Alessandria

Innovazione in città? "Ma se ci mancano i soldi per la vernice dei posti disabili..."

In esclusiva per AlessandriaNews.it la seconda parte dell'intervista all'assessore Ferralasco sui temi dell'edilizia, dell'urbanistica, delle infrastrutture e della logistica a supporto delle aziende, dello scalo ferroviario, delle energie rinnovabili e della Cittadella. La domanda è sempre la stessa: cos'è stato fatto finora?

ALESSANDRIA - Dopo la verifica del programma di mandato sui temi della viabilità, della mobilità sostenibile e dei progetti "smart" per la città, proponiamo oggi la seconda parte dell'intervista con l'assessore Marcello Ferralasco, "tecnico" della giunta guidata dal sindaco Rita Rossa con moltissime competenze "di peso" raccolte fra le sue deleghe. Lunedì il nostro approfondimento proseguirà con il punto della situazione insieme all'assessore all'aggregazione sociale e protezione civile Gianni Ivaldi. 

Assessore Ferrlasco, iniziamo questa seconda parte di verifica sul programma di mandato presentato a settembre 2012 affrontando il tema dei "piani urbanistici di integrazione sociale, da attuare utilizzando l’edilizia economico popolare". A che punto siamo? Quello della casa è, in tempo di crisi, un tema particolarmente delicato e sentito da molti... 

Atti di pianificazione sul tema della casa sostanzialmente non ce ne sono, a meno che non fossero precedenti a noi. Il problema dell'abitazione è enorme, se non si interviene è perché qualsiasi azione di questo genere richiede risorse importanti che oggi proprio non ci sono. Inutile scrivere progetti sulla sabbia. 
Questo non vuol dire che non sia un punto molto importante, anzi, lo è oggi forse ancor più che in passato. Singole azioni sono state intraprese quando possibile, in accordo con l’Atc, ma avere un piano complessivo sul tema è ovvio che sia un altro discorso.
 

Un altro paragrafo importante del programma di mandato riguarda la “ricollocazione di alcune funzioni di pregio, oggi insediate in strutture non adeguate (Tribunale, Ospedali, Carcere), che può diventare un’opportunità straordinaria di riqualificazione del centro storico e di ottimizzazione negli assetti delle funzioni pubbliche”. Cosa è già stato fatto in questa direzione? 
Per quel che riguarda il Tribunale quest’anno si è soprattutto fatto fronte all’emergenza legata all’accorpamento delle funzioni con le realtà di Tortona ed Acqui Terme. I lavori di risistemazione interna dell’area del Tribunale sono finiti da poco mentre stanno proseguendo quelli nell’edificio di proprietà comunale in piazzetta Bini, dove saranno collocate alcune funzioni sempre del Tribunale. Questa è la soluzione temporanea: la soluzione di scenario resta quella già configurata, a regime la collocazione del Tribunale dovrebbe essere nella caserma Valfré. A livello strategico lì dovrebbero essere trasferiti anche l’archivio di Stato e alcune parti dell’Università (mentre una porzione sarà adibita a un’attività commerciale ndr). Sull’Ospedale è un tema ancora tutto da affrontare, così come quello del Carcere. Di fatto non c’è ancora nulla di concreto. 


Passiamo allora a un altro tema che ricorre in più passaggi nel programma presentato a settembre 2012: la realizzazione del grande parco urbano intitolato a Gandhi e la valorizzazione delle sponde fluviali. Com'è stato utilizzato questo primo anno? 

Quella del parco è una storia ventennale. Era nei programmi elettorali già nel 1990. Fino ad oggi, obiettivamente, non è una cosa che si possa pensare di mettere nel mirino. 


Parliamo allora dell'"uso del territorio da orientare al più alto risparmio, favorendo politiche di recupero e qualificazione delle aree urbanizzare rispetto, invece, alla scelta di continuare a sollecitare politiche espansive". Quello della salvaguardia del territorio è stato un tema già difeso a più riprese in campagna elettorale...  

