Alessandria

La cultura dell'acqua bene comune: perché non beviamo quella del rubinetto?

Doppia commissione presso la sede di Amag per discutere di Acqua come risorse imprescindibile del territorio, considerato che il nostro territorio è fra i più rischio di tutto il nord Italia. Molti gli spunti offerti, non senza qualche polemica. Gli alessandrini non si fidano di bere l'acqua pubblica e la comprano confezionata: fanno bene?

ALESSANDRIA - Giovedì 12 aprile Amag S.p.A. ha ospitato la seduta congiunta delle Commissioni Cultura e Istruzione e Sicurezza e Ambiente del Comune di Alessandria, per una mattinata di confronto sul tema “La cultura dell’acqua: ABC Acqua Bene Comune, dal ciclo idrologico al sistema idrico integrato”.

L'incontro, ricco di spunti, è servito per fare il punto sulla situazione dell'azienda, da sempre 'forziere' di Palazzo Rosso, e ormai realtà assai diversificata: fanno parte del gruppo, oltre ad Amag risorse idriche, anche Amag reti gas, Alegas, Ream, Amag ambiente, Amag Mobilità e Telenergia. 

Mauro Bressan, Amministratore Delegato GRUPPO AMAG e Amministratore Unico AMAG Reti Idriche, ha introdotto i lavori insieme a Carmine Passalacqua, Presidente della Commissione Cultura e Istruzione e Gian Paolo Lumi, Presidente della Commissione Sicurezza e Ambiente. Presenti, oltre ai consiglieri, il vice sindaco e assessore alle società partecipate Davide Buzzi Langhi e l’assessore all’ambiente Paolo Borasio. 

La prima parte della mattinata è stata dedicata a un puntuale excursus sull’organizzazione aziendale di Amag, che rappresenta un’eccellenza nel panorama alessandrino e non solo (è stata recentemente premiata a Roma fra le 38 aziende con il miglior welfare aziendale), grazie a una serie di attività sviluppate di recente in materia di gestione appalti, sistemi anticorruzione, relazioni industriali e politiche di benessere dei lavoratori. A illustrare queste novità sono state le referenti delle rispettive aree di lavoro: Ivana Stefani, Paola Cavallone e Simonetta Zaccara.

“Azioni di questo tipo creano un clima aziendale positivo, che a sua volta genera produttività ed efficienza, con ripercussioni positive per i cittadini che ogni giorno si affidano a noi – ha spiegato Mauro Bressan Amministratore Delegato GRUPPO AMAG. Dalle relazioni fatte questa mattina, credo siano emerse la competenza e la passione degli uomini e delle donne del Gruppo e sia stata fornita ai consiglieri una completa visione d’insieme di ciò che questa azienda fa ogni giorno, con serietà e senso di responsabilità”.

La seconda parte dell’incontro è stata, poi, dedicata al racconto del sistema idrico integrato che impegna AMAG Reti Idriche in un vasto territorio compreso tra l’Alessandrino, l’Acquese, la Valle Bormida e la Langa Astigiana. Mediante, 80 pozzi, 1.384 km circa di reti di distribuzione e 50.000 utenti allacciati, AMAG è in grado di soddisfare il fabbisogno idrico di circa 150.000 abitanti (generando peraltro un utile lordo di 4 milioni di euro nell'ultimo anno), una sfida non scontata considerato che il nostro territorio è sempre più a rischio per la siccità, con annate record in cui cade sempre meno pioggia. Fra gli elementi presentati durante la discussione c'è stato infatti anche un piano da 80 milioni di euro di rafforzamento della rete idrica locale che cerca finanziamenti a livello regionale e non solo per garantire la piena autosufficienza anche per gli anni a venire, nonostante gli scenari di simulazione ambientale, con il progressivo aumento delle temperature a livello globale, non rimandino proiezioni ottimistiche. 

Il tema dell'acqua ha interessato anche la Commissione Cultura per la rilevanza sociale ed etica che rappresenta, anche considerando il legame storico di Amag con la città, sviluppatosi in diversi interventi a sostegno della città (e invocati dai membri della Commissione anche per il futuro, con particolare riferimento alla richiesta che Amag possa contribuire con un ingente finanziamento alla riapertura del Teatro). 

