Castellazzo Bormida

“Musica dalle radici” con Amemanera

Domenica 17 settembre nell'ambito del Settembre Castellazzese lo spettacolo musicale con Marica Canavese e Marco Soria

CASTELLAZZO BORMIDA - Domenica 17 settembre alle 21 al Centro Comunale Polivalente di piazzale 1° Maggio, nell’ambito del Settembre castellazzese, si terrà lo spettacolo musicale del gruppo Amemanera (alla mia maniera) con Marica Canavese e Marco Soria dal titolo Musica dalle radici.

Amemanera è un duo ma è anche un progetto, frutto di un percorso unico. Il repertorio di Amemanera è frutto di ricerche meticolose da un lato e di un paziente lavoro di interpretazione dall’altro, per tagliare e cucire su ogni brano un vestito nuovo, accostando a una lingua antica, un modo contemporaneo di fare musica. Non ci sono ghironde, né altri strumenti tradizionali. E non ci sono i ritmi incalzanti e serrati della musica conviviale. “Noi non facciamo musica folk, volutamente. Le melodie hanno un respiro più ampio, più fluido. Come un fiume che arriva al delta e si allarga. Possiamo prendere un brano che in origine era quasi una marcetta e stirarlo come la pasta del pane, aggiungendo delle pause, smussando le asperità”. Pezzi fatti su misura per la voce calda e avvolgente di Marica, che riesce a fondere l’immediatezza di testi nati secoli fa per essere cantati fra amici, di fronte a un bicchiere di vino o durante la vendemmia, con i timbri country e blues d’oltreoceano.

Marica e Marco, innamorati della musica tradizionale, dopo qualche anno di cover, con i repertori più vari, dai Beatles a De Gregori, creano finalmente il loro progetto. Insieme interpretano canti popolari antichi accanto ai quali Marco scrive testi nuovi, usando la lingua piemontese e creando melodie che hanno il respiro morbido delle colline, ma anche il ritmo rilassato della musica nera, l‘energia del rock, l’introspezione elegante del jazz.

“Molti musicisti - dice Marica - si rifiutavano di suonare questi brani. Dicevano che erano troppo facili, banali. Io invece penso che una canzone possa essere bella anche se è semplice. Le altre culture sono orgogliose della loro musica popolare, basta pensare agli irlandesi e alle loro ballate, ma anche ai campani in Italia, e invece noi piemontesi quasi ce ne vergogniamo, per questo ho proposto a Marco di cantare in dialetto perché i nostri brani tradizionale non hanno nulla da invidiare agli altri grandi traditional internazionali e in più sapevo che solo Marco con la sua esperienza musicale e conoscenza armonica sarebbe riuscito ad esaltare le antiche armonie senza snaturarle, ma anzi impreziosendole”.
14/09/2017







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