Il mercato, vista la crisi, si sta già in parte autoregolando in questa direzione, perché ci sono sempre meno risorse per costruire. Occuparci della pianificazione vuol dire comunque passare necessariamente da uno strumento preciso, che è la revisione generale del Piano Regolatore. Per farlo servono circa 400-500 mila euro, che ovviamente non ci sono. Io credo che si potrà cominciare a parlarne nel 2014. Oggi non c’è e quindi ancora valgono le previsioni dell’attuale Piano Regolatore. L’obiettivo è senza dubbio quello, di porre una grande attenzione a limitare il consumo di territorio, ma senza lo strumento specifico, molto impegnativo in termini economici e temporali, non è possibile pensare a un avvio dei lavori.

E per “i nodi delle infrastrutture a sostegno dell’innovazione?” Nel programma di mandato si parla di “estensione delle reti di fibra, infrastrutture per la logistica, centri di ricerca, come opportunità da ricollocare nelle priorità d’intervento per accrescere la competitività dell’offerta d’insediamento territoriale”, A che punto siamo, visto e considerato che erano stati indicati come priorità? 
Siamo al punto che oggi non riusciamo a fare quattro metri di striscia gialla per i posteggi per i disabili perché, letteralmente, non abbiamo i soldi per comprare la vernice. La realtà è questa, inutile girarci intorno. Detto questo, parlando di infrastrutturazione relativamente alla fibra ottica, possiamo fare due aggiornamenti: da un lato stiamo, senza spettacolarizzare la cosa e probabilmente sbagliando a non dare il giusto risalto alla comunicazione, con Telecom, infrastrutturando con fibra ottica di ultima generazione tutto il centro urbano, quasi tutta l’area compresa fra gli spalti. Nel 2014 Telecom ha in programma di estendere i lavori a quasi tutto il quartiere Pista ed Europa e a buona parte del Cristo. E’ un intervento molto forte. Rispetto alle aree suburbane come sono quelle industriali (come la zona D5) il discorso è invece molto più complesso perché ha dei costi molto forti rispetto alla potenziale utenza commerciale. C’è poi il completamento di un anello di fibra ottica al servizio delle strutture pubbliche in senso lato, come Università, Forze dell’Ordine, enti territoriali e uffici del Comune, che speriamo di completare a breve, magari anche grazie a una piccola parte dei fondi dedicati al Pisu, visto che la parte mancante passa proprio da Borgo Rovereto.

Sul rilancio dello scalo ferroviario e della logistica invece? Nel programma si è fissato l’obiettivo di “rivisitare le problematiche connesse con la logistica e i flussi di merci facendo sì che le aziende siano attratte sul nostro territorio da servizi qualitativi piuttosto che da incentivi fiscali”. E fare tutto questo, come rimarcato più volte nel programma, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale...
Il discorso della logistica è, se possibile, ancor più complesso, perché non dipende, se non in minima parte, da scelte territoriali nostre.

Vero, ovviamente, ma parliamo almeno di quanto è nella disponibilità del Comune e che è stato inserito nel programma...
Noi la nostra parte la stiamo facendo. Abbiamo avuto diversi contatti con “Fs Logistica”, che è il proprietario di gran parte del nostro scalo ferroviario. Il problema è che per rilanciare quell'area servono necessariamente alcune compartecipazioni che sono invece venute meno. La principale sarebbe quella della Regione, con un finanziamento di 6-7 milioni di euro che sarebbe dovuto servire per collegare in maniera adeguata il nostro scalo con la tangenziale. Al momento le due vie non hanno un vero sistema di comunicazione e quei soldi per volontà della Regione hanno preso altre strade e per noi sono scomparsi. Le esigenze di spazi logistici però, che dieci anni fa sembravano la frontiera verso cui mirare, sono mutate rapidamente e sono oggi molto ridimensionate. Noi siamo di fronte a una domanda che cala in modo marcato, le risorse che sono venute meno, ed è chiaro che quindi la situazione sia di stallo. E’ questa la realtà. Il Comune quello che può fare lo sta comunque facendo. Abbiamo anche posto un piccolo segnalino concreto: è in corso di approvazione una variante parziale urbanistica “produttiva”, all’interno della quale è stata destinata anche una piccola area a nord dello scalo riferita alla logistica. E’ una zona piccola, qualche ettaro, perché allo stato attuale non avrebbe alcun senso metterne di più, ma c’è ed è un segnale della volontà del Comune. Ma per andare avanti servono contributi di altri e di ben altra natura e grandezza.

