Alessandria

Palassi Russ, se ma per la vergogna!

Muri scrostati, colori sbiaditi, intonaci cadenti, oltre a due, dei tre orologi vanto della storia civica di Alessandria, inesorabilmente fermi da tempo immemorabile

LISSONDRIA - Quòndi che i lissandrén i parlu 'd Palassi Russ, ij'antendu riférissi al Palassi pù 'mpurtònt dla sità, el var a dì, el pòst andò ch'uss aministra l'ancò e l'admòn 'd Lissòndria.
Ansuma, el Palassi ch'el duvrissa rappresentè chi ch'èl viv e u travaja per sta sità.Ebén, chi ch'us ferma e ui dà in ugiada con sèns critic el pò nént fèn a meno 'd vighi cmé che u témp e ij'omi, i seju stacc avàr ant'i sò cunfrònt.
Müraj scrustaj, culur sbiadì, intònac cascà, per nènt parlè del du mustri, ansuma a tre, ch'i rapresentu la listoria civica 'd Lissòndria, inesurabilmènt fèrmi da 'n mùgg ad témp!
Parluma nénta del cundissiòn du tëcc! Quondi che Giove Pluvio u droba 'l cateratti, anlura el pò capitè, 'mé ch'l'è ša capità, 'd fè la gimcana fra i catén bità 'n Sala Giunta per fè su l'aqua ch'la sgùta da u tëcc.
Ansùma, se Lissòndria la fisa giudicaja anmà dal cundissòn 'd Palassi Russ, a na surtirréiva uari bén!
Da tòncc ani ormai, in'aministrassiòn vea l'atra, per teni 'l rëdni 'd stà sità, per in mutiv o per l'atér, i spostu 'l prublema da in ani an sù.
Adèss, sta nòva aministrassiòn, ansüma 's prublema, l'ha ancura dicc nént du tùtt ma, per dila tuta, ans'l'argumént, aiuma gnònca alšì cuc coša dal sò nòv prugrama.
Se, va bén, us parla 'd recuperè tòncc palassi storic, cmé la Caserma Valfrè e la Sitadéla, e cmé u Teatér Municipàl e fina l'ex Cesa 'd San Francesco, ma gnònca na parola ans'la situassiòn disastraja 'd Palassi Russ.
Russ a 'dzivu, ma 'n primis russ per la vergogna 'd mustréss 'csi mal piassà e sensa 'n strass ad prugrama per essi recuperà a l'unur del mond!


Palazzo Rosso, si ma per la vergogna!

Quando gli alessandrini parlano di Palazzo Rosso, intendono riferirsi al Palazzo più importante della città dal punto di vista politico-amministrativo, ossia, il luogo dove viene deciso il presente e il futuro di Alessandria.
Insomma, un Palazzo che dovrebbe rappresentare chi vive e lavora per questa città.
Ebbene, chi si sofferma e lo guarda con senso critico non può fare a meno di notare quanto il tempo e gli uomini, siano stati ingenerosi nei suoi confronti.
Muri scrostati, colori sbiaditi, intonaci cadenti, oltre a due, dei tre orologi vanto della storia civica di Alessandria, inesorabilmente fermi da tempo immemorabile!
Non parliamo delle condizioni in cui versa il tetto dell'edificio! Quando Giove Pluvio apre le cateratte del cielo, allora può capitare di entrare in sala Giunta e dover fare lo slalom fra i catini collocati per raccogliere l'acqua proveniente dal tetto.
Insomma, se Alessandria dovesse essere giudicata esclusivamente dalle condizioni di Palazzo Rosso non ne uscirebbe bene!
Da anni ormai le amministrazioni che si sono avvicendate nell'amministrare questa città, per un motivo o per l'atro, rinviano questo problema di anno in anno.
Ora questa nuova amministrazione su questo problema non si è ancora espressa ma, purtroppo, nulla trapela, su questo argomento, nemmeno dalle sue nuove linee programmatiche.
Si va bene, si parla del recupero di diversi edifici storici come la Caserma Valfrè e la Cittadella, così come del Teatro Municipale e persino del recupero dell'ex Chiesa di San Francesco, ma nemmeno una parola sulla situazione di degrado in cui versa Palazzo Rosso.
Rosso dicevamo, ma soprattutto rosso per la vergogna di mostrarsi così male in arnese e senza uno straccio di programma per il suo recupero all'onor del mondo!
26/11/2017
Pidrén, l'anvud del magnòn d'i-j Ort - Piero Archenti - redazione@alessandrianews.it







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