Mondiali di Calcio 2018

Scenari Mondiali

A Soci i calciatori del ct Stanislav Cercesov ci hanno provato sino all’ultimo; sino a quando la freddezza di Rakitic non ha dato alla Croazia quello che è in fondo sacrosanto: una semifinale da giocarsi con la quadrata Inghilterra

La città di Soči, che nel 2014 ha ospitato le Olimpiadi Invernali, è gemellata, tra le altre con Mentone, Long Beach e Rimini. E non si tratta di attrazione degli opposti: Soči è una rinomata località turistica, una città di dacie, pinne fucili ed occhiali, dove i russi facoltosi vengono a cercare un sentore di Mediterraneo.
Un Mediterraneo che questo immenso paese ha vissuto sempre come un miraggio; il seducente effluvio proveniente da carovane arabe, veneziane e genovesi che trasportavano merci dall’Asia all’Europa e viceversa. La maggior parte dei Russi sono stati per secoli quasi solo questo: contadini, servi della gleba, che guardavano i nomadi e i mercanti passare, portando tutto altrove, compresi i cambiamenti. I Turchi, almeno, avevano il Bosforo; mentre il Caucaso e gli Urali chiudevano a doppia mandata uno sterminato paesaggio di regolarità umana, che forse per contrappasso si è volentieri prestato alle eccezioni, spesso fragorose: i balletti di San Pietroburgo, le avanguardie artistiche, la rivoluzione, l’uomo nello spazio.

Un numero di trapezio che. in nome della tradizione circense, i calciatori del CT Stanislav Čerčesov hanno provato ad eseguire sino all’ultimo; sino a quando la freddezza di Rakitić non ha dato alla Croazia quello che è in fondo sacrosanto: una semifinale da giocarsi con la quadrata Inghilterra. Del resto il pragmatismo con cui Vladimir Putin ha lasciato al premier Mevedev i posti riservati in Tribuna d’Onore, è l’ennesima dimostrazione della consapevolezza del nuovo Zar che in questo Mondiale i padroni di casa non avrebbero potuto farsi forza della loro arma più letale: l’inverno.

Del resto nessuno aveva messo il cuore più di tanto su questa squadra con molti centimetri e pochissime tracce di estro, inadatta a costruire più di una dignitosa presenza in una manifestazione da cui dovevano uscire a testa alta i politici più che i giocatori. Ora i russi potranno tornare a dedicarsi ai giochi a loro più congeniali, dall’’hockey su ghiaccio al pattinaggio artistico; dal salto con l’asta alla sciabola, commissioni antidoping permettendo. Allo stesso modo la nuova Guerra Fredda tra Russia e Inghilterra può continuare tra un avvelenamento e un sospetto, un hackeraggio e una sanzione, senza dover ricorrere ad intricate tattiche per contenere le folate agonistiche dei ragazzi di Southgate, che cominciano davvero a crederci.

Sognano i britannici, una finale: e che sia coi francesi, nella più classiche delle rivalità se ad un certo punto della storia non fossero spuntati i Tedeschi. Francia – Inghilterra sarebbe uno straordinario epilogo per gli appassionati delle vicende degli Stati e delle Nazioni; ma se preferite il calcio Belgio – Croazia sarebbe il degno atto conclusivo per un Mondiale che, vada come vada, avrà stravolto le gerarchie recenti di questo sport. Uno scontro tra Hazard e Modric sarebbe il sogno di qualsiasi appassionato, che nel controllo della palla a tesa alta e nel guizzo denso di intelligenza. ancor prima che di agonismo, vede il grado zero del gioco: quell’attimo in cui sul divano allarghi le braccia e sussurri “magnifico”.

Dasvidania Tovarishes.

9/07/2018
Simone Farello







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