Editoriale

Siamo un posto sicuro. Fino a quando?

Ogni Paese ha i suoi problemi e la sua percezione particolare sul tema della sicurezza ma è oggettivo che qui da noi regni ancora una pace sociale. Fino a quando e come si reggerà, mentre media tendono spesso ad enfatizzare episodi di malavita marginali e alcune parti politiche li cavalcano con colpevole ostinazione?

EDITORIALE - Un amico del Costa Rica, qualche anno fa, mi colpì con queste frasi: “Voi europei non vi rendete conto della fortuna che avete. Potete girare ovunque sul vostro territorio senza paura di essere uccisi o derubati. Ci sono quartieri, da noi, in cui non è un rischio ma una certezza quella di essere esposti a violenza”. Affermato da uno che abita in un Paese demilitarizzato per legge e che viene indicato al primo posto, da decenni, come qualità della vita e felicità della popolazione, deve far riflettere.

Ogni Paese ha i suoi problemi e la sua percezione particolare sul tema della sicurezza ma è oggettivo che qui da noi regni ancora una pace sociale decisamente - a volte incredibilmente - alta. Se questo è valido per l’Italia, ancor più si può applicare alla nostra tranquilla provincia.

E’ necessaria, però, una considerazione in senso opposto. Nonostante i dati delle forze dell’ordine, da anni, evidenzino reati stabili o in calo, l’impressione è che la pentola stia bollendo e che il coperchio stia per saltare. I media tendono spesso ad enfatizzare episodi di malavita marginali e alcune parti politiche li cavalcano con colpevole ostinazione.

Se uniamo questo ad una difficoltà crescente dei portafogli della gente, non è difficile ipotizzare che, a meno di cambi repentini di condizione, la tranquillità sociale possa venir meno. Chi si trova spalle al muro, si può muovere solo in una direzione e non sempre è quella giusta. Scongiurare tutto ciò è possibile ma richiede un’attenzione agli “ultimi” che non si vede espressa in nessun movimento consistente. Fino a quando e come si reggerà?
Alessio Del Sarto

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27/02/2017
Alessio Del Sarto - direttore@alessandrianews.it







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