Uno degli ultimi capitoli che la riguarda è attinente al comparto energetico. Nel programma si legge: “promozione della riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati, promuovendo la diffusione di impianti di condizionamento e riscaldamento ad alta efficienza energetica. Promozione delle energie rinnovabili e azioni a sostegno dell’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici e privati". A cosa è servito questo primo anno? 
Posto che sul tema energico valgono le criticità riportate prima di competenza e riorganizzazione della struttura comunale, ma moltiplicate (nel senso che sulle politiche energetiche non esisteva e a tutt’oggi non esiste assolutamente nulla), qualcosa si sta comunque muovendo: ho avuto in questi giorni con l’Università e il Politecnico contatti per costituire un tavolo tecnico sui problemi energetici cittadini e per avere supporto in un’attività di diagnosi e, in futuro, progettualità rispetto all’efficientamento energetico di tutto il patrimonio edilizio comunale.

Per ora quindi siamo alla fase preliminare a quella di provare a organizzare un censimento. Giusto?
Sì corretto. Successivamente a questa, con un piano alla mano, andremo alla ricerca di fondi, anche a livello europeo, con progetti documentati, puntuali e realizzabili.

Torniamo in centro. Nel programma si parla di "Rilancio e valorizzazione" e di "riqualificazione dei tessuti edilizi degranti e insalubri". Qualcosa di già avviato?
Si possono fare tanti ragionamenti, ne dico due: per quel che riguarda interventi importanti di riqualificazione del centro storico, ci possono essere due strumenti. Uno è parziale e locale, veicolando risorse almeno nella zona di Borgo Rovereto attraverso il Pisu. Il secondo è che per ragionare di un vero incentivo a recuperare strutture nell’area storica bisogna passare da una modifica del piano regolatore. Quando un nuovo piano regolatore dirà che non è più possibile, o comunque è molto difficile, costruire nuovi edifici entro una certa area, è ovvio che gli interventi si concentreranno sul ripristino e la valorizzazione di quelli attuali. Questa è assolutamente la strada da seguire, ma sul quando è difficile dirlo. Speriamo dal 2014, anche se l’effetto sul centro secondo me lo si potrà vedere solo a più lunga gittata. C’è però un problema di riqualificazione molto grande, e ben più urgente: c’è un patrimonio di edilizia popolare comunale, la maggior parte del quale di recente acquisizione, perché prima demaniale, al villaggio Norberto Rosa (in fondo al Cristo, nella zona della scuola di Polizia ndr). Parliamo di un centinaio di unità abitative in condizioni di degrado gravissime sotto tutti i punti di vista: fisico, edilizio, sociale, perfino igienico, con diverse occupazioni abusive. E’ un problema enorme non ancora esploso ma che potrebbe essere dirompente. L’unica soluzione in questo caso è pensare in grande, perché in piccolo non avremo mai le risorse per affrontare la situazione. Lì bisognerà pensare a un’azione di riqualificazione urbana a tutto tondo, con il concorso sicuramente dell’Università, facendo un grande piano con il quale rivolgerci all’Unione Europea per ottenere fondi ingenti con i quali intervenire. Questo sarà necessariamente uno dei grandi progetti che un’Amministrazione, quale che sia, avrà obbligo di fare. E andrà fatto rapidamente. Ad oggi su questo tema così delicato non abbiamo fatto nulla perché il passaggio di competenza al Comune è avvenuto appena pochi mesi fa.

