Editoriale

25 novembre, proteggi tutti i deboli

Cosa unisce lo scampato pericolo di alluvione e la violenza sulle donne? La protezione. Bisogna proteggere gli altri quando si è “forti” perché ognuno di noi si trova tra i “deboli” in alcuni momenti della vita

 EDITORIALE - Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il 25 novembre scorso è stata anche una giornata di emergenza maltempo, con il rischio che i nostri fiumi ci riportassero a quella tragica notte del 6 novembre 1994.
Cosa unisce i grossi temi di cui parliamo in questa edizione? La protezione.

Da una parte si racconta di un Sindaco, quello di Alessandria, che ha preso la decisione saggia e difficile di mobilitare le forze dell’ordine per allertare ed evacuare una parte di città in pochissime ore. Proteggere i propri cittadini mentre, ignari di ogni pericolo, stanno passando un tranquillo venerdì sera di riposo è quello che ci si aspetta da istituzioni presenti e informate. E’ così che si doveva fare. Ora qualcuno deve studiare quello che è accaduto e proteggerci con interventi di prevenzione per il futuro.

Dall’altra, parliamo della violenza sulle donne e di come molte di queste violenze avvengono per mano di persone vicine, di “fiducia”. Non mi vengono in mente cose più schifose e tristi della violenza subita da qualcuno che si affidava alla protezione del suo carnefice. Gli affetti dovrebbero essere protezione, intimità spensierata, ed è disgustoso quando diventano spazio di presunta impunità e assenza di limiti allo sfogo di frustrazioni e disagio. Cambiare questo atteggiamento, che rivediamo in generale nei confronti di altri “deboli” (bambini, poveri, immigrati…), è una sfida per tutta la società.

Insomma, bisogna proteggere gli altri quando si è “forti” perché ognuno di noi si trova tra i “deboli” in alcuni momenti della vita.

 
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28/11/2016







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