Economia

Terzo Valico, nuovo allarme dei sindacati. Il Pd chiede lo sblocco dei fondi

E' scontro il Regione sul tema del Terzo Valico. Il Movimento 5 Stelle ribadisce la necessità di una analisi costi-benefici; il Pd chiede lo sblocco dei fondi stanziati e la prosecuzione dell'opera. I sindacati, intanto, mettono l'accento sul rischio di perdita di posti di lavoro

TORINO – “Inspiegabile e inaccettabile” l'atteggiamento del governo sul tema del Terzo Valico dei Giovi. Lo hanno ribadito ieri nel corso di una audizione davanti alle commissioni Lavoro e Infrastrutture del consiglio regionale del Piemonte i sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgi. A rischio, secondo i sindacati ci sono quattrocento posti di lavoro, se verrà confermato il blocco delle risorse per il quinto e sesto lotto del Terzo Valico. Ma il bilancio, in caso di marcia indietro sull'opera, potrebbe essere pù pesante. Sono infatti 2394 i lavoratori, tra operai, tecnici e amministrativi dipendenti diretti di Cociv e personale delle ditte affidatarie e sub-affidatarie.

Il 9 ottobre i sindacati saranno a Roma, davanti al ministero delle Infrastrutture, per protestare e chiedere garanzie per il futuro dei lavoratori. “Siamo pronti ad iniziative di mobilitazione”, annunciano intanto. Il confronto davanti alla commissione a Torino ha registrato prese di posizione già più o meno note. Mentre il Movimento 5 Stelle invoca l'analisi costi-benefici, il Pd chiede lo sblocco dei fondi e la prosecuzione dell'opera.
“Ho ribadito che è impensabile fermare l'opera e che il Governo deve aiutare il Piemonte e l'intero Nord Ovest a terminarla per connettere il nostro territorio con il resto del mondo. - dice il presidente del gruppo Pd in Consiglio Domenico Ravetti - Serve tenere alta l'attenzione su legalità, rispetto dell'ambiente e della salute, certezze economiche e sviluppi stabili legati in particolare alla logistica. Sono preoccupato dell'atteggiamento di Lega e M5S e lo scrivo dopo averlo detto chiaramente durante la Commissione, non per l’analisi costi – benefici ma per i pregiudizi”.
Ravetti annuncia che, per conto del Gruppo Pd formalizzerà la richiesta di un “Consiglio Regionale aperto sul tema delle Infrastrutture che meritano manutenzione, che devono essere completate o realizzate ex novo”.
Così anche Walter Ottria, per Leu: “Il Consiglio regionale si preoccupi dei lavoratori e non delle sterili polemiche politiche sulle scelte del Governo nazionale”. “Premesso che non si è ancora capito se questo blocco sia ufficiale o meno e che, comunque la si pensi, è un dato di fatto che metà dell’opera è stata realizzata ed è presente sui nostri territori – ha affermato Ottria – non possiamo non cogliere le preoccupazioni lanciate dai sindacati. Il Governo si preoccupi un po’ meno di fare annunci senza presentare poi atti concreti, magari efficaci e non da modificare continuamente (vedi Genova). Nell'ipotesi di blocco dell'opera e delle relative conseguenze occupazionali che questo produrrà, c’è bisogno che il governo nazionale per primo si ponga il problema di questi lavoratori e del loro futuro occupazionale”.
“Il Piemonte ha sicuramente un grosso problema di infrastrutture che poi si ripercuote quotidianamente sui cittadini piemontesi, basti pensare ai problemi che devono affrontare i pendolari tutti i giorni – prosegue Ottria –; se non si vogliono le cosiddette “grandi opere” è necessario però che il Governo metta in campo altro, un piano straordinario per la manutenzione del territorio ad esempio, che potrebbe anche dare risposte occupazionali. Il problema è che fino ad ora nulla di questo si è visto e il rischio che molti, piemontesi e non, rimangano senza lavoro è purtroppo assolutamente reale”.
Ferrentino(Pd)  ha sollecitato un sopralluogo delle due Commissioni nei luoghi interessati dai cantieri del Terzo Valico, mentre la presidente di commissione Conticelli ha auspicato che nel caso si dovesse aprire un tavolo di crisi, questo debba per forza essere a carattere nazionale.
(nella foto il cantiere di Novi Ligure)
4/10/2018







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