Editoriale

La svolta verde attesa da tempo

Quando ci muoviamo per turismo, non possiamo non apprezzare quei luoghi che riescono a valorizzare il verde. E da noi? Un po’ di cose belle si stanno muovendo. Che sia la volta buona?

EDITORIALE - Le città verdi sono città più belle. Le città verdi sono città più felici. Le città verdi sono città più vivibili e serene, in cui si lavora meglio perché ci si rilassa corpo e mente. Chi può contestare queste affermazioni? Quando ci muoviamo per turismo, specie tra la primavera e l’autunno, non possiamo non apprezzare quei luoghi che riescono a valorizzare il verde, inserendolo in contesti urbani con sapienza e delicatezza. E’ un colore è universalmente ritenuto simbolo di speranza ma, a ben guardarci dentro, le sfumature sono molte di più. C’è il verde sociale per incontrarsi, fatto di parchi per adulti e bambini, aree gioco per i cagnolini, un gelato in un chioschetto. C’è il verde culturale, vicino o dentro a luoghi storici che ti fa rilassare e apprezzare di più una visita ad un museo o ad un palazzo. C’è il verde estetico, che magari non puoi calpestare ma che ti accompagna con armonia al lavoro o a scuola. La nostra provincia è ricca di tante tonalità di verde ma sono le nostre città o cittadine a non brillare per presenza di alberi, prati e aiuole. Per stringere lo sguardo sul capoluogo, tuttavia, qualche movimento c’è. Cadono gli ecomostri dei giardini della stazione, cartolina della città ormai sbiadita da anni. Si annunciano interventi faraonici sulla Cittadella e si comincia a lavorare sul forte Acqui, polmone del quartiere Cristo. Si sviluppano progetti con i giovani sulle aree minori come i giardini di Via Cavour e il Parco Carrà. Che sia la volta buona per l’attesissima svolta verde?


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27/03/2017
Alessio Del Sarto - direttore@alessandrianews.it







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