Alessandria

#LAVORANDOBORSALINO: le storie di chi "fa i cappelli"

"Un faro sui lavoratori": questo è l'obiettivo della campagna informativa promossa dalla Cgil con la produzione di videointerviste dall'interno della fabbrica. 15 storie di lavoratori che si raccontano e che fanno vedere cosa significa "produrre un cappello di fama mondiale". Riflettori che vogliono essere spostati sui lavoratori, al di là di tutta la vicenda giudiziaria, sempre più intricata...

 ALESSANDRIA - “Il loro presente, il loro futuro, prima di tutto”. Questo vuole essere l'obiettivo della campagna informativa promossa dalla Cgil (realizzata in collaborazione con RadioGold) che rimette al centro dell'attenzione i lavoratori della Borsalino. Al di là delle continue evoluzioni della vicenda giudiziaria che continua ad interessare il marchio, la fabbrica e l'attuale società che ne detiene l'affitto di ramo d'azienda, la Haeres di Camperio.

“Non ci interessa entrare nella vicenda giudiziaria, stare da una parte (quella dei curatori fallimentari) o dall'altra (quella di Camperio). Vorremmo riaccendere i riflettori su coloro che rappresentano le braccia di quel nome, Borsalino, ovvero i lavoratori dell'azienda alesandrina” sono state le prime parole del segretario della Cgil Alessandria, Franco Armosino. Questo perché “il marchio, comunque vada, sopravvive comunque, mentre chi lavora in questa fabbrica deve poter continuare a farlo e anche la città di Alessandria deve continuare a mantenere sul suo territorio il simbolo che lo caratterizza nel mondo”.

Così nasce la campagna #LAVORANDOBORSALINO – Un faro sui lavoratori: si tratta di 15 storie, di 15 videointerviste di pochi minuti l'una, girate proprio dentro la fabbrica, durante il quotidiano lavoro dei dipendenti Borsalino. Che si raccontano: chi sono e cosa è per loro questa azienda che è rimasta l'ultimo nome importante del tessile in provincia. Un territorio, quello alessandrino, “impoverito dalla crisi” come lo ha definito Armosino. “E questa vicenda della Borsalino è una continuità di questo rotolare della crisi. Ed è l'elemento che ci fa dire che se vogliamo uscire da questa condizione dobbiamo partire proprio impedendo che uno dei pezzi della nostra storia vada perso”.

Storie di chi “è figlio di lavoratori Borsalino da generazioni” e di chi “è in fabbrica da pochi anni”. Storie di chi “mette segni sui pacchi con la scritta Borsalino....che va in tutto il mondo” e di chi definisce il proprio lavoro “di artigianato, poiché sono le nostra mani che fanno nascere questi cappelli”. Questa è solo una delle storie, quella di Mary Scotton, lavoratrice Borsalino dal 2000, che racconta del suo “vivere” quella fabbrica e delle preoccupazioni con cui si combatte in questo periodo, senza avere chiaro “cosa sarà di noi? Del nostro lavoro?”.

 

"Una campagna di sensibilizzazione della città prima di tutto (che comunque ha già messo in piedi tante espressioni di vicinanza) che vorremmo esportare fino a livello nazionale per far vedere l'aspetto reale di tutta questa vicenda Borsalino: i suoi lavoratori, che non si sono mai fermati. Mary, Brunella, tutte persone con un nome e un cognome, con una famiglia” prosegue Maria Iennaco della Cgil che segue la vicenda da 5 anni. Quello che il sindacato vuole mettere in evidenza con questo progetto di comunicazione è che “quando si parla di Borsalino, si parla di loro. Di questi lavoratori che stanno lottando per il proprio posto di lavoro”.

Un primo passo che si discosta da quella che sarà una “azione sindacale necessaria” e che sarà unitaria e corale con le altre organizzazioni sindacali, che non esclude di mettere in atto “azioni di protesta”. Ogni giorno è un nuovo colpo di scena su questa vicenda giudiziaria e “questo certo non aiuta a pensare positivamente al domani”. “La Cgil non si vuole schierare, ma non possiamo nemmeno ignorare che ci sono indagini in corso. Allo stesso tempo siamo fino alla fine garantisti (nei confronti di Camperio, ndr) e non bolliamo nessuno, ma dai curatori fallimentari sono state dette cose importanti” ha specificato Armosino. Ed è da loro “che dobbiamo avere garanzie su cosa succederà dal 1 giugno, con la scadenza dell'affitto di ramo d'azienda per Camperio”. Alla curatela fallimentare la Cgil chiede “di fare presto e bene”. Visto che l'altra variabile su cui si gioca questa “partita a poker” dal nome Borsalino è il tempo: una evoluzione lunga di tutta la vicenda giudiziaria che deve però fare i conti con la situazione che vivono i lavoratori della fabbrica.

Le videointerviste saranno veicolate sui Social e sarà creata anche una pagina Facebook di supporto alla campagna di comunicazione. Inoltre sarà posizionato un video su via Faà di Bruno che trasmetterà l'intero video sottotitolato. Tutto accompagnato da materiale cartaceo: cartoline, manifesti, locandine che saranno affissi per la città e che saranno promossi nelle piazze grazie all'aiuto dello Spi Cgil, la categoria dei pensionati.
7/03/2018







blog comments powered by Disqus


Docenti precari e indennità NaSpI

Economia e Lavoro | I docenti che vogliono presentare la domanda di disoccupazione hanno a disposizione 68 giorni a partire dalla fine del contratto, ma è consigliabile inoltrare la stessa il prima possibile perché l’indennità decorre dall’8° giorno dal termine del contratto

Lercaro: sbloccati gli stipendi

Ovada | Parziale fumata bianca dopo la crisi di liquidità dovuta al pignoramento dei conti da parte di Proges che aveva portato alla mancata corresponsione della mensilità di maggio

Danobat: nuova realtà industriale in provincia

Bistagno | Il costruttore di macchine utensili ed impianti di produzione inaugura un nuovo sito di 2500 metri quadri. L’azienda intende migliorare la propria posizione in Italia, paese che rappresenta il secondo mercato europeo per importanza nell’ ambito della macchina utensile dopo la Germania

Terra Madre: salvare le biodiversità per salvare noi stessi

Alessandria | Terra Madre Salone del Gusto: da Alessandria a Torino grazie all'impegno di Slow Food per ribadire la centralità della biodiversità.

Koster, Solero Scarl e Euroimpresa: “noi sciacalli? La nostra è l'unica proposta che può salvare Aral, creditori e lavoratori”

Alessandria | Le tre ditte creditrici di Aral si “difendono” dalle accuse di “sciacalli” per le azioni di pignoramento messe in atto e spiegano la loro proposta “impattante e inusuale” ma che è l'unica che può salvare Aral, i creditori e anche tutti i posti di lavoro con una "conversione tra quote e capitale“. Mentre l'offerta di affitto di ramo d'azienda è “antieconomica” con perdite da 100 mila euro al mese e senza speranza per i creditori di recuperare il 50%