Novi Ligure

Addio al partigiano Pinocchio e al mago Oeffam: se n'è andato Pietro Maffeo

Per l'anagrafe era semplicemente Pietro Maffeo. Ma da giovane lo conoscevano con il suo nome di battaglia: Pinocchio. E più in là negli anni, con il suo nome d'arte: Mago Oeffam. Due pseudonimi che raccontano (almeno) due vite completamente differenti: la prima come partigiano e la seconda come "uomo da palcoscenico"

NOVI LIGURE – Per l’anagrafe era semplicemente Pietro Maffeo. Ma da giovane lo conoscevano con il suo nome di battaglia: Pinocchio. E più in là negli anni, con il suo nome d’arte: Mago Oeffam. Due pseudonimi che raccontano (almeno) due esistenze completamente differenti: la prima come partigiano e la seconda come “uomo da palcoscenico”.

Avrebbe compiuto 91 anni a giorni, ma purtroppo Pietro Maffeo è morto ieri nella casa di riposo Fiordaliso dove era ricoverato. Maffeo era uno degli ultimi protagonisti ancora in vita della guerra di Liberazione nel novese. Durante la Resistenza aveva fatto parte della Brigata Oreste della Divisione garibaldina Pinan Cichero. Si era guadagnato anche una medaglia di bronzo al valor militare combattendo nell’agosto 1944 a Cantalupo Ligure, in val Borbera: rimasto solo a difendere «una posizione di vitale importanza per l’esito del combattimento – si legge nella motivazione ufficiale – benché gravemente ferito fronteggiava il nemico fino al sopraggiungere dei rinforzi che rioccupavano la posizione».

Dopo la guerra, era stato anche un pugile e aveva partecipato a diversi campionati nazionali. Poi a Novi Ligure aveva aperto la nota agenzia di pratiche Consulauto. In tantissimi lo ricorderanno però anche per la sua passione per la magia e l’illusionismo: fino a non molti anni fa (l’ultima esibizione pubblica è stata al centro fieristico di Novi, nel 2011) il Mago Oeffam amava partecipare a spettacoli e feste di paese per far divertire soprattutto i più piccoli.
I funerali saranno celebrati lunedì 19 febbraio alle 10.30, presso la chiesa della Pieve. Lascia la figlia Nadia e la sorella Anita.

 
Il ricordo di Franco Barella, partigiano Lupo:

Ciao “Pinocchio” caro Pietro, amico mio caro, mi devi perdonar se ti saluto con il Tuo nome di battaglia, quello del tempo della rivolta all’invasore, ma mi è più caro, mi fa sentirti più vicino, più fratello, come allora.
So che leggerai di lassù queste righe e sentirai il mio rimpianto per non averti più incontrato da tempo; sentirai la nostalgia di persone care che ci lasciano, o meglio ci precedono, verso un cielo, che penso azzurro di felici incontri con quanti ci hanno preceduto. Ti prego salutami Scrivia, Morgan, Silla, Uragano e quanti altri dei nostri troverai lassù.
Credo che per noi tutti il buon Dio ci abbia riservato un angolo, se non proprio di paradiso, almeno di attesa purificatrice, ma, come ci ha protetto negli anni di fuoco, ci proteggerà ancora e ci terrà con lui, che abbiamo sempre amato. Arrivederci dunque, non addio, amico mio fraterno, compagno di giochi prima, di lotta poi, di ricordi cari come solo l’amicizia vera sa donare e incidere nell’animo. Arrivederci Pietro, o “Pinocchio” se preferisci
Ti abbraccio, Franco
17/02/2018







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