Economia e Lavoro

Raeeman: riciclare i rifiuti e creare valore d'impresa

Questa è la storia di un'intuizione. Ma è anche la storia di tre fratelli che, nel giro di pochi anni, sono riusciti a costituire un' azienda capace di raccogliere rifiuti e di trattarli, per ricavarne nuova materia prima da riutilizzare in nuovi processi produttivi

ECONOMIA E LAVORO - Questa è la storia di un'intuizione. Ma è anche la storia di tre fratelli che, nel giro di pochi anni, sono riusciti a costituire un' azienda capace di raccogliere rifiuti e di trattarli, per ricavarne nuova materia prima da riutilizzare in nuovi processi produttivi.

E' a Sale, in provincia di Alessandria e l'azienda porta il nome di Raeeman, un acronimo che, nella prima parte, si declina in Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e, nella seconda parte, corrisponde all'abbreviazione del cognome dei titolari, cioè Manfron. E' il maggiore dei fratelli, Marco, 36 anni, che racconta così la sua storia. " Stavo completando gli studi di ingegneria e, dopo aver partecipato ad uno stage in una azienda leader nel nostro settore che si occupa del trattamento di tubi al neon esausti, ho avuto modo di constatare come il rifiuto una volta trattato possa trasformarsi in una risorsa. Successivamente, dopo aver assistito ad un servizio televisivo nel quale si spiegava come dai computer mandati in discarica si potesse ricavare addirittura l'oro, ho deciso di rivolgermi alla Provincia per chiedere di aprire un impianto per lo smaltimento di rifiuti elettronici. Ho coinvolto i miei fratelli Riccardo e Roberto e dal 2011 siamo operativi". 

"Già dall'inizio dell'attività abbiamo pensato di diversificare il nostro lavoro, senza concentrarci nella specializzazione del trattamento di un unico rifiuto. Così i nostri capannoni sono stati adibiti alla raccolta di tipologie diverse: dall'elettronico ai rifiuti sanitari, da ciò che arriva dalle officine meccaniche (filtri, olio esausto, batterie...) ai rifiuti urbani speciali ( vernici, batterie, olio...) e all'olio per uso alimentare dai ristoranti".  Oggi la Raeeman ha dieci dipendenti e opera nell'area del nord Italia che comprende Piemonte, Liguria e Lombardia.

Quale il segreto di questo successo? E' sempre Marco che spiega: "La nostra forza è il passaparola. Non abbiamo figure commerciali che vanno a proporre i nostri servizi. La nostra filosofia, da sempre, è quella di accettare anche piccoli quantitativi. Siamo autorizzati alla raccolta anche a domicilio. Con la serietà del nostro lavoro siamo così riusciti ad occupare uno spazio che si è andato, via via, ampliando. Oggi, ad esempio, stiamo concludendo una convenzione con le tre Associazioni che rappresentano gli agricoltori per poter effettuare la raccolta di rifiuti dalle aziende ( barattoli di fitofarmaci, olio, grandi sacchi per il concime...)".

Interessante è scoprire come si svolge il lavoro all'interno della Raeeman. " Da noi entrano soltanto mezzi che hanno l'autorizzazione della Provincia o della Regione per il conferimento- conclude il titolare- A questo punto i materiali vengono controllati, divisi per tipologie, posizionati nelle aree di pertinenza e messi in sicurezza. Quindi vengono cerniti o smontati per poi essere rivenduti o smaltiti in impianti di trattamento finale. Un esempio: da un televisore si dividono i cavi, le schede, il giogo, le plastiche, i metalli e il vetro. Tutti hanno un valore, tranne il vetro. Il risultato della separazione è definito MPS, Materia Prima Seconda. Così, ad esempio, da cento chilogrammi di televisori per il 60% si recuperano metalli e plastiche e il restante, cioè il vetro, viene inviato in impianti di trattamento ( ed una frazione viene utilizzata per produrre piastrelle). Nulla finisce in discarica, non si danneggia l'ambiente e si recupera praticamente la totalità dei componenti. Oggi la sensibilità verso il tema ambientale è cresciuta. Ecco perchè sempre più le persone preferiscono rivolgersi a chi, come noi, con qualche euro in più di spesa evita di farle recare all'isola ecologica, dove qualche volta si ottiene una risposta negativa, o, peggio ancora, affidare i rifiuti a qualcuno che poi li getta nei fossi". 
26/02/2018







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