Alessandria

Edilizia 'stagnante' e la Pubblica Amministrazione non aiuta

Il report 2018 dell'ANCE fotografa una situazione non rosea, caratterizzata da difficoltà diffuse per una forte illiquidità e per il 'blocco' delle costruzioni in provincia. Il Terzo Valico non basta, insomma

ALESSANDRIA - Calma piatta, fin troppo, nel mondo delle costruzioni. “Non si vede la luce infondo al tunnel”, commenta il presidente ANCE Alessandria Paolo Valvassore tenendo in mano i dati e le stime future di chi rappresenta. “Le imprese soffrono, non c’è stato un sostanziale cambiamento da un anno all’altro”.

L’indagine congiunturale che evidenzia il ‘polso’ delle imprese edili della provincia (cento quelle intervistate) dà ancora pochi segnali positivi. Molti infatti vedono il periodo ancora ‘stagnante’, in cui persistono le difficoltà di credito con le banche e di recupero credito con le pubbliche amministrazioni – specie le partecipate degli enti pubblici – che non rispettano i 60 giorni di norma per i pagamenti. 139 i giorni di media la dicono lunga sui salti mortali che le imprese (in cui sono impiegate circa quattromila persone), soprattutto quelle medio-piccole, sono costrette a fare per tirare avanti.
Ora che non si costruisce più (“Non siamo per il consumo del suolo, ma per la rigenerazione urbana”) si guadagna solo sulle ristrutturazioni. In generale le ditte sono in calo del 7,5%.

Il settore delle costruzioni a livello nazionale manifesta un trend leggermente positivo, con lì’ultimo trimestre chiuso a +1,7%. Il mercato provinciale, invece, è stagnante, eccezion fatta per il cantiere del Terzo Valico, unica grande opera che ‘assorbe’ l’85% delle risorse in appalto. Per il resto ci si deve ‘accontentare’ di lavori di manutenzione: le comunicazioni di inizio lavori sono a +5% sull’anno scorso, ma +171% dal 2011. I permessi a costruire dei centri zona si sono più che dimezzati, con una forte contrazione a Tortona (-35%). 

Oltre il 55% dei cantieri edili sono sotto i 50 mila euro di valore, solo per il 29% si può parlare di commesse interessanti, al di sopra dei 100 mila euro.

Le compravendite immobiliari residenziali sono aumentate rispetto al 2017, soprattutto nell’Acquese e nel Casalese. Ma non vuol dire che il mercato sia in crescita: i prezzi non aumentano, quindi non si può parlare ancora di ripresa del settore. Novese e Ovadese sono le zone meno vivaci.

Strade e politica. Il presidente Paolo Valvassore e il direttore Luigi Tosi (prossimo alla pensione, lo sostituirà Marco Massone) si tolgono qualche sassolino dalla scarpa, ricordando come la discontinuità porti ad un danno enorme per il settore: “Ad ogni cambio di amministrazioni o di governo si bloccano i progetti precedenti. Gli edili sono alla mercé dei politici”. Politiche sono le decisioni sulle Province, che senza soldi non possono più appaltare i lavori stradali (“dimezzati in dieci anni”), com’è politica la composizione della giunta regionale “in cui non c’è alcun rappresentante provinciale, nessun interlocutore”. Politiche saranno le decisioni sulle detrazioni fiscali nelle ristrutturazioni, che se non confermate, potrebbero scendere ancora, inferendo un ‘colpo’ ulteriore sui cantieri per le manutenzioni, unica branca edile in crescita.

 
11/10/2018
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