San Salvatore Monferrato

Re Magi venuti veramente da lontano: migranti nel presepe vivente

Nei panni di Melchiorre e Baldassarre nella rappresentazione 'vivente' della nascita di Gesù Bambino si sono infilati due migranti nigeriani, arrivati un mese fa. Visti inizialmente con diffidenza, hanno fatto breccia nei cuori dei monferrini

SAN SALVATORE MONFERRATO - Sembra proprio la classica storia di Natale, fatta di buoni sentimenti, amicizia e fratellanza. Partendo dalla diffidenza per il 'forestiero', imposto.

Un mese fa circa a San Salvatore sono arrivati quattordici nigeriani. La decisione di ospitarli in paese era stata presa dall'alto, e come tutte le novità imposte, all'inizio la comunità monferrina che si conosce a vista e si ritrova in piazza Carmagnola nel giorno del mercato, non l'aveva presa benissimo.

Giorno dopo giorno, invece, i nuovi ragazzi sono riusciti a farsi volere bene. Vuoi perché hanno incominciato a frequentare la messa della domenica, vuoi perché assistono alle feste di paese, tra cui la sfilata dei trattori, tradizione contadina molto sentita.

Nessuna emarginazione, ma una educata vita di comunità, culminata con la 'favola' moderna di Natale di questi giorni. Al momento di scegliere due figuranti che impersonassero Melchiorre e Baldassarre nel presepe vivente, ecco l'idea: chiedere a due di loro se volessero diventare due dei tre Re Magi, unendosi a Gaspare, interpretato da Riccardo, giovane sansalvatorese. Il presepe vivente era così talmente fedele alla tradizione che non sono mancati gli scatti e i selfie con i 'Re' venuti da lontano ad adorare Gesù Bambino.

Così il paese che inizialmente si era chiuso al loro arrivo, ha cominciato ad accettare i "furestè" e ad imparare un po' di più il vero significato del Natale.







15/12/2017







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