Novi Ligure

Iperdì, supermercato verso la cessione. Cassa integrazione per i dipendenti?

Il supermercato Iperdì di Novi Ligure sarebbe stato ceduto insieme ad altri 11 punti vendita a un'azienda della grande distribuzione. Per i dipendenti potrebbe aprirsi un periodo di cassa integrazione, che però la società proprietaria del marchio non ha ancora richiesto

NOVI LIGRUE – Entro pochi giorni si saprà qualcosa di più certo sulla sorte del supermercato Iperdì di Novi Ligure. Secondo quanto è emerso lunedì, durante l’incontro al ministero dello Sviluppo economico, il punto vendita di via Oneto sarà ceduto dalla Cga Generalmarket insieme ad altri undici supermercati tutti collocati in Lombardia (Treviglio, Bregnano, Paderno Dugnano, Lodi, Porto Ceresio, Trezzano, Rho, Cesano Maderno, Barlassina, Robbio, Lomazzo).

Nel giro di pochi giorni, l’azienda dovrebbe comunicare a qualche gruppo sono stati ceduti i punti vendita. Notizie più precise potrebbero arrivare già oggi: a Milano è infatti previsto un incontro che vedrà la partecipazione della Cga Generalmarket, dei sindacati e dei rappresentanti dell’associazione di categoria Federdistribuzione.
Per altri undici punti vendita sono ancora in corso le trattative di vendita, che potrebbero concludersi nel giro di qualche settimana. Per altri cinque supermercati, invece, si prospetterebbe la chiusura.

Nonostante il supermercato di via Oneto sia tra quelli per cui è prevista a breve la cessione, ciò non significa che la situazione sia rosea. «Le procedure di vendita potrebbero andare per le lunghe, poi il negozio andrà risistemato e rifornito… – spiega Antonio Torchia, sindacalista della Filcams-Cgil che tutela i lavoratori novesi – I dipendenti potrebbero trovarsi per qualche mese senza lavoro, per questo è importante attivare le procedure di cassa integrazione». I commessi del supermercato di Novi sono 21; 761 i dipendenti totali tra Piemonte, Lombardia e Liguria.

Anche la parlamentare alessandrina del M5s Susy Matrisciano [nella foto] ha seguito da vicino la vicenda, insieme al capogruppo in consiglio comunale Fabrizio Gallo. La componente della commissione Lavoro del Senato a margine dell’incontro al Mise ha sottolineato che restano ancora due questioni aperte sul tavolo. Una riguarda le «retribuzioni arretrate da pagare» e sarà affrontata oggi all’incontro presso Federdistribuzione: da luglio infatti i dipendenti non percepiscono più lo stipendio, salvo un acconto. La seconda riguarda «l’esubero dei dipendenti di cinque punti vendita che al momento non sono oggetto di trattativa di cessione». Dal ministero hanno fatto presente che «c’è ancora la possibilità di aprire la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale, se la Cga Generalmarket lo chiede. Questo permetterebbe a tutti i dipendenti di avere un “paracadute” e per i nuovi acquirenti sarebbe un po’ più semplice l’ingresso», ha spiegato la senatrice Matrisciano.

Il tavolo al ministero si è concluso con appuntamento a Roma per il 9 ottobre, durante il quale l’azienda proprietaria dei marchi Iperdì e Superdì dovrà comunicare il nome degli acquirenti e «le modalità di cessione tramite l’affitto di ramo d’azienda che prevede comunque obbligo di acquisto e mantenimento dei livelli occupazionali», ha detto ancora la parlamentare grillina.
3/10/2018







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