Cronaca

Amministratore di condominio condannato per appropriazione indebita

Si è chiusa con una condanna la vicenda giudiziaria di un amministratore di Serravalle Scrivia, accusato di appropriazione indebita. Tra i conti del condominio stazione erano emersi ammanchi per circa 80 mila euro

CRONACA – Una vicenda giudiziaria che si trascina da anni quella che vede contrapposti l'ex amministratore Mario Balbi, 64 anni, e i condòmini del “Condominio Stazione”, l'ex palazzo Eur di Serravalle Scrivia.

Da una ricognizione dei conti era emerso un ammanco di circa 80 mila euro ed una serie di errori nella gestione amministrativa, fatture mancanti, pagamenti fatti a persone non formalmente incaricate di eseguire lavori, assegni emessi con beneficiario lo stesso amministratore. Insomma, un bel pasticcio contabile che aveva messo in allerta i condomini e che ha fatto scattare l'inchiesta della procura della Repubblica.
 
In mezzo, sono poi capitate una serie di vicende non legate alla volontà degli operatori della giustizia: una riforma che ha imposto come il reato contestato, quello di appropriazione indebita, seppur aggravata, fosse perseguibile non più di ufficio ma solo dietro querela della parti (che hanno dovuto presentarla a posteriori); la promessa, poi non mantenuta, dell'amministratore di risarcire i danni; una serie di dismissioni dal mandato degli avvocati della difesa. L'ultimo avvocato, Ruffier, ancora ieri, nell'ultima udienza, aveva manifestato la volontà di dismettere il mandato. Richiesta non accolta dal giudice Tacchino, per mancanza dei tempi previsti dalla procedura. E' stato nominato comunque un difensore d'ufficio e l'udienza è proseguita con le requisitorie di accusa, difesa e parti civili, tra i quali non risulta più, però, il condominio. 

Durante le udienze (la vicenda va avanti almeno dal 2013) era emerso, in base alle testimonianze, come l'amministratore avesse prelevato dal conto corrente del condominio denaro per pagamenti attinenti a lavori o prestazioni non relative al condominio stesso. Tutte accuse respinte da Balbi il quale ha affermato, al contrario, di aver sempre agito nell'interesse degli inquilini come un "padre di famiglia". 
Resta il fatto che, sempre secondo quanto emerso durante le udienze, alcuni fornitori venissero pagati senza regolare fattura e restavano da chiarire assegni emessi a favore di Balbi per i quali non si è potuto ricostruire la relativa documentazione. 

Il pubblico ministero, al termine della requisitoria finale aveva chiesto una condanna a due anni. Il giudice ha inflitto 2 anni e 4 mesi ed una multa di 1.500 euro. L'eventuale risarcimento dovrà essere invece stabilito in sede civile. Le motivazioni della sentenza saranno rese note in novanta giorni.
13/11/2018







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