Serravalle Scrivia

Il poeta e le montagne: la vita di Andrea Chaves diventa un libro

Diventa un libro la vita di Andrea Chaves, l'alpinista novese morto lo scorso durante una scalata al Monte Bianco: è "Il poeta e le montagne", scritto da Marcus Risso con la collaborazione della famiglia del giovane. Nel volume, le riflessioni e i ricordi che il 21enne affidava al proprio diario

SERRAVALLE SCRIVIA – «Noi non vediamo più le stelle, quasi nessuno, e lui era lì per mostrarcele di nuovo» ha detto di Andrea Chaves l’artista ravennate Giordano Bezzi, ideatore e promotore del “Cammino di Dante”. A un anno dalla tragica scomparsa del giovane dantista e alpinista novese esce una sua biografia, intitolata “Andrea Chaves. Il poeta e le montagne” e curata da Marcus Risso, contenente la parte saliente dei suoi scritti e riflessioni, ritrovata postuma nel diario che aveva lasciato a casa prima di partire per la sua ultima scalata.

Il libro verrà presentato oggi, venerdì 5 ottobre, alle 21.00, presso la biblioteca di Serravalle Scrivia. Con l’autore interverranno Yonny e Patrizia Chaves, i genitori di Andrea. «La decisione di scrivere una biografia di Andrea non rappresenta soltanto un atto di affetto nei suoi confronti ma è certamente qualcosa di più – spiega Risso, 41 anni, di Serravalle Scrivia – È la volontà di trasmettere l’eredità di una vita vissuta in maniera eccezionale che offre un esempio di grande forza per tutti».

«Chiunque lo abbia conosciuto ha potuto notare in lui una persona veramente speciale, un modo straordinario di porsi di fronte all’esistenza: intensità, sforzo, coraggio, generosità sono alcune delle parole chiave che contraddistinguono i suoi giorni. Una vita che, seppur breve, è stata vissuta con un’intensità totale, in cui non veniva sprecato un solo istante – ricorda Marcus Risso – Chiunque abbia avuto modo di conoscere Andrea si poteva rendere conto che lui non si limitava semplicemente a subire la vita ma voleva fare del dono della propria esistenza qualcosa di speciale, qualcosa che potesse avere un significato per i suoi coetanei, per la cultura, per il mondo. Si era posto valori altissimi e aveva votato se stesso a vivere coerentemente a essi. Con sforzo, determinazione e coraggio che avevano dell’incredibile e che non mancavano mai di impressionare e contagiare chi gli stesse intorno. Si aveva la sensazione di voler essere come lui, di alzare il livello dei propri valori e di impegnarsi a fondo nei propri ambiti di interesse come lui faceva per la montagna e per Dante. Si comprendeva, standogli accanto e grazie al suo esempio, che in questo modo anche la propria vita poteva assumere un altro sapore e un altro splendore».

«Questa è la sua grande eredità che, insieme ai suoi genitori con cui ho collaborato fianco a fianco un anno intero per la stesura del libro, abbiamo creduto fosse molto importante far conoscere, perché potesse essere di arricchimento e ispirazione per molti», conclude l’autore.


Nelle fotografie: Marcus Risso, l’autore della biografia di Andrea Chaves; i genitori di Andrea, Yonny e Patrizia Marchesotti; la consunta copia della Divina Commedia che Andrea usava per studiare: un volume a cui il giovane alpinista era particolarmente legato perché recava una dedica di Carlo Ossola, uno dei più importanti filologi italiani.
5/10/2018







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