Novi Ligure

Trinità, ritorna in chiesa l'organo in restauro da vent'anni

L'organo della Trinità di Novi Ligure, datato 1777, dagli anni Novanta è custodito in un deposito del novarese: ora è pronto per tornare a casa. Intanto, grazie alla vendita della farmacia comunale e ai contributi di due fondazioni bancarie, saranno restaurate anche quattro tele settecentesche e la cassa processionale dell'oratorio

NOVI LIGURE – Uno spazio per le attività culturali, tra cui esposizioni e concerti. È il progetto dell’amministrazione comunale di Novi Ligure per l’oratorio della Santissima Trinità che – per quanto lontano dalla sua realizzazione concreta – ha ricevuto nuovo impulso grazie alla vendita della farmacia di via Verdi e ai contributi ricevuti da due fondazioni bancarie.

La priorità ora va al recupero dei beni provenienti dall’oratorio posto all’incrocio tra via Gramsci e via Cavanna. E così potrà anche tornare in città l’organo della chiesa, che dagli anni Novanta è custodito in un deposito del novarese. «La nostra intenzione è di ricollocarlo alla Trinità», spiega l’assessore alla Cultura Cecilia Bergaglio.
La Soprintendenza aveva finanziato il restauro (curato dall’esperto Mario Marzi di San Maurizio d’Opaglio), ma poi l’organo non era più tornato nella sua sede originale. Trasportare a Novi, installare e accordare il prezioso strumento musicale – è datato 1777 e l’autore è Tommaso Roccatagliata – costerà 7 mila euro, interamente finanziati con la vendita della farmacia comunale.

Circa 35 mila euro costerà invece il restauro della cassa processionale dell’Oratorio. La somma sarà coperta con un contributo di 20 mila euro da parte della Compagnia di San Paolo e con 15 mila euro sempre provenienti dalla cessione della farmacia. A occuparsi del restauro saranno Aurelia Costa, Emanuela Spera e Francesca Ventre del Laboratorio delle Scuole Pie di Genova.

L’intervento più importante però riguarderà le ultime quattro tele settecentesche provenienti dalla Trinità. Il restauro costerà 41.500 euro (21.500 euro arriveranno dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Torino e il resto dall’alienazione della farmacia) e sarà affidato allo studio Gabbantichità di Tortona.
Le tele sono state realizzate dal maestro Giovanni Raffaele Badaracco (“Santa Chiara che scaccia i saraceni”, primo decennio del Settecento), Francesco Campora (“Mater Divinae Providentiae” e “San Carlo Borromeo”, entrambe del 1739/40) e Luigi Tassistro (“Deposizione dalla Croce”, 1789).
11/01/2018







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