Ovada

Commercio: incentivi dal Comune per i nuovi negozi?

In attesa dell’aggiornamento al 31 dicembre 2017 si lavora per individuare una possibile via di sostegno ai negozi della città.La proposta è arrivata dopo una serie di consultazioni con i rappresentati delle associazioni di categoria: artigiani e negozianti.

OVADA - I numeri degli ultimi anni solo in parte spiegano il travaglio del commercio al dettaglio locale che si dibatte in una crisi di sistema senza precedenti. In attesa dell’aggiornamento al 31 dicembre 2017 si lavora per individuare una possibile via di sostegno ai negozi della città. L’impulso è arrivato nella seconda serata dedicata all’approvazione del bilancio comunale. “E’ necessario investire – ha spiegato il consigliere di maggioranza, Silvana Repetto in prima persona commerciante in via San Paolo -. Il Comune pensi a contributi a fondo perduto per premiare gli investimenti fatti sulle attività o a sgravi sulle tasse”. La proposta è arrivata dopo una serie di consultazioni con i rappresentati delle associazioni di categoria: artigiani e negozianti. Primo problema: come evitare che spazi appetibili, anche all’interno del centro storico, rimangano sfitti contribuendo a peggiorare l’immagine della città.

“Troviamo una formula – ha proseguito Repetto - per incentivare gli artigiani a fare di questi locali vetrine della loro produzione. Iniziative simili sono apprezzate. Diversi anni fa il contributo per rifare le insegne aveva funzionato, ora si potrebbe pensare a qualcosa di analogo per le vetrine ”. “Stiamo verificando – spiega Giacomo Pastorino, vice sindaco con delega alle attività produttive – quale sia la strada migliore da seguire. In ogni caso sarà un provvedimento utile per tutta la città, non esclusivamente legato a un’area o al centro storico”. Allo studio c’è il bando pubblico proposto qualche tempo fa dal Comune di Novi Ligure che concede un contributo di 3 mila euro a chi è intenzionato ad aprire un’attività entro la conclusione del 2018. Sono ammesse al bando novese attività di pubblico esercizio riconducibile alla tradizione culinaria locale, produzioni alimentari tipiche artigianali riconducibili alla tradizione italiana, lavorazioni artistiche. Un’altra azione potrebbe essere fatta sui bar e i ristoranti. “In questo caso – ha proposto Repetto – perché non intervenire sui costi dei dehors, abbassando la spesa in cambio di spazi più curati e uniformi?”. Fumo negli occhi secondo parte dell’opposizione che anche giovedì scorso ha puntato il dito contro l’inerzia degli ultimi anni. “Se parliamo di ristrutturazione – ha spiegato il consigliere Giorgio Bricola, Patto per Ovada” – non si può non notare che dei dodici progetti inseriti nel piano triennale solo due sono esecutivi. E molti stanziamenti sono fermi, in attesa di realizzare lavori. E intanto le nuove Aie sono deserte, con una sola pizzeria e due case abitate. Per il centro storico è crisi nera: ristrutturare piazza Garibaldi nel 2019 deve essere una priorità”.

 

 

14/02/2018







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