Alessandria

Detenuti puliscono gratis la città: 40 operai 'vigilati' in più per Amag Ambiente

La convenzione con il carcere è unica in Italia: saranno 40 i carcerati-operai che lavoreranno per ripulire la città, risarcendo simbolicamente la collettività. "Il carcere rende le persone peggiori, il lavoro aiuta loro a reinserirsi".

ALESSANDRIA – Da qualche settimana un gruppo di detenuti spazza le foglie, taglia rami e siepi, sposta rifiuti ingombranti in tutta la città. Quattro ore di lavoro al giorno, tra cassonetti e aiuole, in mezzo alla gente. E lo fa gratis, o quasi. Niente catene o palle al piede come nei film americani: i carcerati di San Michele hanno la tuta come i normali addetti Amag Ambiente, ma a fine turno se ne ritornano nella casa di reclusione (trasportati fuori e dentro da pulmini Amag Mobilità).
Hanno così la possibilità di uscire e di ritornare alla vita normale, vivere in mezzo alla società. Di 'risarcire' simbolicamente per ciò che hanno fatto.
Sono otto i dipendenti Amag Ambiente della premiata ditta San Michele, ma già a gennaio saranno 16. E via via sempre di più, sui due turni, mattino e pomeriggio. A regime potrebbero arrivare ad un numero mai visto prima d'ora in Italia: 40 carcerati che svolgono lavori di manutenzione straordinaria in giro per il Comune in modo continuativo.

La convenzione stipulata tra Comune, Amag Ambiente, Carcere di San Michele è importante proprio perché con le normative attuali non è semplice gestire le uscite lavorative dei detenuti. Assicurazioni, formazione, tragitti da comunicare al giudice di sorveglianza. L'iter è macchinoso, rigido, ma alla fine il progetto inedito è partito. Davide Petrini, il garante comunale dei detenuti di Alessandria sottolinea l'eccezionalità dell'iniziativa: “Di solito i carcerati possono uscire per sole due ore, in un luogo ben preciso. Gli operai stanno in strada, in mezzo alla gente (assistiti da tutor)”.

Le persone quando stanno in carcere peggiorano. Non illudiamoci che solo lo scorrere del tempo possa far cambiare i detenuti”. A dirlo è il direttore del carcere San Michele, Domenico Arena, sicuro che un progetto del genere possa che far solo bene al reinserimento sociale degli individui.

E pare che i detenuti si diano un gran daffare, sebbene il guadagno non sia in moneta. Barattano il lavoro con facilitazioni per buona condotta, con una aspettativa di vita migliore, con una possibilità in più a fine pena.

L'assessore Mauro Cattaneo vede nella convenzione una idea nuova di carcere, luogo dove fare formazione e poter tornare alla vita regolare con qualche opportunità in più. La presidente della Commissione politiche sociali, Rossella Procopio ha lavorato per superare diffidenze e pregiudizi iniziali: “Queste attività serviranno anche per favorire la percezione del carcere come un 'quartiere' della città in cui si contano 1.100 persone, tra detenuti e dipendenti”.

Se il progetto andrà bene potrà essere esteso anche al carcere Don Soria, e chissà, fare scuola in altre città.

 
23/12/2016







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