Alessandria

Quei 'maledetti' 66 gradini

Protesta disperata di una famiglia di Spinetta Marengo, assegnataria da anni di un appartamento Atc al quarto piano di un palazzo senza ascensore, nonostante la grave invalidità del padre e soprattutto di uno dei figli, costretto in sedia a rotelle. "Non ci hanno ricevuti neppure stavolta, ma hanno promesso di farlo mercoledì prossimo"

ALESSANDRIA - La prima richiesta di cambio casa all'Atc è avvuta in vista del primo intervento che il figlio più grande, oggi undicenne, avrebbe dovuto fare il 16 settembre 2013: un quadro clinico complesso, aggravato da un problema ai tendini che rende difficilissima, se non impossibile, la deambulazione autonoma.

Da allora gli appelli all'Agenzia Territoriale della Casa si sono moltiplicati, non solamente per voce della famiglia, ma anche da parte del Disability Manager Paola Testa, dell'Ufficio anti discriminazioni provinciale guidato da Lisa Priarone e dal Difensore Civico Regionale. L'unica risposta pervenuta in passato dall'Atc è però stata di chiusura, ricordando come la famiglia risulti morosa (come tantissime altre che vivono in alloggi popolari ndr) e quindi, finché la situazione economica non sarà sanata, non sia possibile ipotizzare alcuna soluzione. 

Ma quei 'maledetti' 4 piani senza ascensore, nel frattempo, stanno costringendo uno dei figli a vivere praticamente murato in casa, con l'unica possibilità di uscire per recarsi a scuola, con enorme fatica. Sabato, dimesso dall'ospedale dopo un nuovo intervento, ha potuto riaccedere a casa solamente grazie alla generosità del personale della Croce Rossa, che lo ha issato a braccia lungo i 4 piani dell'appartamento. Una soluzione non sarebbe in realtà impossibile, visto che pare ci siano famiglie ospiti dell'Atc con alloggi al piano terra che già si siano dichiarate disponibili a scambiare gli appartamenti.

Dopo innumerevoli richieste d'incontro con i vertici dell'Agenzia per la casa, tutte andate inascoltate, la famiglia ieri, lunedì 9 novembre, ha così deciso di portare la protesta nei cortili dell'Atc, appendendo le foto degli interventi svolti dal figlio sui muri della sede. "Io sono disposto a fare qualsiasi lavoro" - ha raccontato il padre, che è in costante ricerca di un'occupazione, nonostante a sua volta sia disabile al 75%, "ho sempre dimostrato di poter essere produttivo, anzi di esserlo perfino più di altri. La voglia non mi manca, mi basterebbe avere un'opportunità". Nel frattempo la famiglia ha proposto all'Atc un piano di rientro per gli affitti arretrati, pronta a importanti sforzi economici, potendo al momento far conto solamente sui contributi per l'invalidità di padre e figlio. 

L'Atc, dopo la protesta di ieri, ha fissato un incontro con la famiglia per mercoledì prossimo, sperando che sia possibile trovare finalmente una soluzione che consenta loro di vivere una vita il più possibile normale.
10/11/2015







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