Valenza

Valenza tende la mano ai veneti: "Collaboriamo per far crescere VicenzaOro"

Soddisfatti i gioiellieri valenzani del salone appena concluso? "Nì". Presenze in linea con l'anno scorso e più interesse da Cina e Stati Uniti. Per far crescere l'appuntamento gli orafi sono pronti a "dialogare"

VALENZA - Da Vicenza le aziende orafe valenzane non tornano certo entusiaste, almeno per quello che traspare dalle parole di Francesco Barberis, presidente del Gruppo Aziende Orafe Valenzane in seno a Confindustria. “Abbiamo apprezzato gli sforzi che sta facendo VicenzaOro per crescere”, ha commentato di ritorno dalla settimana della ‘moda’ gioielliera di settembre (22-26), secondo appuntamento annuale con la fiera veneta, che dallo slogan non è seconda a nessuno: “VicenzaOro è la più grande vetrina al mondo delle eccellenze italiane e internazionali del comparto orafo e gioielliero”. Oltre sessanta aziende del Distretto Orafo Valenzano vi hanno partecipato, notando un aumento dei visitatori esteri, e in particolare la crescita di quelli provenienti dalla Cina e dagli Stati Uniti. Stabili da Emirati Arabi Uniti e dai Paesi Europei. Non c’è stato il boom di visitatori, più o meno in linea con l’edizione del settembre 2017.

Il Salone ha registrato 1500 buyer, selezionati in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico attraverso l’Ice (Agenzia per l’Internazionalizzazione delle imprese italiane) e in stretto coordinamento con Confindustria Federorafi.

Siamo moderatamente soddisfatti del numero e della qualità dei visitatori”. Non si sbilancia Barberis, che però offre collaborazione: “Si è aperto ormai un dialogo stretto tra la nostra Associazione e la direzione della fiera per concordare i prossimi passi rivolti a far diventare il Salone vicentino sempre più un appuntamento decisivo nel panorama fieristico internazionale”.

Persa la fiera a Valenza - in tutti i sensi, visto che Piemonte Expo è stata venduta a Damiani - non resta che allearsi con il concorrente storico, nel settore ancora più fiorente di tutta la provincia. L’export della gioielleria traina ancora l’economia locale, anche se la maggior parte finisce all’estero.
1/10/2018







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