Alessandria

Ivaldi: "la sicurezza sociale? Passa da esercizi commerciali e volontariato"

Prosegue il percorso di approfondimento avviato da AlessandriaNews.it sulla verifica del programma di mandato della giunta guidata da Rita Rossa. Con l'assessore Gianni Ivaldi verifichiamo lo stato di avanzamento lavori sui temi della sicurezza sociale, dell'aggregazione e del volontariato

ALESSANDRIA - Dopo l'incontro con l'assessore Marica Barrera e il primo e secondo appuntamento con Marcello Ferralasco, proseguono i nostri appuntamenti di approfondimento con i membri della giunta di Rita Rossa sul programma di mandato presentato a settembre 2012. Oggi, lunedì 30 settembre, è la volta di Gianni Ivaldi, assessore all'aggregazione sociale e protezione civile, con le deleghe specifiche a Polizia Municipale, Volontariato, Associazionismo, Promozione dell'aggregazione sociale (e dei Centri Comunali), politiche di promozione sportiva, Protezione Civile, Welfare animale e Processi di innovazione partecipata.

Assessore Ivaldi, partiamo dal cuore delle sue deleghe, cioè quanto riportato dal programma di mandato con l'obiettivo di "Promuovere risposte di sistema capaci di pilotare le politiche di risanamento ma soprattutto di accrescere o salvaguardare i livelli di protezione sociale esistenti e di agire con efficacia per partecipare ad attuare politiche di sviluppo". Come vi siete mossi in questo primo anno? 
Anche io, come i miei colleghi, mi sento in dovere di fare una piccola premessa. Un amministratore, specie in un momento così delicato come quello del dissesto cittadino, deve essere in grado di mettere insieme le diverse risorse umane e del territorio e costruire un terreno fertile per produrre ricchezza, pur partendo da zero risorse a disposizione. Nel programma di mandato c’era l’idea forte di promuovere un nuovo protagonismo sociale: la prima cosa che ho fatto è stata quindi quella di reintrodurre la consulta del volontariato. Questo importantissimo organo era stata istituito, proprio da me, anni fa, ai tempi della giunta Scagni, direi con buoni risultati. Durante il periodo dell'amministrazione successiva (con la giunta guidata da Piercarlo Fabbio ndr) si era ritenuto non fosse più necessario convocarla. Io penso però che la consulta, raccogliendo oltre 300 associazioni cittadine, possa consentire a ciascuna di esse di andare oltre il proprio compito e la propria "mission" di associazione, regalandole una visione più ampia e offrendole la possibilità di confrontarsi con le altre realtà presenti sul territorio. Allo stesso tempo, la Consulta è un interlocutore importante per le istituzioni sia per conoscere meglio quella che è la realtà vera e i bisogni del territorio, cogliendo l'esperienza concreta di chi opera quotidianamente in città, sia consentendo di creare progetti più condivisi e partecipati.

Quando è stata riconvocata per la prima volta la Consulta? Dove si è tenuto l’incontro e chi vi ha partecipato?
Ci siamo rivisti la prima volta a dicembre dell'anno scorso: la Consulta ha la sua sede in Comune e l'incontro ha coinvolto tutte le 300 associazioni, che si ripartiscono poi in 4 macro gruppi: sociale, ambientale, culturale e sportivo. Dopo l'incontro plenario sono quindi seguiti lavori specifici nei diversi sottoinsiemi. 

In concreto a cosa hanno portato questi incontri finora?
Con il gruppo dedicato all'ambito sociale ci siamo occupati soprattutto di fare il punto della situazione, consultando i soggetti istituzionali presenti in città: ci sono stati colloqui con il Cissaca per esempio, cercando di individuare progetti da realizzare.