Abbiamo quasi finito la verifica puntuale del documento programmatico per quel che riguarda gli obiettivi di sua competenza: nel piano di mandato si parla di “individuazione di parcheggi multipiano”. C’è qualche progetto specifico?
Servono soldi e non li abbiamo. Non c’è altro da aggiungere. Ci sono solo ragionamenti in corso.

E sulla “valorizzazione delle specificità dei sobborghi e dei quartieri periferici?”
Direi come sopra.

E su "la salvaguardia delle aree collinari e la sicurezza idrogeologica"?
E' un tema che rientra nel piano regolatore, e quindi vale il discorso fatto prima. Non ci sono altri strumenti. E quindi, forse, verranno riaffrontati l'anno prossimo. Ma molto è già stato fatto. 

Chiudiamo allora con il riutilizzo delle ex aree demaniali disponibili: della Caserma Valfrè si è già detto, qual è la situazione sulla Cittadella? A fine settembre, tra pochi giorni, si saprà se resterà in gestione al Comune o tornerà sotto il completo contro del demanio...
L’unica azione realizzata per la tutela della Cittadella è stata quella di imporre un vincolo molto forte di tutela sulle aree esterne della fortezza, peraltro trovando grande plauso da parte della Soprintendenza di Torino, che sono di nostra diretta competenza. Questo, se non altro, per limitare il continuo deterioramento della parte esterna della Cittadella, che veniva pezzo pezzo erosa dai vari insediamenti di diverso tipo. Sul resto lo scenario è tutto da costruire. La proprietà è del demanio. La convenzione che abbiamo fino al 30 settembre è molto delicata: noi ad oggi siamo responsabili della manutenzione ordinaria e straordinaria, e abbiamo la responsabilità di custodia, che vuol dire che chiunque entri ed eventualmente si faccia male ne rispondiamo noi. Vedremo cosa succederà a partire da ottobre. E' ovvio, anche in questo caso, che le sole forze comunali non siano sufficienti per pianificazioni importanti come quelle che la struttura richiede. 
27/09/2013







blog comments powered by Disqus


A quale candidato sei più vicino? Completa il test per scoprirlo

Alessandria | Abbiamo selezionato 10 quesiti particolarmente "caldi" di questa campagna elettorale e li abbiamo posti ai diversi candidati. Ora proponiamo a te lo stesso test: rispondi liberamente (è anonimo) e poi compara le tue scelte con quelle dei diversi aspiranti sindaco. Qual è il candidato che più ti rappresenta?

ATM: com’è cambiato il trasporto pubblico locale?

Alessandria | Con l’intensificarsi dei blocchi anti-inquinamento e l’imminente presentazione da parte dell’Amministrazione di un piano per costruire una vera Ztl in città è bene analizzare alcuni dati relativi al servizio di trasporto pubblico, che sempre meno persone utilizzano ma che probabilmente tanti proveranno a riscoprire in futuro

Movida in provincia: la notte è nera

Inchiesta | Chi non frequenza il mondo della notte e dei locali spesso non può immaginare cosa voglia dire rinunciare a una parte della propria vita più ordinaria per reinventarsi in una dimensione con tempi e regole speciali. Ecco le testimonianze di chi lavora negli ambienti dove vanno a diversi i nostri figli

Migrantes

Opinioni | Immigrazione, problema e opportunità. Da dove partire? Persone: forse dovremmo cominciare a chiamarle semplicemente così, in luogo di “extra-comunitari” o anche solo “emigranti”, anche per ricordarci che prima di essere un “problema”, sono esseri umani

Cittadella in degrado: autobus e pulmino abbandonati. Fra i rifiuti anche l'amianto?

Alessandria | All'interno della Cittadella si trovano, nei cunicoli, rifiuti di ogni genere, compresi elettrodomestici e televisori. Ma è nel fossato che gli abbandoni incontrollati raggiungono il culmine: un vecchio pulmino, una grande corriera e lastre assai sospette che hanno tutta l'aria di essere amianto...