Ambiente

Inchiesta rifiuti, chi sono A2A e Lgh

L'indagine aperta su Ezio Guerci, il caso Aral e le società che sono parte della galassia del business ambientale, benché non direttamente coinvolge nelle indagini

ALESSANDRIA – L'indagine aperta su Ezio Guerci (classe 1954, esperto di organizzazione sistemi pubblici locali, partner di servizi consulenze e risorse; dei molti incarichi in società che operano nel campo delle pubbliche amministrazioni c'è anche la Scerpa Srl, Servizi consulenze e risorse per la pubblica amministrazione con sede a Novi Ligure), compagno di Rita Rossa, ex sindaco di Alessandria, è stata evocata solo molto da distante durante i lavori del primo Consiglio comunale di Alessandria dell'era di Gianfranco Cuttica di Revigliasco. Nessun riferimento esplicito negli interventi ufficiali, solo qualche accenno a mezza voce nei corridoi. Il centrodestra ci vuole vedere chiaro, il centrosinistra rischia di restare con il cerino in mano, mentre l'unica voce, esterna però, è stata quella del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che ieri pomeriggio ha diffuso un comunicato che recita così: “Rita Rossa si dimetta dal consiglio comunale di Alessandria. L’indagine che pende su Ezio Guerci, sulle presunte influenze illecite e la pressione esercitata per convincere il Comune ad accettare l’ingresso della società A2a in Aral, è grave ed evoca un sistema che getta delle ombre sull’ex amministrazione a guida Pd”.

Ma chi sono le realtà coinvolte in questa vicenda? Secondo i magistrati di Brescia, in base alla ricostruzione pubblicata dal quotidiano 'Il Fatto Quotidiano', sarebbe emersa dall'inchiesta della Dda di Brescia sui rifiuti prodotti al Sud e smaltiti illegalmente nel Nord Italia (http://www.alessandrianews.it/alessandria/gestione-illecita-rifiuti-coinvolte-aral-ditte-trasporto-provincia-149028.html) anche una “storia di traffico di influenze illecite” con una “Fiat Freemont da 30.000 euro acquistata in cambio di pressioni sul sindaco di Alessandria perché si decidesse a cedere ad A2A quote della società pubblica dei rifiuti Aral. A chiedere il suv con la promessa di mettere una buona parola sulla cessione poi mai avvenuta sarebbe stato, secondo gli inquirenti, il consulente Ezio Guerci”. Mentre Guerci dichiara di essere pronto a chiarire ogni cosa, vediamo intanto chi sono le società coinvolte, a cominciare dalla A2A Ambiente, società controllata al cento per cento da A2A Spa (multiutility leader nei servizi ambientali e nel teleriscaldamento e ai vertici nei settori energia, calore, reti e tecnologie per smart city; la sede è a Milano).

Il presidente di A2A Ambiente, sede Brescia, si chiama Fulvio Roncari ed è lo stesso che nell'autunno del 2015 (stesso anno in cui sarebbe stato consegnato il veicolo) ha incontrato Rita Rossa in municipio proprio per cominciare a discutere della acquisizione di una quota importante dell'Aral. Nell'inchiesta bresciana sono coinvolte A2A Ambiente, Lomellina Energia srl di Parona Lomellina in provincia di Pavia e la Ecosavona srl di Vado Ligure. Il trasferimento dei rifiuti avveniva su autotreni intestati a tre società di trasporto, due delle quali della provincia di Alessandria: 'Ressia Autotrasporti & Co' del capoluogo ed 'Euroimpresa Srl' di Novi Ligure, oltre alla 'Autotrasporti Luterotti Srl' di Brescia colpite dal provvedimento di sequestro preventivo emesso dall’autorità giudiziaria.

Fulvio Roncari è anche presidente di Lomellina Energia che gestisce il termovalorizzatore di Parona di cui si serve anche Aral. La compagine sociale – Lgh, Linea Group Holding - vede, dal 2016, il 51 per cento controllato da A2A, entrata a fianco del nucleo storico formato da Aem Cremona, Asm Pavia, Astem Lodi, Cogeme Rovato, Scs/Scrp Crema. L'area in cui opera invece la società Ecosavona è di proprietà del Comune di Vado Ligure. Il sito da semplice impianto di abbancamento di rifiuti solidi urbani è stato trasformato in sito industriale per attività di trattamento, smaltimento e recupero di rifiuti e alla produzione di energia elettrica da biogas.

Torniamo infine ancora ad A2A (società quotata in Borsa) che è sembrata perdere interesse per il business con l'Aral, salvo poi manifestare, a marzo di quest’anno, l'interesse per il 20/30 per cento di Amag Reti Gas, rete di distribuzione del gas di Alessandria. Fra i settori su cui punta la società milanese c'è anche il teleriscaldamento. 
15/07/2017







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