Possiamo fare qualche esempio concreto?
In particolare ci siamo dedicati a progetti legati agli anziani, cercando di agevolare la domiciliarità rispetto alla permanenza in strutture come le case residenziali. L’anziano se ha la possibilità di rimanere nel proprio ambiente ovviamente migliora la qualità della sua vita. In questo caso si sta lavorando per coordinare volontari affidabili che possano andare a trovare regolarmente a casa gli anziani che vivono da soli: anche solo verificare che stiano bene e riuscire a fare loro compagnia sarebbe un grande risultato.

Quindi questo primo anno è servito per individuare progetti da portare avanti, giusto? C’è qualche attività che è già stata avviata?
I diversi progetti li stiamo costruendo. Ci vuole un po’ di tempo per organizzare attività di questo tipo e di mezzo c’è stata anche la pausa estiva. Un altro piano sul quale stiamo lavorando è quello di ottenere due borse lavoro per coinvolgere maggiormente i cittadini stranieri che hanno problemi a scuola. L’idea è quella di organizzare corsi di lingue nei centri comunali. Questo anche nell’ottica di favorirne sempre più l’integrazione, anche se non si tratta direttamente di una mia competenza, però è ovvio che quando si parla di sociale la comunità vada intesa nel suo insieme.

E sul tema dell’ambiente?
Un altro progetto che vogliamo sviluppare è per la situazione dei giardini pubblici di fronte alla stazione. Abbiamo pensato di coinvolgere persone che abbiamo una specializzazione come “formatori di strada” per spenderli nella valorizzazione dei giardini, così da incentivare la frequentazione dell'area dalle famiglie e dagli alessandrini. Un tempo i giardini della stazione erano un luogo sicuro, adatto a tutti, ora, almeno la sera, non lo sono più. Rianimare i giardini vuol poi dire consentire anche alle persone meno abbienti, stranieri o italiani che siano, di godere dell’opportunità di riconquistare degli spazi pubblici e di farlo attraverso borse lavoro messe a disposizione dal Cissaca, così da offrire anche lavoro per qualcuno che sia competente e abbia buona volontà. Lavorare per riempire di iniziative i giardini e tenerli ordinati ci sembra sia la strada giusta per il loro recupero. Ma non ci siamo fermati qui, e abbiamo avviato finora ragionamenti anche sulla Cittadella e gli altri beni culturali che la città offre. Siamo in fase esplorativa ma il lavoro prosegue. 

Nel programma di mandato si fa spesso riferimento al legame fra aggregazione sociale e sicurezza diffusa. Ci sono progetti specifici in questa direzione? 
In effetti, per me il tema dell'ambiente e della cooperazione con le associazioni del territorio si lega a filo doppio con quello della sicurezza sociale. Dove c'è degrado è più facile che attecchiscano anche altri problemi. Fra i progetti già avviati abbiamo istituito, giusto per fare un esempio, un concorso fotografico aperto a tutte le associazione dove si chiede di inviare scatti che testimonino il legame fra sicurezza e ambiente di lavoro. 

E per gli altri ambiti? Sul piano culturale è già stato realizzato qualcosa di concreto?
Abbiamo già organizzato percorsi turistici, di aggregazione e di valorizzazione dei sobborghi, promuovendo anche l'utilizzo della bicicletta. Penso all'iniziativa svolta a Villa del Foro, ma non è stata l'unico esempio.

E in ambito sportivo? Cosa è stato realizzato in questo primo anno?
Abbiamo organizzato e realizzato già diverse iniziative: dal progetto "Scuola in Movimento", realizzato sempre grazie all’attenzione della Consulta, all’iniziativa per festeggiare la nostra Valeria Straneo, alla festa dello sport svolta in Cittadella, per la quale abbiamo offerto un contributo di partecipazione. Per fortuna le iniziative realizzate, in tutti e quattro gli ambiti nei quali si sviluppa il lavoro della Consulta, sono già state tantissime ed è materialmente impossibile elencarle tutte. Lavoriamo a costo zero ma quando si aggregano persone di buona volontà i progetti possono essere realizzati lo stesso. Se devo citare almeno un altro esempio concreto penso all'iniziativa dello "Sport in piazza", realizzata insieme alla Confesercenti. Queste occasioni permettono, fra l'altro, alle associazioni e alle realtà sportive di conoscersi e collaborare insieme, risultando così doppiamente virtuose. Io penso che le nostre strutture per lo sport debbano essere fruite il più possibile, anche offrendole a modico prezzo. Non sono per una soluzione completamente gratuita, perché bisogna imparare a dare valore alle cose. Se i cittadini però non conoscono le nostre strutture sportive è un problema nostro, che dobbiamo essere capaci di superare. Penso per esempio alle persone con disabilità, che grazie a un progetto appena avviato potranno frequentare il Campo Scuola a un prezzo calmierato. 

