Alessandria

Bando Periferie: c'è il rischio che non si faccia più?

Tempi che slittano per scelte di Governo e "diverse modalità" di rimborso per i Comuni sulle anticipazioni di risorse per i progetti definitivi. Il rischio? Che il Marengo Hub e quindi tutte le opere previste non vengano mai più realizzate e che il bando periferie finisca qui per Alessandria? Perché per anticipare tutti i 18 milioni bisognerebbe chiedere un mutuo, che si aggiunge a quelli per Por-Fesr e per Fondi Cipe: "rischio indebitamento"

 ALESSANDRIA - Prima l'esclusione di Alessandria dalla prima tranche di Comuni (i primi 25) che sono rientrati nel finanziamento del Bando Periferie: era il 2017. Poi la convenzione nel 2018 con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che rimetteva in gioco anche il progetto presentato da Palazzo Rosso, Marengo Hub che si è concentrato su opere e interventi sull'asse cittadino Alessandria- Spinetta Marengo. In tutto questo periodo di slittamentiè arrivato anche il nuovo Governo: altro stop per nuovi conteggi, nonostante la Corte dei Conti avesse avvallato l'operazione a livello contabile e nonostante l'amministrazione comunale avesse proseguito sulla linea di presentare i progetti definitivi, con bando di gara europea per l'affidamento degli incarichi per realizzare i progetti esecutivi. Contraendo un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per avviare la procedura di gara, visto che i fondi del bando non c'erano ancora nelle casse comunali. E stando anche dietro alla “rimodulazione tecnica” dei progetti – che non si potevano invece cambiare nel contenuto, come avrebbe voluto il vicesindaco Davide Buzzi Langhi – necessaria, ovvero passare dai 6 lotti di lavori previsti che erano accorpati per “territorialità” ai 7 lotti uniti per “tematica”, come spiegato in commissione consiliare dal dirigente, l'architetto Pierfranco Robotti. Una rimodulazione tecnica sulla quale non si ha ancora avuto risposta da Roma, “lasciandoci in un limbo, con una nuova commissione che deve riprendere tutto in mano”. Nel frattempo è già passato un anno e mezzo. E un altro anno c'è all'orizzonte, spostando tutto (appalto gare e lavori) “se va bene” al 2020.

Ma il punto è che “solo ottenendo l'ok alla rimodulazione e quindi a procedere si possono chiedere i rimborsi per le spese già sostenute, che sono quelle delle progettazioni esecutive”. Si tratta di 800 mila euro. Tutti i lotti, dalla pista ciclo pedonale per unire Alessandria con Spinetta, alla passerella sul fiume Bormida, fino agli interventi di informatizzazione e su diversi edifici e aree del sobborgo, come sede della Polizia Municipale, scuola Caretta e Centro Bianconiglio o Orti urbani sono nella fase di valutazione. Solo per le iniziative sul Museo di Marengo si deve ancora finire la fase di progettazione, andata a rilento per verifiche della Soprintendenza. “Ma a fine mese si termina”. E quindi in uno o due mesi al massimo il Comune di Alessandria sarebbe pronto con tutto, pronto per le gare, “ma qui ci fermiamo” sono state le parole di Robotti.

Perché ad essere state cambiate sono anche le “carte in tavola” del bando: niente più anticipazione iniziale del 20% né rimborso a step del 25% dei diversi progetti (lotti), che sarebbe comunque già stata una rendicontazione a posteriori, con anticipazione da parte di Palazzo Rosso, ma in “quantità minori”. Ora invece la rendicontazione è alla fine, al 95% di quanto speso. “Che significa che per anticipare tutto è necessario chiedere un mutuo del valore totale del bando, praticamente. 18 milioni” visto che il Comune non ha risorse nelle proprie tasche da investire. Diverso il discorso per le due operazioni dei privati: il palazzo dell'Edilizia e la centrale per il teleriscaldamento della Solvay. "Qui sembra che per il progetto degli edili si possa vedere bandita la gara a fine anno. Mentre l'azienda chimica di Spinetta sta già realizzando la centrale termica". 

Anzi il Comune si trova in questa situazione, di dover far fronte prima a tirare fuori i soldi per diverse partite di giro che ha in ballo: non solo Bando Periferie, ma anche Por Fesr (sono 11 milioni) e compensazioni per Terzo Valico (Fondi Cipe) per un milione.

Il rischio è un “indebitamento eccessivo” se si vuole portare avanti tutto. E tutto insieme. “Noi – commenta il vicesindaco – stiamo cercando di fare di tutto per arrivare a conclusione di questo progetto, significativo per il territorio”. Ma dai banchi della minoranza del Partito Democratico c'è chi già da per spacciata la realizzazione del Marengo Hub: “credo che il bando periferie finisca qui, date le circostanze. Nessun comune oggi, men che meno il nostro, può permettersi di contrarre mutui con queste cifre” sono state le parole di Enrico Mazzoni.

Forse “se si fossero avuti già pronti i progetti fin dall'inizio, senza arrivare a fare le corse per presentare una documentazione progettuale (senza studio di fattibilità perché non c'erano i tempi) per poter partecipare” è stato il commento di Michelangelo Serra del M5S che da sempre parla di un“vulnus” iniziale che sta proprio nel progetto che la precedente amministrazione aveva scelto di presentare e che la nuova non ha più potuto cambiare.

Una “giornata triste” come è stata definita da Vincenzo De Marte (Gruppo Dema). Quali speranze ci sono per “salvare” ancora il Marengo Hub? “Programmazione della giunta sulla base delle priorità e delle scadenze. Prima il mutuo sarebbe necessario per Por Fesr, visto che il Bando periferie scala già al 2020....e magari si riescono comunque ad avere proroghe sulla base dei lavori più o meno grossi da portare avanti”. Visto che l'unico punto fermo ad oggi è uno: mancano le risorse.
14/03/2019







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