Alessandria

"Assalamu alaikum" e musulmani entrano a Messa a Santa Maria di Castello

Raccogliendo l'appello dei musulmani francesi anche tantissimi credenti italiani di fede islamica domenica si sono recati a Messa per manifestare cordoglio alla comunità cattolica dopo la barbara uccisione di padre Jacques avvenuta a Ruen. In città i Giovani Musulmani hanno scelto Santa Maria di Castello. Ecco com'è andata

ALESSANDRIA - "Assalamu alaikum: che la Pace sia su di voi e su tutti noi". Con questo  appello è  iniziato il saluto portato dai rappresentanti dei Giovani Musulmani alessandrini che hanno raccolto l'appello dei musulmani francesi a partecipare domenica scorsa alla Messa, in segno di rispetto e compartecipazione al dolore per la barbara uccisione di padre Jacques Hamel, avvenuta a Rouen per mano di sedicenti fondamentalisti islamici. 

L'iniziativa, rilanciata in Italia dalla Coreis, la Comunità religiosa islamica italiana, ha visto la partecipazione su tutto il territorio nazionale di circa 23 mila uomini e donne di fede islamica. 

Ad Alessandria l'appello è stato colto in particolare dai Giovani Musulmani, organizzazione presente un po' in tutta Italia nata con l'obiettivo di sostenere il "messaggio d'amore e di convivenza pacifica che l'Islam autentico porta con sé". E così la comunità alessandrina ha accolto una rappresentenza domenica 31 luglio alla Messa tenuta a Santa Maria di Castello da don Valerio, che ha accolto i giovani musulmani per un saluto e per il rito. 

"Siamo davvero onorati di poter partecipare insieme a voi alla Messa domenicale - ha esordito la giovane Hajar, portavoce del gruppo alessandrino - Siamo venuti per darvi una mano. Una mano di pace, amore, fratellanza e solidarietá. Non è il momento di dividerci, di odiarci, di combatterci bensí di amarci e conoscerci reciprocamente. Se loro semineranno odio noi pianteremo amore. Se loro costruiranno muri noi li abbatteremo e realizzeremo ponti di unione. L'umanitá è come una catena: se un singolo anello si rompe, tutta la catena ne risente. Vi ringrazio nuovamente per averci accolto nel migliore dei modi. Vi porgo un saluto di pace e amore auspicando che questo sia solo l'inizio di un lungo e costante cammino di conoscenza e dialogo. Buona giornata". 

Don Valerio, parroco di Santa Maria di Castello, ha subito colto l'appello dei Giovani Musulmani, aprendo loro le porte della chiesa e della Messa: "è stata una visita molto semplice e cordiale - racconta - che mi ha fatto piacere anche perché era già mio desiderio che ci fosse una loro presenza e un incontro nelle prossime settimane. Mi ha colpito ciò che hanno detto perché hanno dimostrato di aver capito quanto soffra una comunità quando un suo fratello viene ucciso, come capitato per padre Jacques. E' stato un bel segno di solidarietà: siamo tutti nella stessa famiglia, loro hanno proposto questo messaggio breve e accorato e i fedeli presenti hanno risposto con un applauso. Poi i ragazzi si sono seduti e hanno assistito a quasi tutta la messa, prima di andare via perché li attendeva un incontro in un'altra comunità".

Quello di domenica potrebbe essere solo il primo di una serie di successivi incontri di conoscenza e dialogo fra le due comunità alessandrine, quella crisitiana e quella musulmana: "La nostra disponibilità sicuramente c'è - conferma don Valerio - e non sarebbe poi una novità. Quando il Santo Padre va in visita in grandi nazioni straniere capita spesso ci siano incontri con Imam a capo di quelle comunità. Ciò che serve è costruire un dialogo anche nel piccolo delle nostre realtà, è dalla conoscenza e dall'incontro che può nascere il futuro di pace che tutti noi, congiuntamente, auspichiamo".  

Assalamu alaikum - il diverso fa paura
"Assalamu alaikum" è l'equivalente della nostra espressione "che la pace sia con voi", saluto augurale di pace e rispetto reciproco. Per chi non conosce l'arabo il suono dell'espressione può spaventare, perché ormai la paura e la diffidenza ci portano spesso a temere frasi recitate in arabo, qualsiasi cosa dicano. Invece è necessario distinguere sempre, saper cogliere i messaggi, andar oltre la resistenza che qualcosa di diverso e "straniero" può generare in noi. Gesti come quello dei Giovani Musulmani dimostrano quanto sia esistente e concreto un Islam moderato, e per questo quanto vada sostenuto e aiutato a crescere, in un clima di pace e rispetto reciproco. L'alternativa, ottusa, è quella di rispondere a un saluto di pace ergendo muri indistinti, laddove c'è chi lavora per tessere ponti. Qual è la strada migliore da intraprendere?
 
Ecco di seguito il comunicato ufficiale che il coordinamento dei Giovani Musulmani ha diffuso a livello nazionale, e che è stato letto da Hajar congiuntamente al saluto sopra riportato. 
 

 
2/08/2016







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