Torniamo al tema della Sicurezza sociale e della Polizia municipale: quali sono i progetti già realizzati per rendere la città più sicura? 
Come dicevo prima, il principio cardine per noi è costituito dall'aggregazione e dall'impegno civile. Lo dico anche ricordando la mia delega alla protezione civile: si tratta di un impegno da attivare in caso di emergenza, ma anche di un lavoro costante sul territorio per mantenere attive le reti che fanno sicurezza. Il risultato secondo me è un miglioramento della qualità della vita e dell'ordine pubblico complessivo. Sul tema specifico ho preparato un piano di sicurezza urbana che parte dalla valorizzazione degli spazi pubblici e che ho già presentato in Giunta. Il progetto coinvolgerà tutte le realtà portatrici di interesse, come i commercianti, e partirà proprio dalla valorizzazione dello spazio antistante la stazione, come dicevo in precedenza, anche se non si fermerà solo a quello. Abbiamo già costituito un gruppo, gli “Amici della stazione”, che parte della storia di questi spazi, e raccoglie alcune progettualità su quello che vorremmo ridiventassero, partendo dal presupposto che oggi sono un pessimo biglietto da visita per chi arriva ad Alessandria, oltre che un luogo non sempre sicuro, con tanti problemi e dalla cittadinanza considerato spesso un corpo estraneo. Altrove non è così: ai giardini cittadini ci si porta una coperta e si passa il tempo coricati con famiglia e amici. Diciamo che noi non vogliamo far parte della schiera di persone che giocano la carta dell’allarmismo per fomentare un certo tipo di paura nella cittadinanza e poi incassare voti, ma non possiamo neppure permetterci di voltarci dall’altra parte per non guardare in faccia i problemi quando ci sono.

Quali altri progetti sono già stati avviati in tema di sicurezza?
Con le scuole abbiamo avviato un lavoro legato alla sicurezza stradale: non è ancora concretamente partito ma entrerà presto nella sua fase operativa, al Liceo Scientifico Galilei. Il lavoro si svolgerà in collaborazione con l'associazione Aprova, che mette in rete tutte le associazioni raccolte sotto la sigla "Regala un sorriso" e i familiari dell’Associazione Vittime della strada, insieme con le realtà che si occupano di guida sicura, le Forze dell’Ordine e il Sert. Vorrei ricordare come esista un Piano sulla sicurezza urbana presentato prima delle vacanza costruito sul modello di quello di Modena. Lì si parla di sicurezza formale ma anche informale, da costruire con il volontariato e l'associazionismo. All'Acquedotto Borsalino sta nascendo un gruppo di aggregazione proprio con lo scopo di studiare la riqualificazione degli spazi in città. 

Sempre in tema di aggregazione, facciamo qualche esempio di iniziative già svolte? 
Sono già state tantissime, e per questo devo ringraziare i miei collaboratori, anche perché, ci tengo a ribadirlo, visto il momento così difficile, sono state tutte a costo zero per l'Amministrazione. Le ultime in ordine cronologico sono state quelle alla Sinagoga di Alessandria e l'incontro dedicato dei Cori svoltosi al Conservatorio Vivaldi, ma davvero non si possono citare tutte. L'affluenza che però hanno registrato testimonia quanto siano vissute positivamente dalla città. Il 10, l’11 e il 12 ottobre avremo invece gli incontri dedicati al compositore Giuseppe Verdi, e incentrati sulle sue passioni: la buona tavola, la politica e la musica.

