Alessandria

Il Natale speciale in carcere: che festa quando entrano i bambini

Concerto in carcere per i detenuti di San Michele, grazie agli artisti del conservatorio Vivaldi di Alessandria, ma l'emozione più grande è stata l'esibizione dei bambini di una classe 5 dell'istituto comprensivo Galilei. "Iniziative come queste creano ponti fondamentali con l'esterno. La musica è libertà"

ALESSANDRIA - Il Natale si avvicina per tutti, anche per chi ha sbagliato e sta espiando la propria pena, in attesa di avere una seconda chance.  

Mercoledì 16 dicembre è stata però una giornata speciale per i detenuti della Casa di Reclusione di San Michele, abituati alla routine rigida imposta dalla detenzione: raccolti nel teatro interno alla struttura hanno potuto assistere al concerto di Natale, organizzato da Piero Sacchi e dai volontari che operano all'interno della struttura, insieme al personale del carcere e agli educatori.

Ad entrare per una mattina fra le mura del carcere sono stati alcuni artisti del Conservatorio Vivaldi di Alessandria (Alessandria Soro - voce, Brian Be Ioni - chitarra, Marcello Turcato - sax, Marcello Testa - contrabbasso, Luigi Scuri - batteria), che hanno offerto ai detenuti un concerto con un repertorio costruito su più generi, fra Jazz, Soul, Samba e Funk.

Tanti gli applausi ricevuti, ma le ovazioni più grandi sono andate ai bambini della classe quinta dell'Istituto Comprensivo Galilei, che hanno recitato alcuni racconti e intonato alcune melodie di Natale. "E' stato il regalo più grande - hanno commentato dalla Casa di Reclusione - perché in questo periodo di Festa la presenza dei bambini emoziona particolarmente i detenuti, che spesso hanno figli di pari età che possono vedere molto raramente. Portare la gioia del Natale, e un legame così forte con l'esterno, è importantissimo per tutti noi". 

Durante la mattina di festa, coronata con un buffet realizzato dal team di cuochi nato all'interno alla Casa di Reclusione, è stato presentato un primo bilancio, molto positivo, dell'esperienza legata al laboratorio di incisione e stampa organizzato in carcere, grazie all'impegno di Piero Sacchi e Valentina Biletta e ai fondi messi a disposizione dalla Fondazione Social. 
 
17/12/2015







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