Alessandria

San Benedetto: "pronti a gestire un locale per l'accoglienza in stazione"

Persone senza fissa dimora sostano troppo spesso presso i locali del bar della stazione, "arrecando disturbo al decoro dell'area", come più d'uno ripete da qualche tempo. "Pronti a risolvere il problema allestendo un locale a fianco del bar ad area di accoglienza" risponde San Benedetto, che già in passato ha offerto il proprio servizio per riqualificare la zona e aiutare chi è in difficoltà

ALESSANDRIA - Quest'anno l'Emergenza freddo, complice l'inverno più mite che si ricordi da decine di anni a questa parte, e l'apertura da parte di altre città, come Asti e Pavia, di spazi dedicati ad accogliere la notte persone senza fissa dimora, ha fatto registrare numeri più contenuti. Il dormitorio maschile cittadino raramente ha raggiunto la copertura massima che la capienza invernale consentirebbe, e, in controtendenza rispetto agli ultimi anni, per fortuna sono pochissime le persone che hanno passato la notte in strada o sui treni fermi in stazione. 

A raccontarlo è Fabio Scaltritti, uno dei partecipanti al tavoro di coordinamento per l'Emergenza freddo in città, e presidente della Comunità San Benedetto al Porto, che racconta: "come ogni anno abbiamo organizzato un servizio notturno, per portare the caldo e generi di prima necessità a chi si trova in strada: per fortuna troviamo numeri molto piccoli, specie se paragonati a quelli degli anni precedenti".

Il problema, quest'anno, pare invece essere costituito dalle frequentazioni del bar della stazione, dove durante il giorno stazionano per ore persone senza un posto fisso in cui stare, alla ricerca di un po' di calore. La situazione non è però gradita a chi ha il compito di gestire l'area, e non è un bello spettacolo per chi, sceso dal treno o in attesa di prenderne uno, si trova a passare per il bar.

Dalla Comunità di San Benedetto arriva allora una nuova proposta, dopo il tentativo mancato di vedersi assegnata l'ex gelateria Cangiassi, uno dei 3 "mostri" di fronti alla stazione, che l'associazione fondata da don Gallo si era detta pronta a gestire facendone un luogo di prima accoglienza, orientamento turistico e vendita di prodotti a chilometro 0 (con una rotazione durante il giorno fra le diverse attività). "Abbiamo espresso la nostra disponibilità a prendere in gestione gratuitamente uno dei locali sfitti della stazione - spiega Fabio Scaltritti - arredandolo con televisori e stufe perché lì ci possano stare le persone che non sanno dove andare, invece di trattenersi così a lungo al bar. La struttura ha i vetri zigrinati e non si vede all'interno, così anche coloro che ne fanno un problema di decoro potrebbero dormire sonni tranquilli. Noi chiediamo solamente di poter aiutare le persone in difficoltà e di offrire un servizio utile alla città". 

La proposta pare sia molto piaciuta a tutti i referenti istituzionali coinvolti nell'analisi del problema, dai rappresentanti dell'amministrazione comunale a quelli delle Forze dell'Ordine: l'ultimo ostacolo da superare perché il progetto vada a buon fine, ma non di poco conto, è quello costituito dalla proprietà di tale spazio. Il locale, posto in uno spazio attiguo a quello del bar, è di proprietà di Centostazioni, la società che fa capo alle Ferrovie dello Stato e che ha il compito di gestire parte del patrimonio immobiliare del gruppo.

"Speriamo di sbagliarci - spiega Scaltritti - ma già in passato il gruppo ha dimostrato di preferire il mantenimento di locali sfitti piuttosto che concederli gratuitamente per servizi di pubblica utilità. Saremo ben lieti di organizzare il servizio in tempi brevissimi se ce ne verrà data la possibilità. Noi siamo pronti a partire.  Centostazioni e FS devono coordinare le loro scelte con la governance di un territorio e dialogare con gli Enti Locali. Accogliere e ospitare non può essere l'esclusiva della Polfer, del personale FS disponibile o degli Operatori dell'Emergenza freddo. E nemmeno del personale di ChefExpress"
 
8/02/2016







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