Alessandria

Restauro e riscoperta di quattro dipinti di fine '500 in Duomo

Con la collaborazione della Diocesi, della Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali dell’Alessandrino e della Soprintendenza, grazie ad una "intuizione e scoperta" del primo cittadino Cuttica quattro dipinti di fine '500 oggi nella Cappella del SS Crocifisso in Cattedrale saranno restaurati e "restituiti" alla comunità alessandrina

 ALESSANDRIA - Una “intuizione”. Una “colpa”, come l'ha definita lo stesso sindaco di Alessandria, Cuttica di Revigliasco, “auto-condannandosi”. “Lo scorso anno, nei mesi precedenti la mia elezione a Sindaco, proprio durante una funzione religiosa in Duomo l'occhio mi è caduto ed è stato attirato verso una delle quattro tele della cappella del Crocefisso, ovvero quella raffigurante l’Adorazione dei Magi, riconoscendo in essa qualche cosa che mi era familiare. Dopo poco, quella che era una semplice sensazione si è trasformata in una rivelazione, in quanto quel dipinto aveva riscontri stilistici e formali con il tema analogo raffigurato in un dipinto custodito nella Chiesa di San Francesco ad Acqui Terme: opera documentata di Raffaele Angelo Soleri, fratello del più famoso Giorgio”.
E da questo episodio è nato tutto: la riscoperta di 4 opere all'interno della Cattedrale, la volontà di “restituirle” alla comunità alessandrina e allo stesso tempo di coglierla come opportunità per focalizzarsi meglio sul nostro passato artistico, sull'operatività di una fiorente bottega artistica alessandrina di fine ‘500 quale quella dei Soleri.

Un episodio che ha messo in moto la macchina, la rete dei contatti: “L’iniziativa è nata attraverso una unitarietà di intenti e conseguente collaborazione tra Direzione Beni Culturali della Diocesi di Alessandria, Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali dell’Alessandrino, Amministrazione Comunale e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo”. Il confronto con il dottor Roberto Livraghi, l’interessamento della Consulta per la valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali dell’Alessandrino presieduta dal professo Piergiacomo Guala, così come quello della Diocesi (Direzione Beni Culturali) e il diretto coinvolgimento del Reverendo Parroco del Duomo monsignor Gianni Toriggia e l’intendimento di inserire l’ iniziativa nei programmi degli 850 anni di Alessandria. “Ritengo infatti che le celebrazioni di questo importante compleanno possano — anzi, debbano — costituire l’occasione per riscoprire la città e la sua storia e se, in tale circostanza, si delinea la possibilità di far emergere degli inediti o di chiarire meglio determinate situazioni storico artistiche, tanto meglio” ha concluso Cuttica.

Una “colpa” quella del primo cittadino, molto apprezzata dal professor Luciano Orsini, delegato vescovile per i Beni Culturali della Diocesi di Alessandria. “Mai come oggi un colpevole è stato tanto apprezzato! Anzi auspichiamo per il futuro che molti altri colpevoli si facciano avanti”. Un grande lavoro, quello su queste 4 opere, che potranno rendere la Cattedrale di Don Gianni un “giardino, aperto a tutti”.

“Dopo San Giovannino e Santa Maria di Castello sono contento di mettere le mani sul Duomo” sono state le parole del presidente Guala. “Opere davvero quasi dimenticate – è stato aggiunto dal dottor Livraghi – Che non vengono menzionate nemmeno nel volume di fine anni '80 che era stato redatto proprio sul Duomo e sulle sue opere”. A questi dipinti è rimasta incollata una attribuzione, che li lega alla scuola del Bassano: con questo restauro si potrà riaprire il dibattito sulla reale origine di queste opere. Che raffigurano: “la Nascita [ossia l'Adorazione dei Pastori], la Presentazione di Gesù al Tempio, la Fuga in Egitto e l'Adorazione dei Magi”, dipinti, oggi riferiti all'ultimo quarto del Cinquecento e attribuiti ad ambito veneto – alla scuola di Jacopo da Ponte detto il Bassano – , “che costarono al generoso donatore” Santo Valsecchi “la egregia somma di lire italiane 2000”, in aggiunta a quanto elargito per il restante abbellimento dell'ambiente, come riportato da “Cenni storici, critici, illustrativi sulle varie vicende della Cattedrale di Alessandria dalla sua fondazione sino ai presenti ristauri di Giovanni Battista Rossi, del 1877”.

Oggi con questa opera di restauro si apre una nuova pagina di questo volume, di questo passato che – come ha sottolineato la dottoressa Egle Micheletto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo – unisce due attività, “la tutela che si accompagna sempre alla valorizzazione”. Il lavoro di restauro e di studio critico delle opere parte ora, “in sinergia con tutti i soggetti, senza che la Sovrintendenza svolga il ruolo di sola istituzione che concede autorizzazioni, come è spesso vista”. Si è quindi in una fase preliminare, dove la parrocchia ha chiesto preventivi a professionisti del settore. Le opere saranno poi portate in laboratorio dalla Soprintendenza per essere analizzate e restaurate. “Dalle prime impressioni si trovano in uno stato mediocre, quindi i tempi di lavoro fanno ben sperare in alcuni mesi”. Magari per fine anno, se si partisse subito le 4 tele potrebbero già tornare nelle loro cornici, all'interno della Cappello del Crocifisso....diventando un piccolo “museo” all'interno della stessa Cattedrale.
17/04/2018







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