Provincia

A proposito di zanzare, tre domande all'assessore regionale

Il vicepresidente della Provincia di Alessandria, Federico Riboldi, torna sulla questione zanzare e pone tre domande aperte all'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta

PROVINCIA - Botta e risposta tra il vicepresidente della Provincia di Alessandria Federico Riboldi  e l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta sulla situazione zanzare e sanità.
Riboldi parlava di "rischio emergenza sanitaria". Per Saitta, però, non c'è alcuna emergenza in regione e in provincia.

Ora Riboldi torna alla carica, ponendo, in una lettera aperta che pubblichiamo, tre questioni all'amministrazione regionale.
"Gent.mo Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Dott. Antonio Saitta,

ho letto con molta attenzione il suo comunicato stampa apparso sui media locali e devo confessarLe che sono rimasto molto deluso. Per il rispetto che ho nei riguardi dell’Istituzione Regionale e soprattutto per il rispetto che porto nei riguardi dei cittadini, da cui ho avuto il mandato di rappresentanza, ritengo di avere il dovere di porLe alcune brevi domande :

1) Lei afferma “Creare inutili allarmismi (sull’emergenza sanitaria da zanzare) non serve e può essere controproducente“.
Le chiedo : E’ vero o non è vero che nel territorio alessandrino, in particolare nel territorio del Monferrato, sono presenti tutte le specie di zanzare (la specie “ Culex”, generi Culexpipiens, Aedes albopicuts, Ochlerotatuscaspius e la specie “Anopheles”) che hanno portato in Italia malattie tropicali sconosciute fino a qualche anno fa quali la febbre West-Nile (“febbre del Nilo”),Dengue, Chikungunya, Zika, Usutu, e che rappresentano un concreto rischio per l’insorgenza della malaria come autorevolmente affermato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali-SIMIT ?

2) Lei afferma “Non c’è alcuna emergenza sanitaria e la situazione è sotto controllo da parte della Regione e di tutte le strutture che hanno il compito di vigilare…dall’ 8 agosto al 13 settembre nella nostra regione sono stati segnalati 42 casi di West-Nile…i casi notificati nella provincia di Alessandria sono 6”. Le chiedo: è vero o non è vero che in questa estate 2018 vi è stata in Italia, soprattutto nelle regioni settentrionali, una vera e propria esplosione di casi della temibile febbre West-Nile con previsioni per l’autunno di un record di 500 casi compresi le decine di casi mortali già verificatisi in Emilia-Romagna e Veneto? E’ vero o non è vero che in questa estate 2018 nella provincia di Alessandria dai zero casi del 2017 sono stati registrati ad oggi, concentrati nel territorio del Monferrato, forse già 10 casi?

3) Lei afferma : “Come è noto, il lavoro di squadra (Servizi sanitari regionali, Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, IPLA ) permette il rispetto degli interventi e delle tempistiche richieste dal Ministero della Salute…l’IPLA garantisce l’immediata attivazione delle misure di contrasto alla diffusione del vettore, oltre che il raccordo con le attività svolte dai Comuni che partecipano ai progetti di lotta alle zanzare”. Le chiedo: è vero o non è vero che i Sindaci e le comunità locali sono stati tenuti all’oscuro dei casi di malattia verificatisi localmente, e che nessun Sindaco in Monferrato ha mai visto gli operatori dell’ IPLA effettuare sopralluoghi e interventi di disinfestazione (come previsto dal Piano Nazionale e Regionale) presso e nelle abitazioni dei soggetti infetti?

Le sarei molto grato di una cortese risposta, suggerendoLe nel frattempo di seguire l’esempio dei modelli di corretta e trasparente informazione adottati dalle Regioni più colpite (Veneto ed Emilia-Romagna) che pur nella diversità politica hanno dimostrato maggior rispetto dei cittadini.


22/09/2018







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