Società

Da Alessandria al Chiapas: “è il secolo della rivoluzione delle donne”

Un gruppo di donne alessandrine è partito nei giorni scorsi per raggiungere il Chiapas dove si è tenuto il "Primo Incontro Internazionale Politico Artistico Sportivo e Culturale delle Donne che Lottano" al quale hanno partecipato circa 10 mila donne da tutto il mondo

SOCIETA' – In quattro sono partite da Alessandria per raggiungere la regione del Chiapas, in Messico, per partecipare al "Primo Incontro Internazionale Politico Artistico Sportivo e Culturale delle Donne che Lottano". Diecimila persone da tutto il mondo che hanno discusso, tra l'8 e il 10 marzo, sul senso dell'essere “dalla parte delle donne” nel ventunesimo secolo. Non solo “femministe” e neppure solo “rivoluzionarie”: l'obiettivo che il movimento collettivo mondiale si è posto è quello di “decostruire i ruoli di genere imposti dal sistema patriarcale nella società e nei nostri spazi di vita quotidiani”.
Termini e parole che, nella società occidentale, possono forse apparire anacronistici. Possono anche fare sorridere. Ma per tante donne nel mondo, dalle curde a quelle nate e vissute in zone in cui esistono ancora spose bambine, società patriarcali, discriminazioni e violenze quotidiane, queste parole hanno un significato ancora più profondo.

Marta, Lucia, Giulia, Chiara hanno condiviso con altre 10 mila donne momenti di confronto e progetti, che riporteranno in Italia, al loro ritorno.
“Ancora prima del 1994, anno del Levantamiento dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, le donne indigene hanno iniziato a incontrarsi, confrontarsi e discutere, spesso clandestinamente, per acquisire protagonismo all'interno del processo di lotta. Oggi quelle donne hanno imposto la loro presenza attiva nei luoghi di decisione politica, sperimentando forme di autonomia e riorganizzazione delle loro comunità”, raccontano.
Un modello “esportabile” anche in Europa? Basta chiedersi se è terminata, in Europa, l'epoca delle violenze e delle diseguaglianze, dello sfruttamento e della denigrazione delle donne. “Anche noi abbiamo storie, modalità, tempi e luoghi diversi, ma un unico denominatore comune: ai femminicidi, alla violenza istituzionale, al continuo innalzamento di muri e frontiere e alla devastazione dei territori, rispondiamo con forme di resistenza attiva, consapevoli che solo da noi può partire la costruzione di un'alternativa”.
Tra le donne di tutti i continenti, in Chiapas, è stato stretto un patto: “restare vive. L'unico modo per farlo è continuare a lottare”.
Questo e' il secolo della rivoluzione delle donne - concludono Questo e' il momento di camminare insieme tra uguali e differenti per ridefinire non solo i rapporti tra i generi, ma anche per portare nella società quel cambiamento necessario ad arginare ogni forma di razzismo, sopruso, disuguaglianza, devastazione”.





20/03/2018







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