Gavi

San Giacomo, in un libro tutta la storia dell'antica chiesa romanica

Un edificio che da sempre nel cuore di tutti i gaviesi, un gioiello artistico che spicca per la sua bellezza e che racconta una parte importante della storia del territorio: la chiesa di San Giacomo, a Gavi, ora protagonista anche di un approfondito studio realizzato da Valentina Filemio

GAVI – Un edificio che da sempre è nel cuore di tutti i gaviesi, un gioiello artistico che spicca per la sua bellezza e che racconta una parte importante della storia del territorio: la chiesa di San Giacomo, a Gavi, è ora protagonista anche di un approfondito studio realizzato da Valentina Filemio [nella foto] che sarà presentato domani, sabato 13 ottobre, presso la sede del Consorzio del Gavi in corte Zerbo (ore 17.00, a seguire visita alla chiesa).

“Gavi – San Giacomo Maggiore”, il volume scritto da Valentina Filemio per le Edizioni dell’Orso, non è però un libro qualsiasi, per almeno tre motivi. Il primo, perché Valentina Filemio, autentica esperta di quell’arte romanica che caratterizza appieno l’attuale aspetto della chiesa di San Giacomo, ha saputo cogliere appieno caratteristiche e particolarità dell’apparato architettonico e scultoreo di questo gioiello dell’arte romanica, ad esempio trovando le molteplici influenze culturali vicine e lontane, comprese quelle della Borgogna medievale, a cui fecero riferimento gli anonimi autori dei capitelli.

Il secondo, perché il libro è dedicato alla chiesa che, di fatto, costituisce la principale attrazione monumentale del borgo di Gavi, non solo per il suo valore intrinseco (storico e artistico) di edificio romanico che in gran parte mostra ancora il suo aspetto originale, ma anche per la facile accessibilità (come collocazione e come orari di apertura) che garantisce a tutti, credenti e non credenti, di poterla ammirare come merita.

Il terzo, perché San Giacomo presenta tuttora l’aspetto che nel medioevo l’intero borgo di Gavi offriva agli occhi del visitatore che, mercante, pellegrino o altro che fosse, vi giungeva arrivando dalla pianura o dal valico della Bocchetta. Un aspetto che, in qualche caso, riaffiora da sotto le facciate dipinte di epoca più recente, e che dà il senso dell’importanza di Gavi, costruita in pietra squadrata in blocchi grandi, legati da poca malta: una tecnica economicamente dispendiosa ma di grande impatto visivo, quasi che Genova, dominatrice di Gavi, volesse dare ad amici e nemici un segno visibile della propria opulenza.
12/10/2018







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