Alessandria

Se il carcere diventa una nave diretta in America...

Domenica si è tenuto presso la cappella-teatro della casa circondariale Catiello-Gaeta lo spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale "Arte espressione del Sé", organizzato dall'associazione "La Brezza Onlus" di Torino e ispirato al monologo "900" di Baricco: il risultato è stato un lavoro emozionante, ricco di buone storie da raccontare

ALESSANDRIA - Domenica 17 giugno nel teatro della Direzione degli Istituti Penitenziari di Alessandria, presso il carcere Catiello-Gaeta (ex don Soria), si è tenuto lo spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale “Arte espressione del Sé”. 

L’evento rientrava nell’ambito del Progetto “Il Senso dei Sensi”, realizzato dall’associazione di ascolto “La Brezza Onlus”di Torino tratto dal monologo “900” di Alessandro Baricco.

A portarlo in scena la compagnia del carcere, creata per l'occasione e destinata, almeno nella speranza degli attori e della direttrice, Elena Lombardi Vallauri, a proseguire l'attività anche in futuro. 

La metafora del viaggio oltreoceano, su una nave diretta in America, è stata il contenitore ideale per un lavoro intriso di emozioni e poesia, capace di coinvolgere il pubblico presente, chiamato ad arricchire le performance proposte con suoni prodotti da utensili creati con ciò che è possibile utilizzare in carcere, dalle bottigliette d'acqua alle capsule del caffé.



L'effetto è stato potente, con attori immedesimati nella propria parte e capaci di portare in scena la "terza classe", quella forse più bisfrattata ma anche capace di regalare le storie più intense e, come dice Baricco, "non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla".

Negli oblò dipinti dagli stessi attori sogni e visioni di ciò che si trova all'esterno, meta di un viaggio che può sembrare interminabile, ma che diventa più sopportabile quando ci sono compagni con cui condividerlo, amici con cui fare musica, recitare poesie, lasciarsi andare a una risata o a un passo di danza. Ad accompagnare le diverse performance anche la musica dal vivo, tastiera e chitarra capaci di coinvolgere anche il pubblico in momenti d'improvvisazione ed empatia.

Un risultato complessivo notevole, che ha perfettamente centrato l'obiettivo di fornire strumenti agli ospiti dell'Istituto penitenziario per fare arte ed esprimere se stessi, ma anche per lanciare un messaggio all'esterno, carico di umanità e voglia di non essere dimenticati.

E' attraverso questo genere di iniziative che il carcere può offrire speranza di cambiamento autentico, di un reinserimento pieno nella società, perché anche se il percorso è lungo, prima o poi ciascuno inizierà ad avvistare l'America, una nuova occasione da cogliere, anche grazie a tutto ciò che si è imparato durante il viaggio per raggiungerla. 



 



18/06/2018







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