Terruggia

“Giovani e lavoro”: un segno di speranza per il futuro

Dopo la relazione del professor Angelo Miglietta sulle contraddizioni del mondo giovanile lo spettacolo “Cloé chi… Uno, Nessuno o Centomila?”. Venerdì 23 marzo al Teatro delle Muse prende il via il terzo appuntamento di “Società & Teatro”

TERRUGGIA - Venerdì 23 marzo alle 21 al Teatro delle Muse prende il via il terzo appuntamento di Società & Teatro, evento culturale giunto alla IV edizione sviluppato in collaborazione con gli istituti superiori di Casale Monferrato e il patrocinio d’importanti istituzioni universitarie. L’argomento della serata, Giovani e Lavoro, impegnerà il professor Angelo Miglietta a indagare nel mondo giovanile. Sarà l’occasione per approfondire temi della crisi economica che perdura dal 2008 a oggi, evidenziando le difficoltà delle famiglie, i problemi strutturali sia in termini di reddito, sia in termini di stabilità e luogo di coesione sociale. In particolar modo, in questi anni di grave crisi economica e d’identità, sono i giovani che hanno patito le maggiori difficoltà d’integrazione nella struttura sociale e d’inserimento nel modo del lavoro, tanto da parlare di “generazione perduta”. I dati più recenti mostrano una disoccupazione giovanile del 43%, un dato preoccupante che alimenta la percezione di un modo giovanile alieno alla partecipazione, poco incline all’impegno e propenso ad atteggiamenti di delusione, demotivazione, indolenza e rassegnazione. Ma le cose stanno veramente così, oppure c’è un altro modo di leggere la realtà del modo giovanile e scoprire che la questione è assai più complicata?

Ebbene, da una recentissima ricerca dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica di Milano, oltre il 45% dei giovani non molla, resiste nella forte volontà di cercare il proprio futuro, inoltre il 35,3% svolgono attività di volontariato. Una verifica eclatante è data dal record del Comune di Milano dove per l’iscrizione a 62 posti al Servizio Civile Nazionale ci sono state ben 630 domande e per i 1086 posti del bando della Regione Lombardia sono arrivate 6.600 richieste (fonte: Arcipelago Milano).

Il relatore, partendo da questa dicotomia tra impegno e disimpegno, tra lavoro stabile e lavoro precario, si addentra nel modo giovanile per descriverne le contraddizione attuali e lanciare qualche segno di speranza per il futuro non soltanto del mondo giovanile, ma di tutta la società italiana. All’incontro, con un suo intervento sul tema e sul progetto, parteciperà la preside dell’Istituto Leardi, Nicoletta Berrone.

Seguirà lo spettacolo Cloé chi …Uno, Nessuno o Centomila?, dall’opera omonima di Luigi Pirandello adattato da Calogero Marchese, con la partecipazione delle allieve dell’Istituto Leardi Alice Castrovillari, Martina Gazzi, Adela Bugjor e Martina Benci. Spettacolo ironico e divertente che porta a una riflessione sul mondo dei Social e a tutte le illusioni connesse a una realtà effimera, vuota, virtuale: illusione di riempire spazi esistenziali con amicizie irreali. I social sono accoglienti, cordiali, talvolta anche irriverenti, ma sempre giustificati. Per socializzare posso anche mostrarmi con le ciabatte ai piedi e i capelli da sistemare. In ogni caso c’è sempre qualche amico virtuale che non ti lesina un like, o qualche commento, che incoraggia altri like, altri commenti, aprendo una reazione a catena che inganna la tua vuota esistenza.
Un tempo non era così, dire “mi piace” a qualcuno era esclusivamente per due ragioni: incoraggiarti o prendersi gioco della persona o raggirarla!

Nello spettacolo scritto da Luigi Pirandello "Cecé", adattato da Calogero Marchese che, per l’occasione, ha prediletto il lato non social-virtual, bensì il rapporto umano con Cecé, diventata Cloé nell’adattamento di Calogero Marchese. Gli attori in scena sono allievi dell’Istituto Leardi di Casale Monferrato. Cloé, accattivante, con la tendenza seducente, dispensa buoni consigli a tutti, senza conoscere in realtà chi ha di fronte. Una sorta di personal.. Shopper, trainer, counselor... Ti conosco ma... non so chi sei... Un po' come Facebook, Instagram, Tinder e tutti quei social che ti promettono di farti conoscere... conoscere, conoscere... Ma conoscere chi? Se per primo non sappiamo chi siamo come possiamo pretendere di conoscere un'altra persona. Calogero Marchese, come regista e docente di recitazione a volte si riconosce in Cloé e, chissà quante altre persone vedendo Cloé potrebbero riconoscersi e lasciarsi ispirare da lei e dire.. "Andate a quel paese! Social si intende..."

La serata, con ingresso libero, terminerà con il buffet offerto dal Bar del Municipio.
20/03/2018







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