Alessandria

Solvay: due ore di sciopero

Il gruppo Solvay di Spinetta Marengo aderisce allo sciopero indetto a livello nazionale (FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL) per la vendita dello stabilimento di Porto Marghera. "Nessuna preoccupazione per Alessandria, ma certamente un impatto potrebbe esserci, visto che i semi lavorati di Porto Marghera vengono utilizzati anche qui da noi". Al centro dell'attenzione il "ripristino delle relazioni sindacali"

 ALESSANDRIA - Due ore di sciopero per la giornata di giovedì 19 aprile, indette a livello nazionale dal gruppo Solvay, dopo la notizia "nottetempo" come l'hanno definita le organizzazioni sindacali di FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL della vendita dello stabilimento di Porto Marghera.

Dalle 14 alle 14.45 assemblea dei lavoratori Solvay con i sindacati, mentre le due ore di sciopero saranno così distribuite: per i lavoratori giornalieri dalle 14.45 alle 16.45 e per i turnisti e semiturnisti dalle 12 alle 14 (turno del mattino) e dalle 14 alle 16 (turno pomeriggio). 

"L'annuncio, della vendita del sito di Marghera alla società cagliaritana Fluorsid, impresa che ha il suo core business nel settore dei fluorurati e che ha dichiarato di voler entrare nel ramo dell’acido fluoridrico anidro sostenendo i fabbisogni di Solvay ma in prospettiva aprendosi anche al mercato esterno, ha colto tutti di sorpresa non essendo stato indicato dalla Società, almeno negli ultimi anni, come lo stabilimento di Marghera non avesse ufficialmente rappresentato un problema sia dal punto di vista produttivo che nell'ambito dell'economia generale del Gruppo. I processi di riorganizzazione e razionalizzazione delle attività e dei costi, sono sempre stati chiesti e concordati proprio nell’ottica del consolidamento del sito e della sua occupazione ed i lavoratori erano convinti di aver raggiunto tali obiettivi" scrivono i sindacati in una nota nazionale. "Non c'è un progetto concreto di rilancio di questo sito - che non chiude ma che è stato venduto - che ci dia garanzia di una continuità duratura. E che non dà garanzia per eventuali altri siti del Gruppo" sostiene Roberto Marengo della Femca Cisl. 

Che proseguono: "La cessione dello stabilimento di Rocca Bianca nel 2015, e oggi di quello di Marghera senza che nessun segnale sia stato indirizzato alle rappresentanze sindacali, pur riconoscendo un naturale diritto alla riservatezza, hanno posto pesantemente l’accento sulla solidità di relazioni che da anni sono improntate alla concretezza ed al rispetto fra le parti e che oggi evidentemente sono, da parte aziendale, cambiate. "Non 8 ore di sciopero, ma due, come segnale, per tornare a 'parlarsi': alle relazioni sindacali di un tempo" ha aggiunto Gianni Di Gregorio della Uiltec Uil. 

La discussione ha sottolineato come vi sia un tratto comune nel modo di rapportarsi e di comunicare sia per la vicenda della vendita del sito di Marghera, come del progetto Oxygene da parte della società nei confronti dei lavoratori coinvolti e nei confronti delle organizzazioni sindacali. Il piano Oxygene prevede che a livello europeo ci sia una riorganizzazione di attività che riguarderà circa 450 posizioni, 46 delle quali sono allocate in Italia". Che non sembrano comunque toccare lo stabilimento alessandrino: davvero numeri piccoli, tra cui pensionamenti. 

Per quanto riguardo lo stabilimento di Spinetta Marengo "nessuna preoccupazione, ma inutile negare la possibilità di impatto che questa chiusura potrebbe avere, visto che i semi lavorati di Porto Marghera vengono utilizzati anche qui nello stabilimento alessandrino" spiega Paolo Parodi della Filctem Cgil.

Intanto a livello nazionale, il Coordinamento, anche per ripristinare la cadenza annuale delle proprie riunioni, ritiene necessario ed urgente un incontro con la direzione del Gruppo Solvay Italia per affrontare queste tematiche e per rinnovare, se possibile, un corretto rapporto relazionale utile a tutto il gruppo stesso".
19/04/2018







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