Provincia

Lo Stato chiede ai comuni la mappa delle infrastrutture a rischio

I comuni hanno tempo fino al 31 agosto per compilare un questionario inviato dalla Provincia, per conto del dipartimento del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per segnalare lo stato di manutenzione di ponti e viadotti. I comuni: "impossibile in così poco tempo"

PROVINCIA - Hanno tempo solo fino alla fine del mese, 31 agosto,  i comuni della provincia (e di tutta Italia) per rinviare al dipartimento regionale del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture la "mappa" di ponti e viadottia rischio.
La richiesta è stata inviata per tramite della Provincia a tutti i 188 comuni del territorio, che ora si stanno attivato per raccogliere i dati, non senza difficoltà.
Tanto che palazzo Ghilini, prima di procedere con l'invio delle lettere, ha chiesto all'Unione delle Province per capire come muoversi. I tempi sono stretti e i comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, si trovano in seria difficoltà. 

L'ente Provincia, dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova, aveva già provveduto, nei giorni immediatamente succissivi, a monitorare, secondo le modalità concordate con l'Upi, le circa 300 infrastrutture insistenti sul territorio provinciale (ponti, viadotti, cavalcavia, sottopassi, di estensione superiore ai 5 metri). E' stata poi stilata una classifica degli interventi da effettuare secondo le diverse priorità priorità che sarà esaminata giovedì in una riunione del dipartimento, a Torino.

I comuni, invece, arrancano per mancanza di tempo, di risorse economiche e di personale. "Si i tempi sono questi, mandino ingegneri e architetti competenti a fare i monitoraggi, visto che questi richiedono anche competenze specifiche", dice, ad esempio, il sindaco di Vignole Borbera Giuseppe Teti.  A Vignole la "sorpresa" l'avevano già avuto lo scorso anno, con la scuola. Il comune aveva fatto eseguire una perizia sulla scuola dall'università di Genova e la scuola era risultata inidonea. 

"Per quanto riguarda i monitoraggi – dice Silvio Barbieri, sindaco di Grondona e presidente dell'Unione dei comuni della Val Borbera e Spinti, che riunisce Vignole, Borghetto, Grondona, Stazzano - siamo a buon punto. Il problema sono piuttosto le progettazioni, che vanno pagate, e gli interventi stessi. Facciamo fatica a trovare le risorse per fare gli asfalti, non è pensabile finanziare, con le nostre risorse, progetti da 100 o 200 mila euro su ponti e viadotti".
Va bene il censimento, ma la vera partita sarà dunque quella dei fondi per le eventuali opere. Su 188 comuni è pensabile che interventi più o meno urgenti siano da mettere in conto un po' ovunque, soprattutto nei territori collinari e montani, soggetti anche agli eventi meteorologici degli ultimi anni. 
29/08/2018







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