abbiamo definito questa una “operazione rocambolesca” - sono state le parole del capogruppo Michelangelo Serra. “Le società di smaltimento rifiuti sono in utile, la nostra fa debiti. La paura è che si vada a rattoppare un muro che ci sta però crollando addosso”.
La linea dei grillini era per un affitto di “breve periodo” in Amag per evitare il rischio di peggiorare le condizioni dell'intero gruppo societario che si è già fatto carico di altre crisi. “Senza contare che si tratta della stessa società, Amag Ambiente, che fa già fatica a gestire l'ordinario come in molti evidenziano con continue foto su Facebook di bidoni stracolmi o di spazzatura fuori cassonetto”. E il capogruppo ha terminato paragonando questa vicenda ad una ferita alla mano: “così come non vorrei che da quella ne soffrisse poi tutto il corpo allo stesso modo non vorrei che il medico attendesse troppo a prendere una decisione per curarla...pensando che a volte si deve ricorrere anche alla amputazione”.

Ligio alla “situazione d'urgenza” è stato invece il presidente del Consiglio comunale, Emanuele Locci, che in qualità di portavoce del suo gruppo consigliare “Alessandria Migliore” ha sottolineato la necessità di dover dare un “indirizzo politico” non solo ad Amag, ma anche ad Aral, precisando come “non ci siano rischi dal punto di vista erariale per i consiglieri” in questo atto. Buttandosi nella mischia della schiera di forze di “minoranza” ha affermato il proprio voto di astensione, ma senza esimersi dal “togliersi qualche sassolino dalla scarpa” con una citazione alle responsabilità che hanno portato a questa condizione con le “pessime gestioni dell'azienda almeno da 15 anni a questa parte. Che hanno nomi e cognomi”. Ed è proprio sugli errori del passato che “non si devono più ripetere” e sui “protagonisti del passato che non devono più essere coinvolti” che ha supportato la strada dell'amministrazione comunale.

Una presa di “responsabilità” politica da parte di tutte le forze, ognuno per la propria parte e posizione, che ora deve solo attendere che tutto vada liscio. Insomma come ha concluso nel proprio intervento il capogruppo Castellano “ora speruma ben”.
16/06/2018







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