Lo scaffale

Obolenskaja, principessa che ispirò Tolstoj, James e Conrad

Finalista nella sezione storico-divulgativa del Premio Acqui Storia 2017, Zoè la principessa che incantò Bakunin, fa meritare all’Autrice il Premio Capalbio e il Premio Città di Pisa

LO SCAFFALE - "Zoè la principessa che incantò Bakunin. Passioni e anarchia all’ombra del Vesuvio" di Lorenza Foschini - Le scie Mondadori - 2016, €20,00

Lorenza Foschini (Napoli, 1949) giornalista e scrittrice, ha condotto a lungo il Tg2. Autrice e conduttrice di trasmissioni di successo, ha realizzato documentari e programmi di approfondimento. Ha pubblicato, tra l’altro, Inchiesta sui misteri di fine millennio e Il cappotto di Proust storia di un’ossessione letteraria, e curato La democrazia in trenta lezioni di Giovanni Sartori. Nel 2019 la trasposizione scenica de Il cappotto di Proust, diviso in tre atti, inaugurerà, in Francia, la stagione lirica del teatro di Lille.

Se nuova è la tematica che ispira Zoè la principessa che incantò Bakunin la ricostruzione attenta e documentata della vita della principessa Obolenskaja, la donna che ispirò Anna Karenina di Tolstoj, la Principessa Casamassima di James e Sotto gli occhi dell'Occidente di Conrad prima che su di lei cadesse l'oblio, restano saldamente riconoscibili il linguaggio e l’essenziale delle tecniche narrative dell’Autrice. Visibili nell’impalcatura esterna della narrazione che si colloca nel solco del verismo ma con il fuoco della scrittura rivolto tutto all’inquieta psicologia dei personaggi, ai meccanismi che li “alienano” irrimediabilmente dalla realtà quotidiana e comune.

La vita della principessa Obolenskaja, così fuori dalle regole, suscita scalpore. Annoiata dalla vita di corte, Zoé Obolenskaja, moglie del governatore di Mosca, donna colta e ricchissima ma di idee radicali, lascia San Pietroburgo alla volta dell’Italia. Viaggia con i cinque figli e un seguito regale di dame di compagnia, bambinaie, istitutori, valletti, segretario e medico personale. Arrivata a Napoli conosce Michail Bakunin nobile ribelle fuggito dall’esilio in Siberia, ricercato dalle polizie europee e approdato nell’ex capitale delle Due Sicilie dove pensa di trovare l’humus adatto per far esplodere la rivolta. Conquistata dalle idee di Bakunin, la principessa Zoé gli mette a disposizione il suo immenso patrimonio e, in cambio, è elevata al rango di autentica rivoluzionaria. Negli anni trascorsi tra Napoli e Ischia i due aristocratici alternano all’attività sovversiva gite, crociere nel golfo, recite teatrali e picnic ed è proprio nel paradiso Ischitano che Bakunin, sollevato dai problemi economici, mette a punto il pensiero anarchico e Zoé incontra l’amore, diventando l’amante del più fedele seguace di Michail, il polacco Walerian Mroczkowski, di undici anni più giovane di lei. Ma la voce che la moglie del governatore di Mosca abbia un comportamento scandaloso e sia la più generosa finanziatrice del movimento anarchico arriva allo zar che, infuriato, ordina al principe Obolenskiy di riportare in patria moglie e figli.
A Ginevra, in un drammatico colloquio con il marito, la principessa rifiuta di rientrare in Russia e da quel momento la sua vita, nel segno della lotta “anarchica”, è scandita da incontri straordinari ed eventi drammatici.

Finalista nella sezione storico-divulgativa del Premio Acqui Storia 2017, Zoè la principessa che incantò Bakunin, fa meritare all’Autrice il Premio Capalbio e il Premio Città di Pisa. Tradotto con il titolo "La Princesse de Bakounine" in Francia è uscito nel settembre 2017 per le edizioni de La Table Ronde.
2/02/2018







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