Alessandria

Per "Unire le Sponde" si parte da scuola

Fra le iniziative correlate alla StrAlessandria c'è anche un'importante attività portava avanti da alcune associazioni cittadine per far conoscere i richiedenti asilo ospiti in città e gli studenti delle nostre scuole: "Attraverso la scoperta reciproca si abbattono facilmente pregiudizi e si impara a immedesimarsi nell'altro"

ALESSANDRIA - "Uniamo le Sponde" non è solo lo slogan della StrAlessandria di quest'anno, ma anche una serie di progetti concreti che hanno preso piede in città, anche grazie allo sforzo di alcune associazioni che si occupano di abbattare le barriere fra le persone, di accogliere chi scappa di guerra, miseria e maltrattamenti, aiutando anche chi vive qui a scoprire qualcosa in più di sé, attraverso il confronto e l'immedesimazione nell'altro. 

Paola Vigna, dell'Associazione Cambalache, racconta così l'esperienza che sta interessando alcune classi delle scuole cittadine, spinte ad accogliere per alcune ore un richiedente asilo, così da ascoltare direttamente dalla sua voce la storia del suo viaggio verso l'Italia, i suoi sogni, il passato e il suo presente. "La scorsa settimana ci siamo recati in una classe terza dell'istituto Saluzzo, e in due classi della primaria a Bettale (Spinetta Marengo).
Insieme a noi c'era Seku, un ragazzo di 21 anni nato in Mali e poi vissuto in Costa d’Avorio, che ha raccontato ai ragazzi le sue vicissitudini. Rimasto orfano a 10 anni, Seku ha vissuto da solo, facendo il meccanico in Costa d'Avorio, fino a quando nel 2011 è scappato dalla guerra, prima in Niger, poi Libia e poi Italia (1 anno e mezzo fa).
Non è mai andato a scuola e invece ora è felice di studiare, sta imparando a leggere e scrivere, a curare le api grazie al progetto Bee my Job e a inizio maggio inizierà il suo tirocinio lavorativo. Devo dire che in tutte e due le scuole - racconta Paola Vigna - c’è stata attenzione: i ragazzi più grandi, di 15-16 anni, sono apparsi toccati, hanno fatto tante domande, e anche i più piccoli, nelle classi delle elementari, hanno interagito con Seku, ponendogli tanti quesiti, e si è poi finiti a parlare di campioni di calcio della Costa d’Avorio e ci si è spinti anche più in là, andando tutti insieme a giocare a pallone in cortile.
Seku adesso segue con passione le vicende dell'Alessandria Calcio e più di tante parole per fare amicizia è bastato un pallone. Noi come associazione - precisa l'operatrice di Cambalache - faremo altri incontri di questo tipo:  il 5 maggio per esempio abbiamo già due classi quinte della scuola Carducci prenotate, ma anche l'APS Domus e l'Ostello di Santa Maria di Castello organizzano incontri simili coinvolgendo i loro ospiti. Lo scopo è far conoscere agli studenti chi sono questi richiedenti asilo: è così che si costruiscono dei ponti e si uniscono davvero le sponde: incontrandosi e parlando tutti insieme". 
26/04/2016







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