Alessandria

Commercio in subbuglio: chiusure e malumori in attesa del nuovo assessore

Il sindaco cerca di 'mettere una pezza' al caos scatenato dai commercianti preoccupati per la chiusura delle attività, accusando 'amministrazione di immobilismo . Cresce il mal di pancia nella 'guerra' di lobby per il dopo Molinari

ALESSANDRIA - Toni pacati, rassicuranti e ben diversi da quelli usati qualche giorno fa, quando in un video postato su Facebook il Sindaco aveva liquidato il dibattito delle chiusure dei negozi come qualcosa di fisiologico che inevitabilmente facesse parte della vita: si apre e si chiude.

La semplificazione di una situazione commerciale nazionale, anzi globale, non è piaciuta molto alle associazioni di categoria, visto la coincidenza di fattori: la chiusura di locali storici e negozi dalla vita trentennale, la bandiera bianca della grande distribuzione (Trony che fallisce e lascia a casa ad Alessandria una dozzina di lavoratori), l'uscita dell'assessore al commercio, nominato parlamentare, e la necessaria ricerca di un 'altra figura autorevole che si prenda la delega incandescente.

Ecco, alla luce di tutti questi fattori che si sono accavallati in pochi giorni, la frase del sindaco che quasi minimizzava la saracinesca abbassata di Boano et similia è suonata a molti, infelice.

Così Gianfranco Cuttica di Revigliasco si è visto costretto a rincorrere voci e notizie – invece che anticiparle come farebbe un comunicatore d'esperienza – rassicurando i mandrogni: “Vorrei tranquillizzare i commercianti preoccupati per la situazione del commercio alessandrino perché da tempo stiamo lavorando per definire strategie di intervento che vadano a beneficio della comunità”.

La preoccupazione di Ascom e Confesercenti sta anche nel seggio praticamente vacante in giunta: urge alla svelta un sostituto di Riccardo Molinari, già con le valigie in mano verso Roma: “La figura che lo sostituirà, quando sarà necessario, avrà le medesime ed adeguate competenze per ricoprire questo ruolo. La scelta che opereremo non potrà certo soddisfare le ambizioni personali di qualcuno, ma andrà beneficio di tutta la comunità”, è la chiosa del primo cittadino che chiude le porte a figure 'tecniche' prese da l'una o dall'altra associazione: l'idea è pescare tra i politici d'esperienza e mantenere l'equidistanza tra i due 'partiti' dei commercianti.
Dato il susseguirsi degli eventi quel “quando sarà necessario” inevitabilmente si è avvicinato di molto.

Cuttica ricorda inoltre il tavolo permanente sulle attività commerciali a cui siedono le associazioni di categoria: “Dove sono state elaborate proposte concrete per il rilancio, come la partecipazione al bando regionale ‘Percorsi urbani del commercio’ che sarà definito a fine mese”.

L'analisi del sindaco si conclude così: “La situazione che non solo Alessandria sta vivendo, con le molteplici chiusure di esercizi pubblici, è da imputare non alla politica locale, ma alla eccessiva liberalizzazione voluta delle leggi nazionali Bersani-Monti”. Amen.

Trony e l'e-commerce che non perdona.
La differenza tra un negozio tradizionale e uno della GDO era l'assistenza: si pagava un po' di più per avere un servizio migliore”, dice Cristina Vignuolo della Cisl, “Tolta quella, le grandi catene hanno imperversato”. Come Trony: “E' una situazione difficile, speravamo che l'affitto del ramo d'azienda fosse il preludio per una ristrutturazione o un rilancio, e invece...”.

La sindacalista allarga le braccia: “Non si sono fatti passi avanti, sapevamo della situazione difficile. D'altronde quando si continua a svuotare il magazzino senza essere rifornito è più di un campanello d'allarme...”. Difficile imputare solo al commercio elettronico l fallimento di Trony, anche se paradossalmente lo stesso sito online è in concorrenza con i negozi dello medesimo marchio.
Tra le regioni italiane più attive nell’acquisto online figura il Piemonte, che supera addirittura la Lombardia e registra una percentuale di acquisto pari al 9,21%. A rivelarlo una ricerca di Brandsdistribution.com, azienda italiana che opera nella distribuzione online B2B di abbigliamento e accessori moda. Attraverso l’analisi dei dati di acquisto dei retailers iscritti alla sua piattaforma online, Brandsdistribution.com scopre il trend e-commerce del settore fashion. Sicilia e Sardegna sono le prime, che con l'online riducono il gap di essere in mezzo al mare.
 
23/03/2018







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