Tortona

Progetto “Pane” con il grano San Pastore

Il pane sarà riconosciuto e promosso dall’amministrazione come fil rouge di tutte le iniziative culturali e promozionali della città. Il grano San Pastore sarà coltivato in una fase iniziale da 12 piccoli agricoltori custodi, conservato con tecnologie moderne, molito a pietra e fatto dai panificatori del territorio.

TORTONA - Il Palazzo municipale ha fatto da teatro alla costituzione del Gruppo Operativo che coinvolge Università del Piemonte Orientale, Comune di Tortona, Fondazione Morando Bolognini, Impresa Verde Alessandria Srl e l’Azienda agricola elilu - Scuola di Multifunzionalità Agricola Familiare. Il Rettore dell’Università Cesare Emanuel, il vicesindaco Marcella Graziano, il direttore generale della Fondazione Morando Bolognini Luigi Degano, il direttore di Coldiretti Alessandria Leandro Grazioli e Elisa Gastaldi dell’azienda agricola elilu hanno sottoscritto la costituzione del Gruppo Operativo e hanno colto l’occasione per presentare il progetto Pa.N.E. – Panem Nostrum Everyday Nutrire Terdona, che li vedrà coinvolti in prima linea sul territorio di Tortona.

Coordinato dalla professoressa Antonella Capriello, docente di Economia e gestione delle imprese presso il Dipartimento di studi per l’economia e l’impresa di Novara, il progetto Pa.N.E. prevede la creazione di una nuova e innovativa filiera di produzione del pane. Più nello specifico, Pa.N.E. prevede la produzione di un pane realizzato da grano San Pastore, coltivato in una fase iniziale da 12 piccoli agricoltori custodi (e quando sarà disponibile la semenza in quantità sufficiente, anche da aziende medio grandi), conservato con tecnologie moderne, molito a pietra da una New Co tra questi soggetti e panificato dai panificatori del territorio. Il pane sarà riconosciuto e promosso dall’amministrazione come fil rouge di tutte le iniziative culturali e promozionali della città di Tortona.

“In qualità di capofila – ha aggiunto il rettore Cesare Emanuel – l’Università del Piemonte Orientale si occuperà del piano di marketing, mettendo in campo le strategie più opportune per valorizzare il prodotto, gli eventi e la filiera produttiva. L’Università ha inoltre tutti gli strumenti per coordinare gli attori coinvolti nel progetto; questa iniziativa, peraltro, rientra a pieno titolo nella cosiddetta 'terza missione delle università”' cioè quell’insieme di attività portate avanti dall’Università che, contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico della Società, fanno da ponte con industria, società civile e territorio”.

“La Città di Tortona – ha sottolineato il vicesindaco Marcella Graziano – è da sempre al centro di un’area vocata alla coltivazione dei cereali. In un momento di grande crisi economica l’Amministrazione Comunale è orgogliosa di far parte di un progetto che sostiene e valorizza questa vocazione, che realizza un forte collegamento con la realtà agricola con l’obiettivo della qualità e salubrità degli alimenti. La formazione di un gruppo di ricerca e di innovazione su un tema così rilevante è una grande occasione di sviluppo territoriale. Un sentito ringraziamento ai nostri partners, in particolare all’Università del Piemonte Orientale”.

Il direttore di Coldiretti Alessandria Leandro Grazioli ha rimarcato: “Questo è veramente un grano del territorio, fortemente legato alle tradizioni di questa terra. Il comparto cerealicolo sta vivendo un momento non facile, l’annata che ci lasciamo alle spalle è da ricordare come una delle peggiori non per qualità ma per il prezzo, l’andamento congiunturale sfavorevole ha penalizzato fortemente il settore agricolo. Per questo motivo iniziative come quella di oggi rappresentano un’importante opportunità non solo per il territorio ma per la tutela e la salvaguardia del prodotto vero Made in Italy. L’81 % dei consumatori italiani ritiene che la mancanza di etichettatura di origine nella pasta possa essere ingannevole, progetti di valorizzazione a filiera corta rappresentano una risposta in attesa di risposte concrete in arrivo da Bruxelles”.

“La Scuola di Multifunzionalità Agricola Familiare – ha dichiarato Elisa Gastaldi di elilu – si sviluppa all’interno di un’azienda agricola piccola, soprattutto rispetto alla dimensione standard dell’area, ma incredibilmente innovativa sotto vari aspetti della multifunzionalità, uno dei quali è sicuramente legato alla produzione, conservazione e trasformazione di grani antichi. Siamo lieti di partecipare alla costituzione di questo Gruppo Operativo e di condividere con i partner e i colleghi di Coldiretti le competenze acquisite. Siamo certi che il Gruppo Operativo possa raggiungere importanti obiettivi, costruendo un modello innovativo di rapporti tra la città e campagna circostante”.

“Il frumento tenero San Pastore – ha infine concluso Luigi Degano, direttore generale della Fondazione Morando Bolognini – è stato costituito nel 1929 e per circa 35 anni è stata la cultivar più diffusa in Italia. È mantenuta in purezza, secondo il metodo genealogico per fila spiga, dalla Fondazione Morando Bolognini, che ne produce il seme ufficialmente certificato. La Fondazione nell’ambito del Progetto si occuperà della fornitura del seme, prima tappa della filiera produttiva, e del supporto per gli aspetti agronomici. Desidero ringraziare i partner del Progetto per il coinvolgimento in questa importante iniziativa a favore dello sviluppo del territorio e del mantenimento delle sue tradizioni”.
24/12/2016







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