Cronaca

Attivisti No Tav indagati per gli scontri a Radimero

Una cinquantina di attivisti hanno ricevuto nei giorni scorsi un avviso di garanzia per gli scontri al cantiere di Radimero per la manifestazione dell'aprile 2014. Si attendono altri avvisi per le manifestazioni successive? Ecco come avevamo raccontato noi quella giornata di protesta

CRONACA – Due verità si confronteranno probabilmente davanti al tribunale di Alessandria: quella della procura di Alessandria, con il pubblico ministero (arrivato da Torino) Andrea Paladino e quella dei No Tav, difesi dall'avvocato Laura Tartarini.
L'inchiesta per i presunti reati di resistenza, danneggiamento e lesioni in concorso non è ancora terminata. Oltre ai fatti contestati per la manifestazione dell'aprile 2014, la prima in cui salì la tensione e furono lanciati lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine, potrebbero aggiungersi, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, altri episodi, a Libarna e a Pozzolo, nonché il tentativo di occupazione della sala consiliare di Novi Ligure durante una seduta dedicata al tema.
In tutto, stando a quanto riferiscono i quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX (stesso articolo a firma di Massimo Numa), sarebbero circa 150 gli indagati, tutti attivisti di età compresa tra i 27 e i 73 anni, compreso l'attivista che fu colpito alla testa. Negli scontri rimasero contusi anche alcuni agenti delle forze dell'ordine, in tenuta anti sommossa, che si fecero refertare le contusioni dal pronto soccorso.
Quel giorno c'era anche Alessandrianews. Qui potete leggere quanto fu scritto all'epoca.
I No Tav forniscono la loro versione, sostenendo che a ricevere l'avviso di garanzia sarebbero state anche persone che non erano presenti alla manifestazione. Qui il link

L'inchiesta, ad ogni modo, è alle prime battute. Dopo la conclusione delle indagini ci dovrebbe essere comunque un udienza preliminare in cui il giudice potrà rinviare a giudizio o archiviare.
14/02/2018







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