Parliamo dei processi di 'innovazione nella promozione partecipata". Nel programma di mandato si parlava della creazione di una rete che consenta ai cittadini e alle associazioni di prendere parte alle scelte del Comune, di fare segnalazioni e ottenere servizi telematici d'avanguardia. A che punto siamo? 
Questa è una competenza diffusa fra i diversi assessorati, che finisce per coinvolgere un po’ di tutti e un po' nessuno. Personalmente penso che qualsiasi cosa innovativa se si possa fare in maniera efficiente vada fatta. La comunicazione per me è la base, anche se poi serve ovviamente la sostanza per riempire la comunazione di contenuti. Ma è importante lavorare e poi anche far conoscere ciò che si fa.

Certamente. Ma nello specifico sui progetti innovativi e i social network cosa c’è?
Abbiamo lavorato in particolar modo sullo sviluppo del wifi libero in città, con un progetto pilota che riguarda piazza della Libertà e stiamo verificando proprio in questi giorni il livello del segnale così da partire, probabilmente dal prossimo mese, con la pubblicità. Sono consapevole che ci debba essere un'aggregazione reale ma anche virtuale. Il wifi diffuso e la banda larga ovviamente sono strumenti che vanno messi a disposizione della città e che possono fungere da volano per in futuro servizi più complessi e volti allo sviluppo. Finché ho avuto la delega alla Smart City, poi passata all'assessore Ferralasco, ho organizzato un importante convegno dedicato alle pratiche intelligenti da attuare in città, prendendo esempio da realtà ben più avanti di noi, come Genova. 
A proposito di innovazione, noi puntiamo anche a migliorare l’interazione uomo-animale. Proprio in questi giorni inaugureremo la stanza in Ospedale che consentirà ai pazienti di ricevere le visite anche dei propri animali domestici. E poi ovviamente stiamo lavorando all’ordinanza sui circhi, che per noi resta una battaglia importante. C’è stato un primo capitolo già svolto, ma la vicenda per noi non è conclusa.

Assessore, chiudiamo parlando dell'esperienza degli Orti per anziani e della valorizzazione dei sobborghi. Nel programma di mandato si parlava di un'estensione del progetto ad altre aree. Cosa è stato fatto in questo primo anno? 
Estendere l'esperienza degli Orti per anziani ad altre aree resta un progetto che abbiamo nel mirino: ho fatto un progetto e ho chiesto che venissimo individuate altre aree disponibili, alcune delle quali sono già state scelte, come quella del Forte Acqui. Il problema però è il costo del pozzo che va realizzato per avviare gli orti sociali. Stiamo parlando di un costo di 10 mila euro, che cercheremo fra finanziatori privati e attività di raccolta fondi. Estendere progetti come quello degli Orti è un altro modo per ragionare di sicurezza e integrazione sociale. Io penso che, vista la scarsità di risorse a disposizione, sia questa la via da seguire: insediare attività vuol dire anche presidiare il territorio, renderlo vivo e di conseguenza più sicuro. Un esempio cittadino potrebbe essere legato ai giardini Pittaluga. Si è parlato più volte del loro degrato: la soluzione potrebbe essere, lì come altrove, fare una gara d'appalto e offrire lo spazio a prezzi agevolati perché vi si insedi un bar, una pasticceria o un'attività simile, scegliendo quella che offre il progetto di riqualificazione dell'area più convicente: in cambio di un luogo di prestigio l'attività commerciale potrebbe garantire il taglio dell'erba, attività culturali e di animazione, il mantenimento del decoro urbano e consentirebbe all'area di tornare frequentata dai cittadini, venendo di fatto restituita alla città. 
30/09/2013







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