Cronaca

Inchiesta Aral: indagato anche il compagno dell'ex sindaca?

Oltre all'arresto ai domiciliari di Esposito, l'inchiesta che vede coinvolta la partecipata del Comune di Alessandria, Aral Spa, nella gestione illegale di rifiuti non pericolosi potrebbe essersi allargata. Intanto il primo commento a caldo arriva dal M5S: “Su indagini Aral co­pione già scritto, denunciamo zone d’omb­ra dal 2014" e dal Partito Democratico che chiede "massima collaborazione e trasparenza al CdA Aral"

ALESSANDRIA - 21:40 Indagato anche il compagno dell'ex sindaca?
"Rifiuti, indagato il compagno dell'ex sindaca di Alessandria: "Suv in cambio di pressioni per vendere quote partecipata"". Questo il titolo dell'articolo apparso su IlFattoQuotidiano che riporta la notizia del coinvolgimento di Ezio Guerci nell'inchiesta. Secondo quanto riportato dalla testata un imprenditore gli comprò un'auto da 30mila euro perché lui convincesse la prima cittadina Rita Rossa a cedere pezzi dell'azienda comunale. 
Una Fiat Freemont da 30mila euro in cambio di pressioni sulla sindaca di Alessandria perché si decidesse a cedere ad A2a quote della società pubblica dei rifiuti Aral. Dalle carte dell'inchiesta della Dda di Brescia sui rifiuti prodotti al Sud e smaltiti illegalmente nel Nord Italia, spunta anche questa storia di traffico di influenze illecite. A chiedere il suv con la promessa di mettere una buona parola sulla cessione poi mai avvenuta sarebbe stato, secondo gli inquirenti, il consulente di molti enti pubblici Ezio Guerci, compagno dell'ex sindaca della città piemontese dal 2012 al 2017 Rita Rossa (Pd). Guerci è indagato, l'ex sindaca no. A consegnare il veicolo nel 2015, per assicurarsi l'opera di convincimento promessa, l'imprenditore lombardo dei rifiuti Paolo Bonacina, finito ai domiciliari lo scorso 10 luglio 2017.

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Prosegue l'inchiesta che ha portato nell'occhio del ciclone anche Aral Spa, la partecipata del Comune di Alessandria che si occupa di smaltimento rifiuti,per la gestione illecita di "rifiuti non pericolosi" (frazione secca e umida non trattata come da obblighi di legge) nell'impianto di Castelceriolo.

Tutta la documentazione raccolta resta al momento al vaglio degli inquirenti che, con un'operazione partita dai Noe di Milano e portata poi sul territorio della provincia, ha fatto scattare le manette per il capo impianto di Aral, Esposito che si trova ora agli arresti domiciliari. Nel complesso comunque sono 26 le persone coinvolte ed indagate a vario titolo: ad Alessandria sono arrivati altri avvisi di garanzia? L'inchiesta potrebbe essersi allargata ai vertici dell'Aral, del passato e del presente.

Intanto se dall'Aral non arriva alcuna dichiarazione, a livello politico i primi a commentare a caldo la vicenda che ha coinvolto la partecipata del Comune sono stati i 5 stelle. Un ricordo del lavoro portato avanti dai consiglieri uscenti Domenico di Filippo e Andrea Cammalleri e una richiesta dai consiglieri nuovi, Serra e Gentiluomo rivolta alla nuova amministrazione, al neo eletto primo cittadino: "Speriamo in un cambio di rotta rispetto alla precedente amministrazione in tema di rifiuti". E anche il Partito Democratico non ha fatto mancare la richiesta al CdA dell'azienda di "massima trasparenza e collaborazione per fare chiarezza".

“Purtroppo non siamo stupiti più di tant­o, da tempo avevamo denunciato preoccupa­nti zone d’ombra nel­la gestione di Aral”: questo il commento del Movimento 5 Ale­ssandria
in merito all’indagine sul traffico ill­ecito di rifiuti pro­venienti dalla Campa­nia che vede coinvol­ta anche Aral, partecipata del Comune.

Il M5S Alessandria, tramite gli ex consi­glieri comunali Dome­nico Di Filippo ed Andrea Cammalleri, av­eva fortemente conte­stato già tre anni fa la poca trasparenza nella gestione amm­inistrativa della so­cietà. "Nel 2014, inf­atti, attraverso l’a­pposita Commissione di indagine presiedu­ta da Domenico Di Fi­lippo, che aveva rip­ercorso gli ultimi anni di gestione di Aral, il M5S aveva fo­rtemente denunciato il tentativo di tras­formare la natura di un servizio pubblico di gestione consap­evole della filiera dei rifiuti ad un me­ro indirizzo azienda­le all’insegna del “più rifiuti, più bus­iness”.

