Alessandria

Sette luoghi comuni falsi sui migranti

Dall'audizione congiunta delle Commissioni Servizi Sociali e Ambiente emerge un quadro della situazione sui richiedenti asilo presenti in provincia. Neppure 500 persone su oltre 400 mila abitanti del nostro territorio: come si può parlare di invasione?

ALESSANDRIA - Dopo la conferenza stampa di alcuni giorni fa, i protagonisti della rete per l’accoglienza cittadina (Croce Rossa, Istituto Borsalino, Associazione Cambalache, Ostello di Santa Maria di Castello, cooperativa Coompany&, San Benedetto al Porto) hanno relazionato a Palazzo Rosso durante le Commissioni congiunte Servizi Sociali e Ambiente, rispondendo alle domande dei politici e provando a sfatare, per l’ennesima volta, qualche falso mito. Ecco, in sintesi, alcuni dei luoghi comuni che pare non trovino proprio riscontro sul nostro territorio

1. “Con il programma di accoglienza ci stanno invadendo”
Per ora i migranti accolti in provincia che stanno attendendo di sapere se la loro domanda di richiedenti asilo sarà accolta o respinta sono 474, dei quali 210 ad Alessandria, e gli altri distribuiti sul territorio, con grande sproporzione (200 a Casale e 60 a Novi Ligure, nessuno a Valenza). Se consideriamo che la popolazione provinciale è di circa 430 mila abitanti è facile immaginare come 400 migranti non possano davvero costituire un problema. Gli operatori di Alessandria comunque hanno già fatto sapere in prefettura di non avere intenzione di estendere ulteriormente i propri posti letto, e pertanto la quota di stranieri ospitati per l’emergenza profughi dovrebbe andare diminuendo e non aumentando in futuro.

2. “C’è la possibilità che grandi strutture, come la Valfré, vengano attrezzate per l’accoglienza”
Il modello di accoglienza scelto dalla Prefettura, in accordo con gli operatori, è quello di puntare su alloggi con piccoli gruppi e non su grandi assembramenti, molto più difficili da gestire. Non c’è quindi nessun piano in programma che preveda l’utilizzo di ampie strutture, come la Caserma Valfré o l’Hotel Marengo.

3. “Il Comune paga per loro 35 euro al giorno a testa, e questi soldi potrebbero essere spesi diversamente”
I fondi sono di provenienza europea, vincolati a questo tipo di assistenza alle persone accolte. Il Comune non investe soldi in questa attività e non avrebbe potere di indirizzarli diversamente.

4. “Portano malattie”
E’ vero che sul territorio nazionale alcune malattie sono tornate a diffondersi, ma la ragione, cifre alla mano, non è da imputare ai migranti che vengono accolti, e questo vale sicuramente per tutti coloro che sono transitati sul nostro territorio. I casi di scabbia per esempio sono appena lo 0,5%. Se è vero che a livello nazionale c’è stato un incremento notevole, questo è dovuto per esempio, in misura ben più ampia, a uomini italiani che frequentano in maniera massiccia centri massaggi poco igienici.

5. “Scappano tutti dalla guerra”
Se è vero che esiste una percentuale di coloro che arrivano che fuggono in effetti da conflitti, in diversi altri casi si tratta probabilmente di persone che raggiungono le nostre coste in cerca di una vita migliore. Questo è comprensibile e non va condannato, ma è un dato da tenere presente perché il modello di accoglienza oggetto della discussione è quello legato all’emergenza umanitaria legata a conflitti e vessazioni umanitarie dirette subite dai migranti. Per questo molte domande di asilo finiscono per essere rigettate, vanificando però il lavoro d’integrazione messo in campo dalle organizzazioni che ad Alessandria gestiscono l’accoglienza. A volte può passare anche un anno o più prima che uno straniero venga ascoltato dalle commissioni competenti e ottenga o meno un permesso per rimanere in Italia. La provincia riceve in prevalenza giovani maschi per scelta, poiché non ha dato disponibilità a ospitare minori. Come è facile immaginare, di conseguenza, le famiglie che arrivano vengono dirottate altrove, e quindi anche il numero di donne è significativamente inferiore. 

6. “Vengono qui a fare accattonaggio. Sono un problema per la sicurezza”
In generale questo non è vero. I dati della Polizia Municipale non segnalano alcun problema specifico legato agli arrivi, e gli operatori assicurano che non ci sono richiedenti asilo che fanno la questua di fronte ai supermercati (a farlo sarebbero persone “figlie” dei precedenti piani di accoglienza, che in buona parte hanno poi lasciato i migranti sul territorio senza alcuna prospettiva su come costruirsi un futuro). E’ però impossibile escludere a priori che fra i migranti che giungono qui sui barconi non ci siano potenziali terroristi dormienti pronti un giorno a colpire l’Italia con qualche attentato.

7. “Con i migranti le realtà locali si stanno arricchendo”
Lo scandalo di ‘Roma Capitale’ grida vendetta e certamente c’è stato chi ha approfittato dell’emergenza accoglienza per lucrare sui finanziamenti ricevuti dall’Europa. In provincia però esistono documenti di trasparenza che rendicontano in maniera piuttosto precisa come i soldi vengano spesi. Dei 34 euro per ciascun richiedente asilo che vengono girati agli operatori, detratti i 2,5 euro che ogni giorno costituiscono un Pocket Money da dare direttamente in mano agli stranieri, il resto viene praticamente tutto speso per vitto, alloggio, progetti d’integrazione, corsi d’italiano e attività ricreative.
2/07/2015







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