Serravalle Scrivia

Lui non voleva che la figlia nascesse con il cesareo, ora è a processo per maltrattamenti

Prosegue in tribunale il processo a carico di un uomo di Serravalle Scrivia accusato di maltrattamenti: non voleva che la moglie partorisse con il cesareo. Da qual momento, secondo l'accusa, iniziarono le vessazioni

NOVI LIGURE – Lui non voleva che la figlia nascesse con un parto cesareo ma la situazione della partoriente sembrava peggiorare così la donna, nonostante il parere contrario del coniuge, firmò la liberatoria. La bambina nacque, all'ospedale di Novi Ligure ma, da quel momento, il rapporto tra i due coniugi iniziò a deteriorarsi, tanto che i due si separarono e lei lo accusò di maltrattamenti.

Si è svolta lunedì l'udienza a carico dell'uomo, di Serravalle Scrivia, difeso dall'avvocato Silvia Nativi. Davanti al giudice ha testimoniato la ex moglie, parte offesa. Ha raccontato di quel libro che lui le regalò subito dopo il parto: “Vendetta di sangue” di Wilburn Smith, con una dedica: “Alla mia bellissima moglie che con il suo entusiastico consenso ha permesso a un simpatico macellaio di tagliare non solo l’ennesima pancia ma questa volta anche un matrimonio. Auguri”.

L'inizio di un incubo? Le regalò anche un ciondolo, un “pezzo unico” che, secondo la donna, era stato macchiato di rosso sangue. Circostanza, questa, che sarebbe stata confutata da una perizia presentata dalla difesa. La stessa difesa avrebbe provato che lui le fece altri doni, prima della separazione, fiori per San Valentino e per la festa della donna. Ci furono anche ingiurie? Lei sostiene di si, ma non ci sarebbero testimoni. La moglie, però, aveva paura dopo il parto. Parla di atti vessatori che l'avrebbero gettata in uno stato di sconforto e ansia. Le udienze proseguiranno il 16 aprile e a giugno, saranno ascoltati altri testimoni. Poi il verdetto.
14/02/2018







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