Torino

Breast Unit: quanto ne sanno le donne? Ecco cosa sta facendo la Regione

Il Piemonte è a metà dei lavori: 8 Breast Unit su 17. Solo l’8% delle donne italiane tra i 40 e i 70 anni sa bene cosa siano i Centri di Senologia Multidisciplinari. Ma sono fondamentali perché possono salvare la vita...

TORINO - Il Piemonte è a metà dei lavori: 8 Breast Unit 17. Solo l’8% delle donne italiane tra i 40 e i 70 anni sa bene cosa siano i Centri di Senologia Multidisciplinari o Breast Unit. 

Inoltre secondo i dati di Europa Donna Italia solo una regione su tre ha un numero di Breast Unit adeguato alla popolazione femminile: Friuli Venezia Giulia, Umbria e Valle D’Aosta.
Questo è il risultato dell’indagine commissionata da Europa Donna Italia e condotta dall’istituto di ricerca SWG su un campione rappresentativo di 1.042 donne italiane nella fascia d’età più a rischio di tumore al seno (dai 40 ai 70 anni); una ricerca che ha come obiettivo quello di indagare quanto effettivamente le donne sappiano di questa patologia e quanto conoscano i centri di cura dedicati e qualificati.

Recependo le direttive europee e secondo l’Intesa Stato-Regioni del 18 dicembre 2014, entro il 31 dicembre 2016 in Italia si sarebbero dovuti realizzare 242 centri di senologia. Attualmente sono 160 le Breast Unit, cioè meno della metà.

C’è ancora tanto da fare. Il Piemonte ad esempio dovrebbero dotarsi di 16-17 Breast Unit, ma sul territorio ne esistono 8 iscritte a Senonetwork (il Network dei centri italiani di senologia che promuove il trattamento del tumore al seno in centri dedicati che rispettino i requisiti europei). Ma secondo i dati di Europa Donna Italia in Piemonte esiste una rete oncologica (DGR 31-4960 del 28\11\2012); è stata approvata la delibera di recepimento dell’Intesa Stato- Regioni (DGR 27-2049 del 01\09\2015) e la Delibera della Giunta Regionale per l’attuazione delle Breast Unit (DGR 51-2485 del 23\11\2015).

Per questo Europa Donna Italia lancia un nuovo video-appello a tutte le Regioni, perché “il tempo non aspetta” e sono sempre di più le donne colpite dalla malattia.



“Abbiamo affidato il sollecito a Marisa Laurito che lo ha fatto suo con la passione che la contraddistingue – ha commentato Rosanna D’Antona Presidente di Europa Donna Italia – Noi proseguiremo nella nostra azione di ricognizione territoriale e moltiplicheremo il nostro impegno nel sollecitare le Istituzioni perché si giunga al più presto alla completa applicazione della legge”.



L’Italia è in ritardo su due fronti - prosegue Rosanna D’Antona – primo, i centri di senologia multidisciplinari, che assicurano un 18% in più di sopravvivenza dal tumore al seno, non sono ancora operativi in metà delle Regioni, come documentano i risultati del nostro monitoraggio; secondo, e lo dimostrano i dati dell’indagine condotta per noi da SWG, c’è un’assenza quasi totale di informazione e consapevolezza da parte della popolazione femminile. Il risultato è che le donne non sono curate come prevede la legge, soffrono di più e guariscono di meno, mentre l’incidenza della malattia non smette di aumentare”. 
16/12/2017







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