Erano molte le irregolarità segn­alate nella relazione della Commissione, a testimonianza del­l’impotenza degli or­gani politici nel co­ntrollare le parteci­pate. Due di partico­lare gravità a Caste­lceriolo, riconducib­ili allo stesso peri­odo a cui fa riferim­ento l’indagine: "cam­ion che non si ferma­vano all’ingresso per i controlli ed il mancato funzionamento dello strumento che avrebbe dovuto ril­evare la radioattivi­tà del sito, come da obblighi di legge".

Per questo, attraver­so una mozione, "il M5S aveva chiesto le dimissioni di Cda e direttore di Aral, facendo riferimento, in particolare, anche alla situazione po­co trasparente legata al progetto, poi sfumato grazie all’op­posizione, della dis­carica di Spinetta. Ciò, nella volontà di tutelare la salute degli spinettesi, che si sarebbero trov­ati un ulteriore peg­gioramento della qua­lità della vita in una zona già ecologic­amente martoriata. Per non parlare del danno patrimoniale, causato dalla sottosc­rizione di una serie di contratti che non hanno tutelato l’a­zienda (e perciò il Comune di Alessandri­a)".

“Al sindaco Cuttica chiediamo ora un net­to cambio di rotta rispetto alla precede­nte amministrazione, a partire da un mod­us operandi in tema di rifiuti che tuteli davvero la salute e gli interessi degli alessandrini, attr­averso il porta a po­rta con tariffazione puntuale, rigidi co­ntrolli ed un netto no all’insediamento di nuove discariche – affermano i neocon­siglieri comunali del M5S Michelangelo Serra e Francesco Gen­tiluomo - Ambiente e salute non sono temi procrastinabili. Su queste priorità si­amo pronti ad un’opp­osizione serrata, pe­rché il processo di trasformazione di Al­essandria nella patt­umiera d’Italia va interrotto subito”.

"Dopo anni dagli esposti e dalle segnalazioni presentate dall’amministrazione di centrosinistra alla Procura delle Repubblica e agli organismi competenti nel 2013, arriva ad un primo temporaneo epilogo la vicenda dei sospetti sull’utilizzo della discarica di Castelceriolo di Aral. La storia del traffico illecito di rifiuti che ha portato tra la Lombardia e il Piemonte, e anche in provincia di Alessandria, tonnellate di ecoballe provenienti dalla Campania e da altre regioni trova finalmente una prima ricostruzione nell’esito delle indagini dei carabinieri del Noe". Queste sono le parole che il Partito Democratico (a capo del governo della città solo fino a poche settimane fa) ha affidato ad un comunicato.

"Per quanto riguarda Alessandria, la movimentazione aveva già, in passato, destato più di un sospetto in chi li aveva visti negli impianti dell’Aral. Nel 2013 l’allora assessore comunale all’Ambiente Claudio Lombardi comunicò di aver informato la magistratura e i militari del nucleo operativo ecologico su quanto gli era stato riferito circa strani conferimenti di materiale nella discarica del sobborgo di Castelceriolo, all’epoca peraltro già chiusa. Di quegli automezzi erano state fatte anche delle fotografie, finite alla Procura della Repubblica". Di tutto questo era stato riferito nella commissione Ambiente convocata da Daniele Coloris nell' ottobre 2013, oltre che in due interpellanze rivolte allo stesso Assessore Lombardi, in una successiva commissione, oltre ad essere stato argomento di trattazione anche nelle commissioni speciali sulle partecipate. Inoltre a specifiche richieste ad Arpa veniva sempre ricordato come ci fosse un’indagine di Polizia Giudiziaria in corso", ricordano i vertici cittadini del Pd.

"Per questi motivi, improntati non da oggi alla massima correttezza e trasparenza, ancor più quando abbiamo avuto esperienze di governo in questa città, ribadendo fiducia in tutti gli organi competenti affinché venga fatta chiarezza sui fatti emersi, auspichiamo, in questa fase delicatissima di una grave vicenda, anche da parte del CdA di Aral massima trasparenza verso gli enti pubblici azionisti della società e di conseguenza verso l’opinione pubblica e che sia possibile relazionare quanto prima su quanto a loro noto all'Assemblea dei Soci e coordinarsi con gli azionisti secondo gli strumenti e le procedure definite dal codice civile per consentire di assumere quanto prima tutti gli accertamenti e provvedimenti necessari per garantire la massima tutela ambientale e il ripristino della legalità e della trasparenza".
13/07/2017







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