Mauro Bressan (nella foto) ha inquadrato la situazione complessiva in tema di conumo idrico: "utilizziamo 8 volte l’acqua dei nostri nonni, ma le risorse mondiali sono costituite appena dall'’1% di acqua dolce sul totale dell'acqua presente sulla Terra, con grande sperequazione fra territori. Il nostro territorio sta per ricevere 6,5 milioni di euro per lo stato d'emergenza riconosciuto dalla Regione (ottenuto grazie a una migliorata capacità di fare rete fra diverse istituzioni), serve un lavoro costante d'informazione per promuovere una sana cultura dell'acqua e del risparmio idrico". Le perdite nella distribuzione dell'acqua lungo la rete idrica sono mediamente del 27% (intorno al 10% ad Alessandria), figlie di una rete molto estesa e in buona parte costruita nell'arco di almeno 50 anni, su territori rurali e spesso difficili da manutenere. 

Uno sforzo costante riguarda il tema del risparmio idrico, su cui AMAG sta compiendo campagne di sensibilizzazione in particolare tra i più giovani, con il coinvolgimento delle scuole. 

Ma perché gli alessandrini fanno così fatica a scegliere l'acqua del rubetto?
E' questa la domanda che più ha fatto discutere i consiglieri, anche partendo dalla curiosa constatazione che anche nel contesto di una commissione sull'acqua bene comune, svolta presso Amag, sono state preferite bogliette di acqua confezionata a caraffe contenenti l'acqua pubblica.

Nonostante controlli costanti, circa 2 mila all'anno, capaci di monitorare 24 mila parametri analitici, permane una certa diffidenza. Agli alessandrini l'acqua del rubetto non piace, e preferiscono acquistarla, nonostante le spese da sostenere per farlo, la consapevolezza di contribuire all'inquinamento (sia per la grande quantità di plastica richiesta sia per la rete di distribuizione necessaria). "L'acqua di Alessandria è buona - ha sottolineato Bressan - anche se sono contrario a quella distribuita presso 'le casette' in città, perché si vende un prodotto pubblico appena refrigerato e gasato, peraltro quelle casette sono un notevole ricettacolo di batteri. Non è giusto poi pensare che l'acqua in bottiglia sia sempre migliore, specie quando durante la trafila della distribuzione viene magari lasciata per lungo tempo al Sole".

Nonostante non contenga inquinanti in quantità superiore ai limiti di legge, l'acqua di Alessandria è molto dura, può provocare per questo nel lungo periodo problemi di salute (per esempio calcoli renali) e a volte non ha neppure un buon sapore. "La durezza dell'acqua non è un tema normato dalla legge - ha spiegato Bressan, trovando l'interesse dell'Amministrazione a discutere più nel dettaglio del tema, per valutare l'investimento sull'applicazione di eventuali filtri capaci di ridurne la durezza - mentre per il sapore, in caso di sentore di cloro, basta far scorrere un poco l'acqua e lasciarla qualche minuto in un contenutore aperto, così che il cloro possa evaporare". 

Accolta senza entusiasmo la proposta, avanzata dal Movimento 5 Stelle, di offrire analisi a campione presso i cittadini interessati al servizio per stabilire il rispetto di tutti i parametri di legge dell'acqua che esce dal proprio rubetto, così da tranquillizzare gli abitanti e incentivare il consumo dell'acqua pubblica: "è difficile da applicare - ha spiegato Bressan - sia perché andrebbero coinvolti gli amministratori di condominio, sia perché bisognerebbe fare rilievi prima dell'immissione in condominio e poi al rubinetto del cittadino. Anche se noi siamo sicuri della bontà dell'acqua che offriamo non possiamo ovviamente garantire che non sopraggiungano problemi nell'ultimo tratto di distribuzione, quello non di nostra competenza. Se i filtri non vengono puliti con costanza infatti l'acqua del rubinetto potrebbe subire una degradazione senza che ci sia responsabilità da parte nostra". 

"Una ragione in più per fare questi controlli - è stato ribadito dai 5 Stelle - proprio per sensibilizzare cittadini e amministratori di condominio sulla qualità di ciò che esce dai nostri rubinetti". 
16/04/2018







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